VIMERCATE (Mb). Oratorio di Sant’Antonio abate

A metà della via Cavour è posto l’oratorio di Sant’Antonio, con una semplice facciata a capanna, con un rosone ora accecato, e la parete che si affaccia sulla via che presenta un paramento murario che alterna ciottoli di fiume a mattoni, piuttosto ricorrente in zona, che ne permette la datazione.
L’edificio, simile a molti altri oratori edificati in Brianza durante l’età viscontea, può essere datato tra il XIII e il XIV secolo. L’impianto originale venne modificato dalle ristrutturazioni del XVI secolo, con la sopraelevazione dell’aula e la costruzione dei grandi archi, e nel secolo seguente, quando venne costruito il campanile.
Al centro è collocato l’altare, con belle forme barocche, realizzato nella prima metà del Seicento.
Sulla parete settentrionale dell’oratorio vi sono numerosi frammenti di un ciclo di affreschi con Storie della passione di Cristo, che datano al 1460-1480 e che furono probabilmente realizzati da una bottega tardogotica fortemente infulentata dallo stile degli Zavattari che avevano operato presso la cappella di Teodolinda nel duomo di Monza. Sono presenti altri affreschi votivi, seppure di minore qualità, tra cui la sinopia con L’adorazione dei Magi dello stesso periodo.
Sulla controfacciata un grande dipinto seicentesco raffigurante La gloria di San Carlo, opera dei fratelli Lampugnani, pittori nativi di Legnano e frequentemente operosi insieme. Il quadro raffigura il santo arcivescovo milanese che ascende al cielo, mentre stende una mano verso il basso, dove, sotto lo strato di nubi, appare una dettagliata veduta del borgo di Vimercate, ripresa a volo d’uccello. Soggetto ed iconografia derivano da una celebre tela eseguita dal Cerano per la canonizzazione di san Carlo (1610).

L’altare di legno è dominato dalla grande pala (alt. m. 3,40 x 1,90), su tela, ad olio raffigurante la Madonna addolorata circondata da angeli; in primo piano a sinistra è S. Antonio abate rivestito di un saio bruno, barbuto, che apre le braccia in atto di preghiera ed ha ai suoi piedi un libro aperto ed il bastone; un putto regge un teschio; a destra, nello sfondo di un paesaggio al crepuscolo, è raffigurato S. Cristoforo che porta il Bambino.
In buono stato di conservazione, questa tela pare opera di un pittore locale eseguita sulla fine del Settecento.
Di nessun valore artistico è l’identico soggetto riprodotto sulla parete centrale del coro.

 

Info:
tel. 0396659488 – e-mail: turismo@comune.vimercate.mb.it

Fonte: www.comune.vimercate.mb.it

Vedi anche: Oratorio Sant Antonio abate

 

FRANCIA – PARIGI. Musée d’Orsay, “Le tentazioni di sant’Antonio abate” di P. Cézanne, 1877 circa

Olio su tela di 47 x 56 cm, opera di Paul Cézanne (1839 -1906), realizzato nel 1877
Inventario numero RF 1982 46

Provenienza. Fino al 1903, nella collezione Arsène Alexandre, 1903; Vendita della collezione Arsène Alexandre, Parigi, Galerie Georges Petit, 18-19 maggio 1903, n° 8; Collezione Eugene Blot, Parigi; Collezione Auguste Pellerin, Parigi; Collezione Jean-Victor Pellerin, figlio di Auguste Pellerin, Parigi; nel 1982, accettato dallo Stato in dono in pagamento dell’imposta di successione per i Musei Nazionali; nel1982, attribuito al Musée d’Orsay, Parigi.

Il dipinto raffigura  la tentazione della lussuria cui viene sottoposto il Santo.

