CHIGNOLO PO (PV), frazione Alberone. Chiesa di S. Antonio abate
Alberone (PV). Via Cucchiaini
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La chiesa di Alberone probabilmente fu costruita dai Cusani, perché Gerolamo e Lelio Cusani, figli di Ottaviano, possedevano alcune terre.
L’edificio risulta già esistente nel 1570, quando il sacerdote Giovanni Molla celebrava le funzioni religiose, ma diventò parrocchia il 27 marzo 1597 con un atto notarile rogato da Paolo Maria Cavacurta. Fino al XX secolo Alberone appartenne alla Diocesi di Milano e successivamente passò alla Diocesi di Pavia.
Non sappiamo se la chiesa citata nel Cinquecento sia quella nelle forme attuali, resta significativa la annotazione di una visita pastorale del 1752 che afferma descrivendo la chiesa l’esistenza di una iscrizione sulla fascia di cornice che sormonta il portone di ingresso: “Hanc jdem divi Antonij Abbati Diruttam Reverendum Petrus Antonius Grossus—Rector Readificandam curavit anno 1641”. Dunque il 1641 resta l’anno di rifermento per poter ritenere che tale struttura architettonica comincia a definirsi nelle forme attuali.
Nel lato nord-est si trova la sagrestia con soffitto a volta che risulta già esistente e terminata accanto al suo campanile nel 1699.
Lo spazio del battistero fu costruito con delibera comunale del 6 aprile 1910.
Nel 1955 è da registrare il restauro avvenuto su tutti gli stucchi.
Nel 2010-11 sono state realizzate opere di consolidamento strutturale dei muri perimetrali e della volta della chiesa.
La facciata della chiesa presenta un pronao attestato già esistente nelle medesime forme ed elementi nel 1752. Così pure le immagini popolari rappresentanti quattro Santi ormai logori e sbiaditi distribuiti nei quattro riquadri che caratterizzano la facciata esterna sono gli stessi attestati nella visita pastorale succitata.
La chiesa di Alberone, orientata con la porta a sud e l’abside a nord, è costituita da un’unica navata suddivisa in tre campate coperta da tre volte a crociera a sesto semicircolare, appoggiate ai muri perimetrali e sostenute nel mezzo da due archi.
All’interno si osserva una grande profusione di stucchi che comprendono più di 60 soggetti tra angeli grandi e piccoli o con la sola testa alata, le lesene cariche di arabeschi, di foglie di acanto, vasi di fiori, palmette, rosoni.
Gli altari sono tre. L’altare maggiore è coperto da una volta a crociera ed è in marmi policromi con mensa e paliotto con i simboli dell’Ordine agostiniano. Il presbiterio è delimitato da una balaustra del XVIII secolo in marmo. Gli altari laterali sono due: a destra dedicato a Sant’Antonio abate, a sinistra alla Madonna del Carmine. Le balaustre invece sono state posate nel XX secolo per completare i due altari laterali.















