TUILI (SS). Chiesa di Sant’Antonio abate

via Marconi / SP 5
https://goo.gl/maps/JeLQGE2c2Zo1K1XC9

 

La chiesa di Sant’Antonio abate fu fatta edificare in stile spagnolo nel 1582 dal vescovo di Ales fra Lorenzo da Villavincenzio, vicina all’antico convento dei Frati Minori Osservanti, oggi distrutto. I Frati nel 1640, abbandonarono Tuili a causa dell’insalubrità dell’aria e si trasferirono a Genoni, lasciando il Convento in rovina.
La Chiesa, invece, nel tempo fu conservata e ampliata anche grazie ai numerosi lasciti dovuti alla devozione che i Feudatari di Tuili nutrivano per il Santo. Nel 1694 la feudataria di Tuili Marianna Martin Cervellon fece costruire la volta a botte della Chiesa ad opera del capomastro Battista Maria “albanil” di Ales. Nello stesso anno fu fatto costruire il campanile. Nell’archivio arcivescovile di Ales risulta che nel 1716-18 e nel 1721-22 vennero effettuati lavori per il rifacimento della copertura. Nel 1753 Don Josè Vico Torrelas donò un’importante somma di denaro per la realizzazione della pavimentazione e dell’altare in marmo.
A partire dal 1880 iniziò una lunga serie di interventi di abbellimento e manutenzione della Chiesa.
Nel 1964 fu eseguito un intervento di restauro del campanile; nel 1970 fu realizzato il pavimento dei loggiati esterno. Un nuovo restauro nel 1972 interessò l’intonaco interno della Chiesa.
Nel 1975 furono eseguiti lavori di ripristino di alcune logge, utilizzate anticamente dai venditori in occasione della festa. Nel 1977 fu rifatto il tetto del loggiato, che alcuni anni prima era stato coperto con lastre di eternit, e i lavori che interessarono le facciate esterne, con il rifacimento degli intonaci e delle tinteggiature.
Nel 2002 fu realizzato un intervento di adeguamento dell’impianto elettrico e di risanamento conservativo; nel 2010 furono restaurati gli altari. Fra il 2014 e 2015 sono stati eseguiti lavori di restauro generale.

Il complesso architettonico è chiuso da un alto muro di cinta che presenta tre ingressi. In corrispondenza dell’ingresso principale, sul lato destro e su quello sinistro, si trovano ancora le cumbessias, antiche loggette che venivano utilizzate durante la festa dedicata al Santo come ricovero dei pellegrini e per ospitare il mercato. Tale usanza è testimoniata dall’Angius nel dizionario Casalis (1835) ed è durata sino agli anni ’50 del Novecento.
Un loggiato a tre arcate in conci di trachite si sviluppa in prossimità della facciata principale. All’esterno, sia i muri di recinzione che la Chiesa sono tinteggiati di bianco, lasciando a vista bordi e cornici in trachite. Il campanile, a pianta rettangolare, è alto 25 metri, termina con una cupola con tamburo a pianta ottagonale sulla cui sommità è collocata una statua del Santo.

La chiesa di Sant’Antonio abate è caratterizzata da una pianta a croce latina, L’impianto planimetrico è a navata unica coperta con volta a botte, con sviluppo in lunghezza pari a 36 metri, con due cappelle laterali anch’esse voltate a botte.
La chiesa custodisce al suo interno un prezioso altare ligneo di stile barocco placcato in oro zecchino, con quattro colonne tortili con decorazioni vitinee che sorreggono una trabeazione decorata a fiorami, dentelli e teste di angioletti. Nella nicchia centrale si trova la statua del Santo che indossa sette vesti di pregiata lavorazione.
Altre statue del Santo sono conservate nella chiesa.

 

 

La festa estiva a Tuili dedicata a Sant’Antonio abate inizia la sera del 28 luglio con la Santa Messa e con la processione che, animata da gruppi folcloristici, da suonatori di launeddas e dalle confraternite locali, percorre le vie del piccolo paese per consentire agli spettatori di salutare il passaggio del simulacro del Santo. Nei giorni seguenti continuano le celebrazioni liturgiche e gli spettacoli musicali in piazza richiamano fedeli e visitatori desiderosi di trascorrere una tre giorni all’insegna della tradizione e della convivialità.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/18186/Tuili+%28CA%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

http://www.lamiasardegna.it/tuili.htm

VISSO (MC). ex Chiesa di Sant’Agostino, quadro con s. Antonio abate e committenti

La chiesa ed il convento degli Agostiniani furono fondati nella prima metà del XIV secolo.
Negli anni ’90 del XX secolo la chiesa venne trasformata nella sezione locale del Museo diocesano, ospitando opere d’arte provenienti dalle chiese dell’Alto Nera realizzate nell’arco dei secoli XI – XVIII.
Con il sisma del 2016 e seguenti scosse la chiesa ha subito gravi danni strutturali e le opere conservate sono state portate in salvo in un deposito a San Severino Marche.

L’ex chiesa conservava, prima del 2016, un olio su tela di 320 x 185 cm, proveniente dal Santuario di Macereto. Raffigura sant’Antonio abate in trono, in abito vescovile e mitria; tiene nella mano sinistra un pastorale cui è appesa una campanella; nella destra regge in verticale un libro chiuso. Due angioletti sulla sommità del dipinto, in basso due Cavalieri di Ussita con due cavalli.

