VALMANDRERA (LC). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza B. Citterio,1 /Via S. Giuseppe, 5
https://goo.gl/maps/z9cie4AnXCspoiHa7

La chiesa sorse nel ‘400 come semplice oratorio sui terreni della famiglia Bonacina, in località Pessina.
Fu S. Carlo Borromeo che nel 1566, coerentemente con la rapida crescita della popolazione insediata in questa località, decise di promuoverla a nuova sede della parrocchiale di Valmadrera.
Dopo un primo intervento di ampliamento nel ‘600, a partire dal 1782 venne stilato dall’architetto Clemente Isacci il primo progetto per la nuova chiesa. La costruzione iniziò nel 1791. Alla realizzazione dell’edificio, interrotta nel 1793 per motivi economici e ripresa nel 1811, presero parte Giuseppe Pollak, Giuseppe Bovara, Simone Cantoni e Pietro Gilardoni. La chiesa fu consacrata nel 1834 dal Cardinale di Milano, Carlo Gaetano Gaisruck, con la struttura architettonica che conserva ancora oggi.
Nella seconda metà del 1800 venne realizzata la decorazione interna.  Risalgono invece alla prima metà del ‘900 il campanile e le due cappelle ai lati dell’ingresso.
Chiesa e affreschi furono restaurati nel 2013-16.

All’esterno l’edificio si presenta intonacato e privo di elementi decorativi con grandi aperture semicircolari. Al Bovara si devono la facciata, in puro stile neoclassico, e la sistemazione dell’interno; suo è l’altare maggiore. La facciata, suddivisa in due ordini, presenta nell’ordine superiore la finestra semicircolare centrale conclusa da timpano triangolare. L’ordine inferiore, che si estende fino a comprendere in facciata le ali, costituite dalle cappelle del Sacro Cuore e della Madonna di Lourdes (sul lato sinistro nei pressi del lato di ingresso in corrispondenza dell’abside della vecchia chiesa), è costituito dalla successione di piedistallo, lesena, architrave a due fasce, fregio con una iscrizione che ricorda il Santo titolare della chiesa e cornice. Sono presenti tre ingressi: quello centrale e due laterali che danno accesso alle cappelle. Lungo il fianco occidentale tra le lesene sono presenti finestre semicircolari e finestre binate con balaustra soprastante.
A sinistra della facciata è il campanile cinquecentesco con bugnato angolare in pietra, che presenta fasce marcapiano che lo suddividono in cinque livelli a cui si aggiunge la cella campanaria e la cuspide a cono in cotto. In corrispondenza del quinto livello si aprono finestre con arco a tutto sesto con pietre squadrate a cornice mentre la cella campanaria presenta un’apertura con serliana con colonne binate e balaustra.
L’altra torre campanaria, posizionata a lato del presbiterio è costituita da una base sulla quale si imposta la torre, sottolineata da angolari con modanature che sostengono la cella campanaria, caratterizzata dall’ordine ionico, su cui si imposta il tempietto circolare con le Statue raffiguranti gli Evangelisti poste ai quattro angoli, opera di Giovanni Mozzanica, concluso dalla cupoletta sommitale.

