Piazza Parolini, 59A (Via G. Marconi), in posizione centrale
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L’antica chiesa di Ponti, nel 1145 era fornita di fonte battesimale e di cimitero. Nel 1532 fu rifatto il pavimento e l’interno della pieve nel 1541 fu ampliato e arricchito di arredi sacri. Il vescovo Valier in visita a Ponti constatò che la chiesa di San Giacomo, presso il fiume, era ormai poco adatta ad accogliere l’accresciuta popolazione; pertanto ordinò che venisse costruita una nuova chiesa parrocchiale in un luogo più adatto, cioè dove sorgeva l’oratorio di Sant’Antonio, al centro del paese. La costruzione della nuova chiesa iniziò nel mese di luglio 1583, in seguito all’emanazione del decreto di edificazione. Nel testo inoltre si legge che “l’oratorio di Sant’Antonio venga ampliato ed adattato a parrocchiale, che il fonte battesimale sia trasportato dalla chiesa di San Giacomo presso la nuova sede e che si provveda a sistemare l’interno con arredi sacri di pregio e nuove tele agli altari”. L’oratorio di Sant’Antonio fu demolito quasi interamente, mantenendo le fondamenta e sulla parete esterna un affresco della Madonna (probabilmente compreso nell’antico altare).
Nel 1596 all’interno della costruzione c’erano quattro altari: quello di Sant’Antonio con due figure di angeli e una pala, a sinistra fu eretto l’altare della Beata Vergine, a seguito uno in stucco (non ancora terminato) e non ancora dedicato. A finire, a destra in posizione avanzata verso il centro della chiesa, un altro altare in marmo, non ancora terminato e non dedicato.
Fu ricavata a sinistra verso l’entrata, una piccola cappella per accogliere il fonte battesimale; nel 1639 fu ampliata la sacrestia. L’arciprete Don Gerolamo Danesi attuò, tra 1694 e 1697, il progetto di ampliamento della chiesa: innalzamento del tetto e della facciata, avanzamento della navata verso la piazza antistante, demolizione e successivo rifacimento degli altari laterali (da quattro diminuiscono a tre), costruzione di un nuovo fonte battesimale e installazione di un nuovo organo e cantoria. Gran parte delle opere fu portata a compimento dal suo successore, don Alessandro Barai. Nel 1696 fu anche costruito l’altar maggiore in marmo.
Nel 1730 i lavori di abbellimento continuarono, con la costruzione della cantoria dell’organo, che fungeva anche da bussola. Dal 1730 al 1768, fu installato il portale d’ingresso in legno di quercia, costituito da una serie di formelle intagliate. Anche le bugnette della cornice sovrastante sono intagliate a rilievo.
Il progetto dell’ing. Giuseppe Pinchetti del 1868 previde l’ampliamento verso sud della chiesa stessa, sulla parte del coro ed occupando una porzione della sagrestia e della stalla esterna.
Durante il periodo di don Forzani, 1869-72, fu demolito l’antico coro dietro l’altare maggiore, spostato il muro di fondo e costruito un nuovo presbiterio.
Nel 1913-17 fu costruita una nuova nicchia sul lato destro dell’altare della Madonna del Rosario per collocarvi la nuova statua di Sant’Antonio e un’altra nicchia di fronte. Nel 1919 fu fatto il restauro conservativo della facciata. Nel 1926 fu aperta una nuova porta laterale della chiesa, verso la strada comunale.
Nel 1963-65 furono portate a termine le opere di ampliamento della chiesa, in particolare: la demolizione del cassettone interno del tetto, la sostituzione con volta a tutto sesto e la trasformazione della facciata, nella parte superiore, seguendo lo stile neoclassico, uniformando così l’aspetto anteriore a quello già esistente nel presbiterio.
Tra 1978 e 1990 furono fatti lavori di restauro, consolidamento copertura e risanamento.
L’aspetto attuale della chiesa è ben differente da quello che la chiesa aveva prima del XVI secolo, ben più piccola ed arretrata.
La facciata si presenta ad ordine unico rialzata di cinque gradini in marmo rosso di Verona, con portale centrale con due colonne ad ordine gigante con capitello dorico su entrambi i lati. Queste sorreggono una cornice e una fascia senza fregio, che è a sua volta sormontata da una spessa cornice e da un frontone triangolare con croce sommitale. Tra le due colonne giganti a destra e a sinistra del portale ci sono due nicchie contenenti statue di Santi, a destra sant’Antonio col maialino. Il campanile si trova alla destra dell’abside.
L’interno rispecchia l’esterno ed è a navata unica affiancata, per ogni lato, da una cappella laterale voltata a botte con decorazione a cassettoni su ogni lato contenente l’altare minore. A fianco dell’arco a tutto sesto delle cappelle laterali vi sono due paraste con capitello ionico. Alla base della volta a botte della navata c’è una cornice marcapiano.
L’accesso dalla navata al presbiterio avviene tramite due gradini in marmo: qui vi è dapprima una mensa in marmo e poi l’altare maggiore in marmi policromi color rosato e bianco. Dietro quest’ultimo è presente un coro ligneo, ora in disuso. L’ambone è in marmo e si trova alla destra dell’altar maggiore, in corrispondenza dell’inizio del gradino più alto. Nell’ala destra c’è una cappella minore, alla quale è possibile accedere attraverso un arco affiancato da due colonne con capitello ionico, arredato con panche in legno. Da questa cappella è possibile accedere alla sagrestia con arredi mobili in legno.
Le pareti laterali sono intonacate a tinta unica di color crema. Sono scandite da paraste con capitelli ionici poggianti su un basamento, ai lati degli archi delle cappelle laterali.
A sinistra dell’entrata vi è il battistero. La navata centrale è voltata a botte con lo stesso color dell’intonaco delle pareti laterali dell’aula, e presenta degli affreschi ovali. Le volte delle cappelle laterali sono decorate con affresco con motivo a cassettoni. La cappella feriale a sinistra del presbiterio ha una soffittatura piana intonacata di bianco. La volta dell’abside è a catino e fu completamente affrescata da F. Offoiach nel 1970.
Di particolare risalto è la settecentesca scultura lignea della Madonna con Bambino che indossa un abito elegantemente ricamato. Si segnala poi la tela della “Madonna del Carmelo col Bambino con San Sebastiano, San Francesco che intercede per le anime purganti” dei fratelli fiamminghi Martino e Giovanni Meves (fine ‘700, molto produttivi in diocesi di Verona a cui appartiene anche Ponti sul Mincio fino al 1978).
Un affresco del 1400 fu probabilmente era stato realizzato per la struttura preesistente: Crocifissione con Maria e Giovanni.
Nell’abside, a sottolineare la dedicazione della chiesa, è presente una pala, olio su tela di 275 x 185 cm, che rappresenta le “Tentazioni di Sant’Antonio“. Ricordato dal Bertolotti (1893, p. 136) come opera “di qualche pregio”, il dipinto può essere, secondo il Magnato (com. or., dicembre 1973), collocato nell’ambito dell’attività o dell’immediata influenza del pittore veronese Sante Creara (1574-1630).
Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/49446/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300015261

