GENOVA. Museo di Sant’Agostino, “Santi Antonio, Paolo e Ilarione eremiti” di P.F. Sacchi, 1523

Olio su tavola, 168 × 142 cm, datato 1523 e firmato da Pier Francesco Sacchi (Pavia 1485 – Genova 1528).
Fu realizzato per le monache dell’antico convento di San Sebastiano, demolito nella seconda metà del XIX secolo.

 

Museo di Sant’Agostino, Piazza di Sarzano.
Sorto negli spazi di un complesso conventuale agostiniano di origine medievale (XIII secolo), nel centro storico di Genova, adiacente alla chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, è stato restaurato e ristrutturato fra il 1977 e il 1992. Aperto nel 1983, è allestito all’interno del complesso conventuale di Sant’Agostino, con il chiostro quadrangolare trasformato in spazio espositivo. Il percorso completo comprende anche la chiesa agostiniana risalente al XIII secolo con torre campanaria del XV secolo e il chiostro medievale di forma triangolare, unico nel suo genere.
Le opere del museo, principalmente di scultura e architettura, ma anche affreschi staccati, dipinti su tavola e tela del periodo dal 1200 al 1500, provengono principalmente da edifici religiosi, soprattutto genovesi, non più esistenti, da alcune dimore private, da donazioni e acquisti.

 

Link:
https://genovacittasegreta.com/2015/11/07/pietro-francesco-sacchi-pittore/

Data compilazione scheda:
25-1-2022
Rilevatore: AC

GENOVA. Museo di Sant’Agostino, “Sant’Antonio abate”, di Barnaba da Modena, XIV secolo

Affresco riportato su tela di Barnaba Agocchiari, detto Barnaba da Modena (Modena, 1328 circa – 1386 circa).
Il Santo è a figura intera, con bastone, campanella e libro. Un piccolo maiale della cinta senese ai suoi piedi.

Museo di Sant’Agostino, Piazza di Sarzano.
Sorto negli spazi di un complesso conventuale agostiniano di origine medievale (XIII secolo), nel centro storico di Genova, adiacente alla chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, è stato restaurato e ristrutturato fra il 1977 e il 1992. Aperto nel 1983, è allestito all’interno del complesso conventuale di Sant’Agostino, con il chiostro quadrangolare trasformato in spazio espositivo. Il percorso completo comprende anche la chiesa agostiniana risalente al XIII secolo con torre campanaria del XV secolo e il chiostro medievale di forma triangolare, unico nel suo genere.
Le opere del museo, principalmente di scultura e architettura, ma anche affreschi staccati, dipinti su tavola e tela del periodo dal 1200 al 1500, provengono principalmente da edifici religiosi, soprattutto genovesi, non più esistenti, da alcune dimore private, da donazioni e acquisti.

 

Immagini da Wikimedia Commons

Data compilazione scheda: 25-1-2022
Rilevatore: AC

GENOVA. Museo di Sant’Agostino, “Sant’Antonio abate” di A. Brea, 1504

Olio su tavola di pioppo firmato e datato 1504, opera di Antonio Brea (nato a Nizza, notizie dal 1498 al 1527 circa) e di suo cognato Antonio (notizie nel 1504).

Il Santo è seduto, la mano destra in gesto di benedizione, la sinistra regge il bastone a tau con due campanelle. Ai piedi un piccolo maiale nero.

Museo di Sant’Agostino, Piazza di Sarzano.
Sorto negli spazi di un complesso conventuale agostiniano di origine medievale (XIII secolo), nel centro storico di Genova, adiacente alla chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, è stato restaurato e ristrutturato fra il 1977 e il 1992. Aperto nel 1983, è allestito all’interno del complesso conventuale di Sant’Agostino, con il chiostro quadrangolare trasformato in spazio espositivo. Il percorso completo comprende anche la chiesa agostiniana risalente al XIII secolo con torre campanaria del XV secolo e il chiostro medievale di forma triangolare, unico nel suo genere.
Le opere del museo, principalmente di scultura e architettura, ma anche affreschi staccati, dipinti su tavola e tela del periodo dal 1200 al 1500, provengono principalmente da edifici religiosi, soprattutto genovesi, non più esistenti, da alcune dimore private, da donazioni e acquisti.