L’edificio presenta la pianta a croce greca, con ingresso con profondità maggiore e presbiterio con abside semicircolare.
L’interno della chiesa è scandito da lesene corinzie con trabeazione e volte a botte in corrispondenza dell’ingresso, dei bracci laterali e del presbiterio, quest’ultimo delimitato dall’arco trionfale e concluso da una semicalotta circolare. L’altare maggiore in marmi policromi con tempietto conserva la statua del Redentore, opera di Benedetto Cacciatori del 1836, con ai lati due Angeli opera di Pompeo Marchesi del 1820. All’incrocio con i bracci del transetto quattro colonne in pietra con capitelli di ordine corinzio e pulpiti lignei intarsiati, sorreggono la volta a bacino con quattro pennacchi. In corrispondenza dei bracci del transetto sono presenti due cappelle. Le volte a botte e i sottarchi presentano una decorazione a lacunari con rosoni mentre nella semicalotta absidale è presente una decorazione a stucco con losanghe e rosoni. Ai lati dell’altar maggiore due grandi affreschi di Raffaele Casnedi: “Mosè e la legge”  sulla destra e “Lasciate che i pargoli vengano a me” sulla sinistra (1866), ispirato all’apertura del nuovo asilo infantile.
L’affresco della volta, con la rappresentazione dell’Apocalisse, e i quattro pennacchi laterali con le quattro Virtù cardinali, furono dipinti da Luigi Sabatelli tra il 1836 ed il 1845.
Nell’altare del Crocifisso vi è il Cristo Morente, opera di Mosè Bianchi che lo dipinse nel 1879; è considerata una delle opere migliori del pittore monzese.
Il quadro dell’Assunta, sull’altare della Madonna, è invece opera di Giuseppe Bertini che, nel 1885, si ispirò all’omonima opera di Murillo.
Il quadro della Crocifissione che rappresenta il Crocifisso con la Vergine e san Giovanni, è attribuito a Gian Paolo Lomazzo o alla sua scuola, risalente al XVI secolo.

In corrispondenza dell’ingresso a destra  vi è la statua in marmo di Sant’Antonio abate, opera del 1830, di Benedetto Cacciatori (Carrara, 1794 – 1871).

Link:
https://www.comune.valmadrera.lc.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/chiesa-parrocchiale-di-sant-antonio-abate-43627-1-0da125886a43dd15048f4f515b3360e7

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/15415/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

BRACCA (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea apostolo, quadro di C. Ceresa con s. Antonio abate, XVII secolo

Olio su tela 270 x 190 cm. Raffigura la “Madonna in gloria fra quattro Sante e in basso l’Angelo Custode con san Carlo Borromeo, sant’Antonio abate e sant’Antonio di Padova”.
Risale al periodo tra il 1640 e il 1674.

Opera della bottega del pittore Carlo Ceresa (San Giovanni Bianco, 1609 – Bergamo, 1679).
La tela fu allungata e allargata. La parte inferiore con i tre Santi e l’Angelo Custode è da collocare intorno al 1674, quella superiore con la Vergine e le sante Apollonia, Agata, Lucia e Caterina d’Alessandria, intorno al 1640.
Secondo alcuni storici questo dipinto potrebbe essere una teletta del periodo giovanile di Carlo Ceresa, ingrandita dai figli Antonio e Giuseppe o una tela eseguita dai figli su cartone disegnato dal padre.

Sant’Antonio abate, inginocchiato al centro, tiene il bastone con campanella.

 

Immagine da:
https://museofrancescanovirtuale.blogspot.com/2016/10/santantonio-di-padova-in-una-tela-della.html

Info sulla chiesa:
https://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/1500578/
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31218/Chiesa_di_Sant’Andrea_Bracca

Info sul pittore:
https://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-ceresa_%28Dizionario-Biografico%29/

BERBENNO (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Roma, 1
https://goo.gl/maps/XPLiR9XUZdFY1AZd7

 

La chiesa è citata nel 1260 e ricadeva nella giurisdizione della pieve di Almenno. Da un documento del 1464 si sa che questa chiesa era matrice di quella di Selino. Dalla relazione della visita pastorale dell’arcivescovo di Milano san Carlo Borromeo del 1575 si apprende che la chiesa disponeva di sei altari e che il curato apparteneva all’Ordine dei Frati Minori.
Nel XVII secolo la chiesa è menzionata tra quelle comprese nella vicaria d’Almenno.
La prima pietra della nuova parrocchiale, che venne progettata da Sante Damiani di Zogno, fu posta il 28 settembre 1767; il nuovo edificio fu inaugurato il 10 ottobre 1782.
Tra il 1792 ed il 1793 furono eseguiti gli affreschi della cupola e nei pennacchi, con la Gloria di S. Antonio, i Profeti e gli Evangelisti, ad opera di Vincenzo Angelo Orelli (Locarno, 1751 – Bergamo, 1813). La consacrazione della chiesa venne impartita del vescovo Pier Luigi Speranza il 15 luglio 1862.