Un dipinto simile è conservato nella Confederazione Elvetica, vedi scheda

 

Il Museo d’Orsay si trova a Parigi, in Rue de la Légion d’Honneur, 1.
Il museo, celebre per i numerosi capolavori dell’impressionismo e del post-impressionismo esposti al suo interno, è situato di fronte al Musée du Louvre, in una ex-stazione ferroviaria (la Gare d’Orsay), costruita in stile eclettico alla fine dell’Ottocento. Espone opere d’arte create tra il 1848 e il 1914 e le sue collezioni comprendono moltissime pitture, sculture, oggetti d’arti decorative, fotografie, medaglie, disegni e stampe.

 

Immagine da Wikimedia
Link:
https://www.musee-orsay.fr/fr/oeuvres/la-tentation-de-saint-antoine-1307

CONFEDERAZIONE ELVETICA – ZURIGO. Collezione Bührle, “La tentazione di sant’Antonio” di P. Cézanne, 1870 circa

vedi schedaOlio su tela di 57 × 76 cm. Opera di Paul Cézanne (1839 -1906), realizzato nel 1870 circa
Inventario numero 15
Provenienza: Ambroise Vollard, Paris; Auguste Pellerin, Paris; Alphonse Kann, St-Germain-en-Layedal dal 1917 almeno fino al 1938; Michael Stewart, London dal 1952 per eredità dal precedente; Arthur Tooth & Sons, London dal 1952 al 1956; M. Knoedler & Co. Inc., New York nel 1955–1956 ; Emil Bührle, Zurich dal 27 Marzo 1956 fino al 28 Novembre 1956; dato dagli eredi di Emil Bührle alla Fondazione E.G. Collezione Bührle Zurigo nel 1960.

 

Il dipinto raffigura la tentazione  della lussuria, tema ampiamente  utilizzato dagli artisti dei secoli precedenti.

Un dipinto simile è conservato a Parigi al Museo d’Orsay,  vedi scheda.

 

La Collezione Bührle è una fondazione e collezione di arte impressionista e moderna con sede in Zollikerstrasse 172, a Zurigo, in una villa dell’800 in stile inglese, situata all’estremità sud del quartiere di Seefeld. Il museo è chiuso e non è visitabile.
Questa collezione si deve all’industriale Emil Georg Bührle (1890-1956), collezionista a partire dagli anni trenta delNovecento, con una particolare predilezione per gli impressionisti e post-impressionisti francesi. Nel 1960, quattro anni dopo la morte di Bührle, la sua casa divenne museo e venne aperta al pubblico.

Link:
https://www.buehrle.ch/en/collection/?tx_buehrlewerkliste_werkliste%5Bwerk%5D=32&tx_buehrlewerkliste_werkliste%5Bcontext%5D=t&tx_buehrlewerkliste_werkliste%5Baction%5D=show&cHash=c8537d9371357bfd24d2000c43ef734e

https://en.wikipedia.org/wiki/Foundation_E._G._B%C3%BChrle

BELGIO – BRUXELLES. Musées Royaux des Beaux-Arts, “La tentazione di sant’Antonio”, S. Dalì, 1946

 

Olio su tela, 89,7 x 119,5 cm dipinto da Salvador Dalì (1904 -1989). Firma e data in basso a destra : “Gala Salvador Dalí 1946”
Inventario numero 7223
Acquisito al Museo da M.me Anne-Marie Robiliart, Bruxelles, 1965

Dopo le esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki nel 1945, Dalí diede inizio a nuove ricerche esistenziali e artistiche, entrando in una fase “mistica” in cui prese spesso ispirazione dall’iconografia cristiana.
Sant’Antonio, in basso a sinistra, nudo e inginocchiato, aggrappato a un masso, sta esorcizzando con una croce fatta da due legni legati le orribili visioni che sembrano volerlo travolgere: un cavallo bianco imbizzarrito e quattro elefanti, tutti con le gambe allungate, tipici dell’artista, che portano oggetti e immagini delle tentazioni. Il primo elefante reca una piramide alla cui sommità vi è una donna nuda in atteggiamento sensuale, il secondo ha sulla sua groppa un obelisco, simbolo del potere; altri due insieme reggono una costruzione al cui interno si intravvedono i seni e il ventre di un corpo femminile. Un altro elefante sullo sfondo, regge, seminascosta dalle nuvole, una torre – simbolo fallico.
A destra, in alto sopra le nuvole, l’Escorial, il castello-monastero di re Filippo II di Spagna, che Dalì eleva a simbolo della potenza dell’ordine divino e del superamento delle tentazioni.

