USA – NEW YORK. The Metropolitan Museum of Art, stampa con s. Antonio abate tormentato dai demoni, di M. Schöngauer, 1470-75 circa

Incisione di 30 x 21,8 cm, opera dell’artista tedesco Martin Schöngauer (1435/1450 – 1491). Realizzata negli anni 1470-75 o, secondo altri critici, verso il 1480-85.
Inventario numero 20.5.2
Al Museo nel 1920 dal fondo Rogers. Non esposta.

 

Sant’Antonio guarda serenamente lo spettatore mentre demoni frenetici afferrano le sue membra, i vestiti e i capelli e lo colpiscono con dei bastoni.
La rappresentazione realistica delle loro squame e della loro pelliccia indica che l’artista aveva fatto osservazioni dirette degli animali, eppure ha prodotto alcune delle creature più fantastiche e grottesche nella storia della stampa.
Sebbene questa sia una delle prime incisioni di Schöngauer, fu forse quella che più influenzò altri artisti: Vasari raccontò che persino Michelangelo fece un disegno a colori dell’opera all’età di circa tredici anni, vedi scheda.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/336142

 


Una copia dell’incisone si trova nella Collezione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, Parma.
https://www.magnanirocca.it/martin-schongauer-santantonio-battuto-dai-demoni/


Un’altra incisione è a Francoforte sul Meno:
https://sammlung.staedelmuseum.de/en/work/saint-anthony-tormented-by-demons

 

Data compilazione scheda: 20-2-2022
Rilevatore: AC

SARONNO (VA) Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sabotino, 1
https://goo.gl/maps/fYiehJNwZ1eqndpP7

 

La chiesa fu in origine un semplice oratorio o cappelletta, e il suo nome appare per la prima volta in un rogito notarile del 1385 per l’affitto di un terreno ad essa contiguo: “petia una terre campi jacentis in territorio burghi de Serono ubi dicitur ad Sanctum Antonium”.
La Chiesa fu costruita nel XV secolo per volere del notaio Antonio Zerbi, come riporta una iscrizione. Nel 1506 il tempio fu ristrutturato dalla famiglia Zerbi.
Nel 1576, in occasione di un’epidemia di peste, fu costruito un lazzaretto attiguo, per questo è anche nota come “Sant’Antonio al lazzaretto”.

Il piccolo edificio (7 m di profondità) ha pianta rettangolare, con unica navata e abside semicircolare. Addossati alla chiesa sorgono il campanile e un locale, un tempo adibito a sacrestia.
Seppur intonacata la chiesa conserva il suo carattere antico, con i profili delle aperture in mattoni. Unica decorazione della facciata a capanna è il grande mosaico dorato di Sant’Antonio, realizzato nel 1966 -67.
La chiesa ospita una statua in pietra della Madonna e una statua cinquecentesca lignea di san Rocco.

Nella controfacciata vi è un affresco di sant’Antonio mentre sull’altare maggiore è collocata una scultura in cotto del Santo.
Altre statue del Santo, di epoca più recente, sono conservate nella chiesa.

 

Ogni anno, il 17 gennaio, si tiene l’antichissima Sagra di Sant’Antonio che comprende vari eventi come il corteo storico e il falò – annullati nel 2021 e 2022 causa covid – e le benedizioni degli animali e degli automezzi.

 

Link:
https://www.santantoniodisaronno.it/la-chiesetta

https://www.saronnonews.it/2022/01/04/festa-di-santantonio-abate-tutte-le-iniziative-a-saronno-dal-13-gennaio/

GRAN BRETAGNA – LONDRA. National Gallery, “Madonna con i ss. Antonio abate e Giorgio”, di Pisanello, 1445 ca.

Dipinto a tempera su tavola di legno di 47 x 29 cm.
Inventario numero NG776

L’opera faceva parte della collezione Costabili a Ferrara, dove fu citato nel 1841 nella descrizione del Laderchi.
Nel 1862 venne messa in vendita e acquistata da sir Charles Eastlake il primo direttore della National Gallery. Il dipinto non era in buone condizioni e sir Eastlake lo fece restaurare e dotare di una nuova cornice. Pochissima della superficie della parte superiore del dipinto è originale, ma il restauro sembra essere stato ragionevolmente fedele. In alcuni punti possiamo vedere il disegno di base attraverso gli strati restaurati, come nei volti della Vergine col Bambino. L’elaborata cornice dorata contiene copie di medaglie con ritratti di Pisanello e Leonello d’Este perché, secondo una tradizione, san Giorgio rappresenterebbe il signore di Ferrara.
Nel 1867 la vedova di sir Eastlake cedette il dipinto al museo londinese.