Nel 1915 la parrocchiale subì un ampliamento, demolito nel 1949.
Nel 1928, il vescovo Luigi Maria Marelli consacrò il nuovo concerto di otto campane. Nel 1971 la parrocchiale venne aggregata alla zona pastorale VII, per poi entrare a far parte del neo-costituito vicariato di Rota d’Imagna nel 1979.
Nel 2014 la chiesa fu completamente ristrutturata.

La chiesa, preceduta da un sagrato trapezoidale sopraelevato di nove gradini e adibito a parcheggio lungo i lati obliqui, ha l’abside rivolta verso nord. La facciata è suddivisa in tre settori da quattro lesene in pietra che partono da una zoccolatura. Una prima trabeazione in pietra, completa di cornicione, separa la facciata in due registri: quello inferiore con capitelli dorici e quello superiore con capitelli corinzi. Un secondo cornicione che si estende solo sui settori laterali conclude il secondo ordine. La facciata termina con un terzo ordine con settori laterali più bassi e raccordati al centrale a capanna con muretti rampanti. I settori laterali possiedono quattro nicchie con le statue di Santi. Il settore centrale, nel primo registro, ha un portale dotato di due colonne corinzie che reggono un timpano spezzato, sul quale stanno seduti due angeli che reggono un cartiglio contenente lo scudo con lo stemma vescovile. Nel secondo ordine al centro si trova un’ampia finestra con contorno in pietra. A destra della facciata vi è un corpetto in pietra, più arretrato rispetto ad essa con due specchiature e un basamento in pietra grezza. Sulla sinistra vi è il campanile di uguale fattura. La cella campanaria possiede delle lesene corinzie che terminano con una fronte di tempio, sormontata da un’edicola.

L’interno è a navata unica, coperta all’intersezione col transetto da una cupola, poggiante su quattro arcate che a loro volta si scaricano su quattro massicci pilastri. Lesene in stucco con capitelli corinzi, si staccano da un’alta zoccolatura in marmo e reggono la trabeazione al di sopra della quale c’è il cornicione praticabile. In controfacciata, ai lati della bussola, vi sono due confessionali a forma di tempietto con cupola. Nella prima campata voltata a botte, sulla sinistra si trova un terzo confessionale, mentre sulla destra, entro nicchia ricavata nello spessore della parete, vi è il fonte battesimale chiuso da basso cancelletto in ferro. La seconda campata ha a sinistra la cappella dedicata alla Madonna del S. Rosario, con altare in marmi policromi e ancona con la statua della Vergine e con colonne in marmo di Camerata, che reggono il timpano barocco. Ai lati di questa cappella, oltre le due colonne che la delimitano, si trovano due ingressi laterali. La cappella a destra è dedicata al S. Cuore di Gesù, con altare simile al precedente, ed ha sempre due ingressi ai lati. Nel tratto finale della navata vi sono altre due cappelle minori: quella di sinistra dedicata a S. Stefano e quella di destra alla Pietà.
Nei due tratti di parete che fiancheggiano l’arco trionfale sono ricavate due porte: quella di sinistra immette alla chiesetta di Lourdes, quella di destra nella sagrestia. Sopra queste porte due nicchie ospitano le statue di S. Antonio abate e S. Rocco. Il presbiterio, di poco più ristretto della navata stessa, è sopraelevato di cinque gradini in marmo di Zandobbio con balauste, è a pianta rettangolare, è coperto da cupola ellittica in opera su quattro archi e si completa nel coro absidato coperto da catino.
L’altare maggiore neoclassico è in marmo bianco ed ha una medaglia raffigurante S. Antonio che distribuisce ai poveri le sue sostanze.