Data compilazione scheda:
25-1-2022
Rilevatore: AC

 

GENOVA. Musei di Strada Nuova, pinacoteca di Palazzo bianco, “Santi Luca, Basilio, Agostino e Antonio abate” di L. Cambiaso, XVI secolo

Olio su tavola, 213 x 133 cm.
Numero inventario PB 305
Proviene dalla Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni
L’opera raffigura “I santi Luca, Basilio, Agostino e Antonio Abate con il committente Antonio Doria”, opera di Luca Cambiaso (Moneglia 1527 – El Escorial 1585)

La figura centrale, in trono è Basilio Magno, “il Grande”, (IV secolo) dopo essere diventato un vescovo venerato come santo dalle Chiese cristiane, di cui oltre che vescovo fu confessore e Dottore della Chiesa e primo dei Padri cappadoci. Alla sua sinistra la figura di sant’Antonio abate, in basso sant’Agostino con abiti vescovili, alla sua destra san Luca che sta scrivendo il Vangelo con accanto il bue, suo emblema. In alto, alla destra di san Basilio, la figura del committente dell’opera, l’ammiraglio Antonio Doria, marchese di Santo Stefano D’Aveto, parente del grande Andrea.


Link:

https://www.museidigenova.it/it/santi-luca-basilio-agostino-e-antonio-abate-con-il-committente-antonio-doria

http://www.cassiciaco.it/navigazione/iconografia/pittori/cinquecento/cambiaso/cambiaso_genova.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Cambiaso

Data compilazione scheda: 25-1-2022
Rilevatore: AC

VENTIMIGLIA (IM). Chiesa di Nostra Signora della Consolazione, tavola con “Sant’Agostino in trono fra i santi Giovanni Battista e Antonio abate”, del Pancalino, 1523-28

 

Il complesso agostiniano fu fondato da Innocenzo VIII nel 1487, costruito nell’acquitrinosa piana detta della Bastia a levante del fiume Roia, e diventato fulcro dell’espansione della città contemporanea, si trova ora in pieno centro, in via Cavour.
La chiesa, consacrata nel 1587, detta anche di Sant’Agostino, riprende lo stile tardo-gotico delle chiese conventuali, caratterizzata da una suddivisione a tre navate, coperte con volte a crociera e sostenute da cinque pilastri compositi. In origine, lo spazio era dotato di dieci altari laterali. Gli interventi di ripristino successivi al terremoto del 1887 hanno portato alla trasformazione della decorazione degli spazi secondo i canoni del neo-gotico e del gusto romantico mantenuti anche dopo il bombardamento aereo del 1944.
Tra le principali e più interessanti testimonianze, il Crocifisso ligneo quattrocentesco e la tavola con Sant’Agostino in trono fra i santi Giovanni Battista e Antonio abate, attribuita a Raffaello De Rossi (Firenze, fine XV secolo – Diano Castello, 1573) detto “Il Pancalino”, e ubicata nella barocca cappella Galleani. Realizzata presumibilmente tra 1523 e 1528.

 

Bibliografia:
La Liguria di Agostino – Architettura, iconografia, spiritualità, 750 anni di presenza sul territorio, catalogo della mostra didattico documentaria a cura di Claudio Paolocci e Andrea Leonardi, Genova Museo di Sant’Agostino, 25 novembre – 20 dicembre 2006, entro Culturale Agostiniano – Comitato Ligure, 2006

Link:
http://www.historiaaugustiniana.net/insediamento/974

Data compilazione scheda: 25-1-2022
Rilevatore: AC