PERUGIA. Galleria Nazionale dell’Umbria. Stendardo processionale di sant’Antonio abate, 1512

Olio su tela di 123 x 81,5 cm.
Opera firmata di Sinibaldo Ibi, (1475 ca. – dopo il 1548)

La provenienza dello stendardo è controversa: secondo un documento conservato all’Archivio di Stato di Perugia proverrebbe dalla Confraternita di Sant’Antonio abate, ma le fonti locali non lo ricordano; nell’Inventario del 1918 e per il Cecchini (1932, p.81) esso proviene dalla Congregazione di Carità. Gnoli (1923, p.322) notò i legami con lo stendardo di Sant’Agostino di Pinturicchio (inv.n.276), soprattutto nella decorazione del fondo.

Il Santo tiene nella mano sinistra un bastone a Tau con campanello, nella destra un libro con l’iscrizione: “DEVS/QVI/CONCEDIS/OBTE(N)/BEATI/ANTONI/CONFESSORIS/TVI”.
Un piccolo maiale della cinta senese è ai suoi piedi a sinistra; ai due lati, in basso, due figurine di  offerenti o membri della Confraternita di s. Antonio con la  tipica cappa.

 

La Galleria Nazionale dell’Umbria è sita nel Palazzo dei Priori, via Vannucci, 19

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000017200

PERUGIA. Galleria Nazionale dell’Umbria. Frammenti di 4 affreschi con sant’Antonio abate

Frammenti di affreschi strappati provenienti dalla distrutta chiesa di Santa Elisabetta alla Conca.

Frammento di 110 x167 cm che raffigura san Nicola da Tolentino, s. Antonio abate e santo Apostolo, inventario 705. Attribuito al cosiddetto Maestro Ironico (attivo a Perugia tra 1320-1350).

Fu staccato nel 1904 da Domenico Brizi da Santa Elisabetta alla Conca per interessamento dell’autorità statale che intese così preservarlo da sicura rovina, se fosse rimasto nella chiesa ormai diruta. Il dipinto viene pubblicato da Santi (1969, p. 71 con bibliografia precedente) con l’attribuzione ad un pittore perugino della metà del XIV secolo, lo stesso cui ascriveva, seguendo un’indicazione di Van Marle (1925, p. 46), altri due affreschi (inv. 698 e 700) di stessa provenienza. Boskovits (1973, pp. 37-38 n. 83) vi riconosce, come nel Miracolo delle Rose (inv. 670), il medesimo pittore della Maestà in San Matteo degli Armeni, che denomina Maestro del 1348dalla data che vi si legge. Scarpellini (1980, pp. 51-59) ritiene valido questo accostamento, pur rivedendo in parte il catalogo compilato da Boskovits, e lo ampliasotto il nome di Maestro Ironico (cfr. Fratini 1986, II, pp. 632-633). Todini (1989, I, p. 100), accettando il raggruppamento proposto, lo ascrive ad un ignoto peruginodella prima metà del XIV secolo che preferisce denominare Maestro del 1348. Con l’ascrizione a pittore perugino della prima metà del XIV secolo è pubblicato daAbbozzo (1994, pp.136-137) che accetta le ipotesi di catalogo già formulate da Todini e Scarpellini. Garibaldi (2015, pp. 235-235, n. 58b), precisa che il dipinto venne staccato dalla parete parete absidale e che era contiguo al dipinto inv. 700 raffigurante la Madonna con Bambino e due santi (vedi infra), pannello col quale condivide tema iconografico e tecnica esecutiva.

 Sant’Antonio, barba bianca biforcata e saio, tiene nella mano destra un nodoso bastone a tau e nella sinistra un libro chiuso

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000016720


Frammento di affresco staccato, di 211 x 173 cm, raffigurante Madonna col Bambino e sant’Antonio abate. Inventario 698.

Sant’Antonio è a destra, di tre quarti, con barba bianca biforcata e saio; tiene nella mano destra un bastone a tau e nella sinistra un libro chiuso. Sul retro l’indicazione della provenienza.

 

Link:
https://gallerianazionaledellumbria.it/restauro/24396-/


Frammento di dipinto murale con il busto di sant’Antonio abate, nella consueta iconografia: barba bianca e bastone, ma di autore ignoto.
Sul retro scritta: “staccato dalla parete di fronte all’ingresso della chiesa di S. Elisabetta in Perugia, era imbiancato. 8Bre 1904”.
Inventario numero 676   Immagine in alto.