 

Link:
https://www.itinerari.bergamo.it/chiesa-di-santantonio-abate-berbenno/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/30906/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate 

VAL BREMBILLA (BG), frazione Sant’Antonio Abbandonato. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio, 25
https://goo.gl/maps/wdt9ZkkwPoUi4yvK6

 

Già nel 1400 esisteva, nella contrada di Castignola, una piccola cappella dedicata a S. Antonio. Nel 1447 erano i frati serviti di Zogno che celebravano le funzioni domenicali. Nel XVI secolo vi abitò un frate eremita che svolgeva le funzioni di sacerdote, e successivamente fu il curato di Brembilla che ogni domenica si recava alla località per celebrare la messa. Il 23 luglio 1887 la chiesa fu smembrata da quella di Brembilla con decreto del vescovo di Bergamo Gaetano Camillo Guindani diventando parrocchiale autonoma.

Negli ultimi anni dell’Ottocento l’edificio non rispondeva più alle esigenze del territorio, quindi fu ricostruito  tra il 1898 e il 1907 e ultimato anche nei nuovi decori. Il nuovo edificio fu consacrato nel 1910 dal vescovo Giacomo Radini-Tedeschi che ne confermò l’intitolazione a sant’Antonio abate.
Nel Novecento furono realizzate la sagrestia e la cappella dedicata alla Madonna di Lourdes, e nel 1953 fu costruito il nuovo altare maggiore.
Dalla vecchia chiesa furono portati la pala di Carlo Ceresa (San Giovanni Bianco, 1609 – Bergamo, 1679 , con S. Antonio abate con S. Giovanni Battista e S. Lorenzo e la pala della Sacra famiglia di Abramo Spinelli.
Con decreto del 27 maggio 1979 del vescovo di Bergamo Giulio Oggioni, la chiesa fu inserita nel vicariato di Brembilla-Zogno. L’edificio fu ultimato con il completamento della finestra centrale con la vetrata istoriata opera realizzata su disegno di Mino Marra.

 

L’edificio di culto con orientamento dell’abside a sud, è circondato su tre lati dal sagrato.
La facciata tripartita da lesene, presenta la parte centrale più alta e ampia, minori sono invece le due parti laterali raccordate da muratura a salienti. La sezione centrale si sviluppa su due ordini divisi da una cornice. Le lesene in muratura complete di zoccolatura continua e capitelli d’ordine ionico reggono la cornice con fregio. L’ingresso principale completo di contorno in pietra, è posto nella sezione centrale. Nell’ordine superiore vi è il prosieguo delle lesene complete di capitelli corinzi che reggono il cornicione e il timpano triangolare che nella parte centrale, indica la data di costruzione. Una finestra atta a illuminare l’aula, presenta cornice in muratura. Il frontone termina con la croce ferrea retta da due angeli scolpiti in pietra. Sul campanile, statua di Sant’Antonio abate.

L’interno dell’aula a unica navata con volta a botte, si divide da lesene in sei campate di misure differenti. Sei finestre sono poste corrispondenti alle altrettante cappelle collocate sopra il cornicione danno luce all’aula.
La prima campata ospita la zona penitenziale con due confessionali lignei. Nella seconda campata a sinistra vi è il fonte battesimale mentre corrispondente a destra vi è l’altare dedicato alla Madonna Addolorata. La terza campata conserva sul lato sinistro dell’aula, il dipinto di Abramo Spinelli dei primi anni del Novecento raffigurante la Natività, corrispondente a destra vi è il dipinto di Carlo Ceresa del 1630 recuperato dalla chiesa primitiva e raffigurante Cristo Crocifisso e santi Sebastiano, Rocco Francesco e Nicola da Tolentino. Nella campata successiva vi è l’altare dedicato alla Madonna del Santo Rosario in marmo e corrispondente a destra vi è la cappella del Sacro Cuore di Gesù con l’altare ligneo laccato. La sesta campata presenta a sinistra la cappella con la riproduzione della grotta della Madonna di Lourdes, e corrispondente a destra la cappella dedicata al Santo titolare della chiesa con altare marmoreo.