L’opera è attribuita a Camillo Bagazzotti (1536 – notizie fino al 1601) sulla base di una segnalazione presente sul catalogo del parroco della Collegiata di Visso, si richiama ad autori come Lorenzo Lotto e Sebastiano del Piombo (citato come riferimento per la Comunione di Santa Lucia) solo da lontano. L’impianto della composizione per quanto monumentale è inficiato da una certa staticità diffusa, e ogni personaggio si caratterizza più per ingenui tratti che per altre più perentorie caratteristiche. Pertanto l’autore si potrebbe assimilare ad un contesto culturale minore, solo marginalmente in rapporto con i maestri citati.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100089168

https://www.comune.visso.mc.it/servizioalcittadino/index.php/chiese-e-monasteri/8-chiese/49-chiesa-di-s-agostino

USSITA (MC), frazione Tempori. Chiesetta di Sant’Ercolano con affresco di s. Antonio abate, ora crollata

Via Sant’Ercolano
https://goo.gl/maps/TK1vdEwz3yddEcAu8

 

La chiesa fu costruita nell’XI secolo in stile romanico.
Quasi interamente crollata a causa del terremoto del 2016.

La chiesa, che venne completamente restaurata nel 1953, mostrava i danni del terremoto del 1997.
Aveva un bel portale in pietra con l’interno ad unica navata ed un’abside molto caratteristica.
Conservava affreschi della fine del Quattrocento eseguiti dai discepoli di Paolo da Visso. Sulla parete di sinistra era possibile osservare San Cristoforo, Sant’Ercolano e Sant’Antonio abate. Sulla destra invece una Traslazione della Santa Casa di Loreto e San Francesco rivolto verso il Crocifisso.
Nel presbiterio vi era una Madonna con Bambino eseguita alla fine del 1500 da Ascanio Poggini da Mevale.
Gli affreschi sono attribuiti a Tommaso di Pietro da Visso. Sia  la “Traslazione” che il s. Antonio abate appartengano a mani diver­se da quelle che rappresentano gli altri due Santi. La pittura che mostra S. Antonio è di notevole livello artistico ed è certo diver­sa dalle altre due che appaiono ripetitive e di maniera, mentre la “Traslazione” eviden­zia una visione ingenua del tema, evidente­mente poco conosciuto nei suoi precedenti pittorici.

Link:
https://www.sibilliniweb.it/citta/ussita-tempori-chiesa-di-sant-ercolano-xiiiisec/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72027/Ussita+%28MC%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Ercolano

AMELIA (TR). Museo civico e pinacoteca, “Sant’Antonio abate” di Piermatteo d’Amelia, 1574-5

Tempera su tavola di 180 x 100 cm.
Il Santo nel dipinto è seduto su di un trono di marmo ed indossa un saio marrone e un’ampia cappa nera con il tau, simbolo degli antoniani.
Il braccio destro, con la mano nel gesto di benedizione, tiene un bastone a stampella con appeso una campanella. Tiene nella mano sinistra il libro delle Sacre Scritture.
Il primo che attribuì a questo dipinto il nome di Piermatteo d’Amelia fu lo Gnoli nel 1923. Nel 1992 venne trovato un documento del 1474 nell’Archivio di Stato di Terni, che conteneva un finanziamento concesso dal convento di San Giovanni ad Amelia per una tavola e un altare dedicati a Sant’Antonio abate. Grazie a questo documento quindi, è stato possibile identificare con certezza l’opera come un dipinto di Piermatteo d’Amelia (1445-1448 – 1508 circa).

 

Il Museo civico archeologico e pinacoteca “Edilberto Rosa” di Amelia è stato inaugurato nell’aprile del 2001 e si trova ospitato nell’ex collegio Boccarini in Piazza A. Vera, 10.
Al secondo piano del palazzo vi è la pinacoteca con opere dal XV al XVIII secolo tra cui quest’opera.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_civico_di_Amelia#Sant’Antonio_abate

https://www.umbriaterremusei.it/it/musei_5/post/museo-civico-archeologico-e-pinacoteca-amelia_13/

https://www.treccani.it/enciclopedia/piermatteo-d-amelia_%28Dizionario-Biografico%29/

SANT’AGATA BOLOGNESE (BO). Chiesa dei Santi Andrea e Agata, tela con s. Antonio abate, 1836

L’olio su tela, di 320 x 180 cm, raffigura la “Madonna delle Grazie con Sant’Antonio abate, San Matteo e San Gaetano Thiene”.
Opera del 1836 del pittore bolognese Gaetano Serra Zanetti (1807 – 1862).

Sant’Antonio è raffigurato in basso a destra, inginocchiato, indossa il saio, ha la barba bianca e tiene nella mano sinistra il bastone a tau su cui è appeso un campanello. Con la destra indica un libro aperto posto su un gradino.

L’edificio attuale della chiesa parrocchiale dei Santi Andrea e Agata, dopo la demolizione della precedente pieve, fu edificato in stile barocco tra il 1614 e il 1629.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800219088

http://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/stampaapprofondimento.jsp?guest=true&sercd=65141