 

Link:
https://gallerianazionaledellumbria.it/restauro/24598-ignoto-santantonio-abate/


Affresco staccato e trasportato su massello di gesso, 37 x 40 cm, raffigurante il busto di s. Antonio abate, di ignoto di scuola umbra. Datato 1340-49.
Inventario 707.
Sul retro: “staccato dalla pare/ te di fronte all’in/ gresso nella chiesa/ diruta di S. Elisa/ betta in Perugia/ era imbiancato/ ottobre 1904”

Fu staccato nel 1904 da Domenico Brizi dalla parete destra (fra due altari) della chiesa di S. Elisabetta alla Conca.
Il dipinto fu pubblicato da Santi (1969, p.74 con bibliografia precedente), insieme ad altri frammenti di stessa provenienza, con l’attribuzione a scuola perugina della metà del XIV secolo. Con l’ascrizione a pittore perugino della prima metà del XIV secolo è reso noto da Abbozzo (1994, pp. 136-137) che lo ritiene dello stesso pittore cui si devono gli affreschi inventariati con i numeri 700, 705, 698.

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000016721

 

 

La Galleria Nazionale dell’Umbria è sita nel Palazzo dei Priori, via Vannucci, 19

PERUGIA. Galleria Nazionale dell’Umbria. Targa ceramica devozionale di sant’Antonio abate

Targa ceramica dipinta, di forma ottagonale, di 31 x 24 cm, con cornice 33 x 27 cm.
Realizzata nella seconda metà XVIII secolo.
Citata nell’inventario del 1918 come produzione napoletana, potrebbe essere ricondotta alla famiglia Gentili, in particolare a Berardino il Giovane (1727 – 1813).
Restaurata nel 1992
La targa proviene dall’Abbazia di Montemorcino (PG).

Raffigura sant’Antonio abate stante, con nella mano destra il bastone con campanello, nella sinistra un libro aperto che sta leggendo. A sinistra, ai suoi piedi un fuoco. Sullo sfondo un paesaggio.

 

La Galleria Nazionale dell’Umbria è sita nel Palazzo dei Priori, via Vannucci, 19

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000016825

STRA (VE), frazione Paluello. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Papa Giovanni XXIII, 7
https://goo.gl/maps/NPY9VuEAxKtQP9F16

La prima citazione di una chiesa di  “S. Antonii de Vienna de Paludello” si trova nella decima papale del 1297: questa chiesa dipendeva dalla pieve di Sambruson e forse esisteva anche un piccolo ospedale.
Nel 1489, quando il Vescovo Pietro Barozzi la visitò, trovò molto elegante il suo tetto appena ricostruito. Nel 1572 Nicolò Ormaneto vi trovò tre altari, il campanile, il cimitero e un’umile canonica. La chiesa fu ricostruita nel 1579 e consacrata nel 1742.
Nel 1813 fu collocato l’altare maggiore, ornato con statue di Sant’Antonio abate e Sant’Antonio di Padova.
Nel 1845 (come riporta la targa visibile all’esterno) furono rifatti la facciata (con statue della Vergine e di due Santi, opera della bottega del Morlaiter), e i finestroni. Successivi restauri, compiuti nel 1907 e 1939, portarono al prolungamento della navata e alla costruzione del presbiterio, del coro e della parte superiore del campanile. Alla fine degli anni 1990 il campanile e la facciata della chiesa furono oggetto di nuovi restauri.

L’Acquasantiera lombardesca (primo ‘500) proviene da una demolita chiesa dei camaldolesi. Fra gli altari laterali spicca, prima a sinistra, la pala di San Gorgonio, di bottega veneta del ‘600, che presenta il santo a cui è dedicata (la cui presunta reliquia del teschio si conserva nella sagrestia) accanto a San Luigi Gonzaga, San Giuseppe, San Rocco e Sant’Antonio di Padova.
Gli altri altari laterali presentano, a sinistra una pala raffigurante Sant’Igino papa (eseguita nel 1946 su commissione dell’allora parroco Don Igino Bizzotto) e statue della Madonna del Rosario e del Sacro Cuore di Gesù, a destra il Battistero con una pala del 2001 raffigurante il Battesimo di Gesù e statue di Sant’Antonio di Padova e San Giuseppe.
Il grande Ovale dell’Assunta sul soffitto è di Jacopo Guarana (un’iscrizione in basso reca il nome del committente, il veneto Bernardo Scotti e la data di esecuzione: 1722).
Nel catino absidale si può vedere una tela col Cristo Risorto dell’Ottocento e il recente affresco La Madonna appare ai pastorelli di Fatima.

Link:
https://www.outdooractive.com/it/poi/venezia/chiesa-di-sant-antonio-abate/54756278/

https://parrocchiapaluello.altervista.org/index.php/it/chi-siamo

CAORSO (PC). Statua lignea di s. Antonio abate, XIX secolo

La collocazione specifica è ignota.

Statua lignea dipinta, alta 144 cm, risalente alla prima metà XIX secolo.


Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800267142