Statua del Santo  che è portata in processione durante la sua festa.

La volta della navata ha affreschi novecenteschi di Umberto Marigliani (1885–1960)  raffiguranti la Vita di sant’Antonio abate, gli Evangelisti e i santi Carlo Borromeo e Gregorio Barbarigo. La Via Crucis è lavoro del 1940 del pittore Gaetano Perarda.
La zona del presbiterio di misure inferiori rispetto all’aula termina con il coro absidato con copertura da catino con affresco raffigurante il banchetto eucaristico, di Umberto Marigliani.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Val_Brembilla)

http://forum.valbrembanaweb.com/cultura-storia-valle-brembana-f84/festa-sant-antonio-abate-sant-antonio-abbandonato-t11200.html

ZOGNO (BG), frazione Piazza Martina. Oratorio di Sant’Antonio abate

Situata nei boschi soprastanti la frazione, è raggiungibile in circa 10 minuti di cammino attraverso il sentiero che parte dall’abitato. Piazza Martina, 1/A,
https://goo.gl/maps/A4SReZoKKuHudv9P9

 

Dal Sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, redatto nel 1666 dal cancelliere Marenzi, si evince che la chiesa di S. Antonio, già da tempo esistente, apparteneva alla parrocchia di San Giovanni Battista in Poscante di Zogno. Solo dal 1880 fu unita alla parrocchia di Zogno.
E’ circondata da sagrato in terra battuta, racchiuso da parapetto in pietra. La facciata è molto semplice, intonacata e presenta centralmente un portale in pietra affiancato da due nicchie vuote. Il portale è sormontato da una finestra semicircolare che illumina la navata. Una falda in legno orizzontale conclude la facciata.

L’interno è a pianta ottagonale coperta da tazza a spicchi. I lati maggiori sono dotati di sfondati ad arco, quelli minori di nicchioni.
Partendo da sinistra in senso orario si trovano: la tela raffigurante Sant’Antonio, due tele raffiguranti la Madonna del Carmine e San Giuseppe, un confessionale sormontato da pulpito; il presbiterio è rialzato di tre gradini rispetto alla navata; due ingressi posti a sinistra e a destra del presbiterio conducono rispettivamente al campanile e alla sagrestia.

L’altare a stucco è leggermente staccato dalla parete di fondo in cui è ricavata la nicchia contenente la statua trecentesca di S. Antonio abate in legno dipinto, raffigurato seduto in abiti vescovili con mitria; ha il pastorale nella mano sinistra; nella destra, in gesto di benedizione, una campanella.

 

 

La festa. La sera del 16 Gennaio, dal borgo di Piazza Martina parte una fiaccolata, a cui partecipano gli abitanti delle frazioni vicine, che raggiunge la chiesetta attraverso la strada della mulattiera. Il 17 Gennaio, nel pomeriggio, si celebra la messa per Sant’Antonio abate e vengono benedetti, durante la funzione, dei pani. Ancora prima dell’inizio della funzione, il sagrato della chiesa si popola abitanti delle frazioni vicine, che portano con loro qualche animale domestico e qualche pecora. Sul sagrato viene anche acceso un piccolo falò. Le dimensioni ridotte della chiesa non consentono a tutti di entrarvi e molti seguono la celebrazione da fuori. Al termine della messa i panini benedetti vengono distribuiti ai presenti insieme a un’immaginetta del Santo.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32323/Chiesa+di+Sant%27Antonio

https://intangiblesearch.eu/search/show_ich_detail.php?db_name=intangible_search&lingua=italiano&idk=ICH-GIU02-0000000186#