 

Anche noto come “Apparizione della Madonna ai ss. Antonio abate e Giorgio”.
In alto la Vergine col Bambino si abbracciano in uno sprazzo di sole dorato che esplode in un cielo azzurro; sotto, i due Santi stanno in un deserto boscoso. Sulla sinistra sant’Antonio abate, con ai piedi il maiale, suona il campanello e guarda san Giorgio che indossa un’armatura del XV secolo e un elegante cappello di paglia, alla moda del tempo, mentre il drago si attorciglia intorno alle sue gambe.
Questa è l’unica opera firmata superstite del Pisanello (prima del 1395 – 1455): “Pisanus p[inxi]t” ha la forma di fronde di vegetazione arricciate con piccoli fiori blu agli angoli – proprio al centro, in basso.
Non sappiamo per chi sia stato realizzato questo dipinto, che era un unico pannello e di piccole dimensioni, probabilmente per il culto privato. L’iconografia è insolita e doveva avere un significato particolare per il committente originario.
Pisanello era famoso soprattutto in vita per le sue immagini di animali. Nessun disegno preparatorio per questo pannello sopravvive, ma cinghiali e draghi simili si trovano nei disegni a lui attribuiti (ora al Louvre, Parigi e al Museo Fitzwilliam, Cambridge). Ha spesso riutilizzato dettagli da disegni e modelli, rendendo difficile datare questo pannello. Il muso dei cavalli, visibili sulla destra del dipinto dietro s. Giorgio, sono vicini ai disegni che Pisanello realizzò per gli affreschi di Sant’Anastasia a Verona intorno al 1434–8. Il pannello è stato probabilmente dipinto successivamente.

 

Link:
https://www.nationalgallery.org.uk/paintings/pisanello-the-virgin-and-child-with-saints

https://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_tra_i_santi_Antonio_Abate_e_Giorgio
Data compilazione scheda: 18-2-2022

PISA. Camposanto, affresco della “Tebaide”, di Buffalmacco, 1336-41

 

Staccata dalla parete e riportata su tela (misura: 6,1 x 15,6 m), l’opera è stata restaurata recentemente, ma purtroppo era in pessimo stato di conservazione.

L’affresco del pittore fiorentino Buonamico Buffalmacco (1290 circa – 1340), raffigura in varie scene i Santi anacoreti della Tebaide (regione dell’antico Egitto circondata ad est e ad ovest dal deserto nel quale si ritirarono, durante i primi secoli del Cristianesimo, i primi eremiti ed anacoreti)  è il primo di una serie di tre grandi scene (Giudizio Universale e Inferno; Trionfo della morte) eseguite nel 1336-41, nel Camposanto di Pisa, su commessa dei frati Domenicani il cui programma pedagogico era presentare un modello di vita alternativo a quello futile e peccaminoso dei nobili pisani raffigurati nel Trionfo della Morte.

L’affresco ci trasporta tra i monti desertici dove vissero i grandi santi anacoreti – sant’Antonio abate, san Paolo Eremita, santa Maria Egiziaca e altri – e ci offre una rappresentazione per immagini della loro vita riducendo a poche scene, interpretate in modo popolare, quanto si poteva leggere nell’agiografia dei Santi eremiti. A volte il tono diventa quasi burlesco, come nella scena di sant’Antonio che scaccia il demonio sotto forma di donna tentatrice.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tebaide_(Buffalmacco)

FIRENZE. Gallerie degli Uffizi, sant’Antonio abate di F. de Zurbaràn

Olio su tela di 177 x 117 cm. Realizzato dopo il 1640 dal pittore spagnolo Francisco de Zurbaràn (1598 – 1664).

Proviene dalla Collezione Contini Bonacossi, ora esposto in Palazzo Pitti, ala di ponente.

Il Santo è raffigurato con abito monacale la mano in un gesto che potrebbe suggerire che il dipinto fiancheggiasse un’immagine centrale.


Immagine da Wikimedia