L’impostazione di quest’opera ricorda il dipinto di analogo soggetto, anteriore di tre secoli, di Salvator Rosa (vedi scheda).

 

I Musei reali delle belle arti del Belgio (in francese: Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, neerlandese: Koninklijke Musea voor Schone Kunsten van België) sono tra i principali musei del Belgio. Si trovano nella capitale, Bruxelles, nella zona chiamata Coudenberg. I musei sono costituiti da quattro differenti collezioni; due che occupano gli edifici del museo (Museo di arte antica e Museo di arte), due situati in altri edifici.

 

Link:
https://www.fine-arts-museum.be/fr/la-collection/salvador-dali-la-tentation-de-saint-antoine

Litografie di Odilon Redon per “La tentation de Saint-Antoine” di G. Flaubert, 1888-89-96

Flaubert soggiornò a Genova nel 1845 e lì poté ammirare a Palazzo Spinola il dipinto che era attribuito a Bruegel “Le Tentazioni di sant’Antonio”, vedi scheda.

Il quadro fu per lui ispirazione per la sua opera La Tentation de Saint-Antoine, di cui Flaubert terminò la prima stesura dell’opera nel settembre del 1849, leggendola agli amici Louis-HyacintheBouilhet e Maxime Du Camp che gliela stroncarono, facendogliela accantonare.
Della seconda versione pubblicò degli estratti sulla rivista L’Artiste nel 1856; la terza versione è del 1872. La versione finale fu pubblicata nell’aprile 1874 a Parigi da Gervais Charpentier.
Le tre versioni si possono trovare su internet:
http://bisrepetitaplacent.free.fr/

Il dramma è una originale fusione di visioni del mondo greco-latino del IV secolo con enunciati di teorie moderne e contiene immagini di grande bellezza. Narra le varie seduzione demoniache che tentano via via l’eremita Antonio, salvato infine dall’apparizione del volto di Cristo nel disco del sole sorgente – mirabilmente raffigurato da Redon in una delle sue più famose immagini.

 

Bertrand-Jean Redon, meglio conosciuto come Odilon Redon (Bordeaux, 20 aprile 1840 – Parigi, 6 luglio 1916), è stato un pittore e incisore francese, considerato il maggiore rappresentante del simbolismo in pittura.

Redon realizzò tre serie di illustrazioni per questa opera di Flaubert dal 1888 al 1896. In totale quarantadue litografie (circa un quinto delle sue incisioni) furono ispirate da quest’opera. In questi tre album Redon pose la sua immaginazione a servizio del testo pur mantenendo una poetica tutta personale che amalgama sapientemente contenuti macabri, fantastici e originali.
La prima serie fu commissionata da Edmond Deman e pubblicata nel 1888 (10 tavole); la seconda apparve nel 1889; la terza fu commissionata dall’editore Ambroise Vollard, che la pubblicò nel 1896 in un’edizione limitata a 50 esemplari con 24 litografie.
Terza serie vedi: https://www.moma.org/collection/works/71010

 

Ambroise Vollard poi progettò di utilizzare nuovamente la terza serie nel 1933 per illustrare un testo le cui xilografie erano state incise nel 1910. Tuttavia, nonostante la data al frontespizio, il libro vide la luce solo dopo la morte di Vollard nel 1939.
REDON, Odilon; FLAUBERT, Gustave, La Tentation de Saint Antoine. Illustrations d’Odilon Redon, Éditions Ambroise Vollard, 1933.
In folio (452 x 342 mm), pp. 205. Frontespizio con vignetta xilografica, 14 testatine e finalini xilografici, 22 litografie originali stampate su carta Chine applicata e raccolte in cartellina posta al termine del volume. Tiratura totale: 220 copie. Incisioni su legno di Georges Aubert.