MAGASA (BS). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Giuseppe Garibaldi
https://goo.gl/maps/YoXnSqECoNdoBMDB7

 

La chiesa fu edificata originariamente verso il XVI secolo. Vi è attestato un organo nel XVII secolo. L’edificio fu interamente ricostruito nel 1739 e restaurato nel XIX secolo.

La chiesa è situata all’interno del centro storico di Magasa: sprovvista di sagrato, presenta una facciata a capanna affiancata sul lato est da un porticato che cade a strapiombo sulla valle. Al centro della facciata vi sono le aperture tra cui un portale ed una finestra rettangolare superiore, mentre a coronamento vi è un timpano aggettante dotato di croce metallica in sommità.

L’interno è ad aula unica, uniformemente intonacata e decorata, presenta copertura voltata e presenta ai lati due altari laterali contrapposti. Il presbiterio è rialzato e quadrangolare, arricchito da un coro ligneo tutt’attorno e definito in copertura da una copertura voltata affrescata; termina in un fondale absidale piano ad angoli ricurvi.

Sull‘altare maggiore è posta una grande ed elaborata cornice che racchiude il dipinto del 1763 di Francesco Savanni (1724 – 1772): Incoronazione della Vergine con san Giovanni Battista, sant’Antonio abate e san Lorenzo.

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=58440

Data compilazione scheda:
25-1-2022
Rilevatore: AC

BOLOGNA. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via d’Azeglio, 53
https://goo.gl/maps/QCQd5dRCFsgWy1ZZ7

 

Fondata nel 1328, fu completamente rinnovata nel 1615, su disegno di Floriano Ambrosini.

A fianco della chiesa si trova il vasto palazzo, già Collegio Montalto, costruito nel 1587-88, su progetto di P. Fiorini; ingrandito poi nel 1622. Il Collegio fu fondato da Sisto V nel 1586; retto dai Padri Barnabiti fino al 1797, quando fu soppresso.

All’interno della Chiesa vi sono dipinti di P. e L. Fontana, D. Calvaert, B. Ramenghi detto il Bagnacavallo.
Sull‘altar maggiore è posta la pala del 1902 di Fabio Fabbi (1861-1946) che raffigurante il Sacro Cuore con i santi Antonio abate e Antonio M. Zaccaria (Cremona, 1502 – 1539; presbitero e medico, fondatore della Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo, meglio noti col nome di “Barnabiti” dalla chiesa milanese di S. Barnaba, loro prima sede).
In precedenza sull’altar maggiore vi furono le opere di Vitale da Bologna, con il ciclo dedicato a Sant’Antonio abate, e successivamente di Ludovico Carracci, con la pala oggi a Brera.

 

Link:
https://www.originebologna.com/strade/san-mamolo/n-116-53/

https://archiviofabiofabbi.it/2021/02/22/il-purismo-della-pala-del-sacro-cuore-in-santantonio-abate/

 

Data compilazione scheda: 24 / 1 / 2022

Rilevatore: AC

BOLOGNA. Chiesa di Sant’Antonio abate di Sàvena

Via Massarenti, 59
https://goo.gl/maps/LQqhxmcexcVuJMXq6

Nel 1203 frate Abramo, un laico datosi con un compagno alla vita spirituale e alle opere di carità, ottenne dal Vescovo di Bologna Gerardo Ariosti di poter fondare una chiesa nel suburbio di Bologna, fra il fiume Sàvena e la Fossa Cavallina, su terreno offerto dai fratelli Bonacausa e Opizzino Alamandini, con la condizione di pagare ogni anno al Vescovo il controvalore di una libbra di pepe in riconoscimento dell’autorità episcopale. Meno di un anno dopo, la chiesa doveva essere già a buon punto poiché nel testamento di certo Alberto Faxeolus del 15 aprile 1204 vi è un lascito di cinque soldi alla chiesa di S. Antonio. Negli stessi anni venne costruito, ad opera di frate Abramo e di quelli che si erano raccolti intorno a lui, un ponte sul fiume Sàvena con annesso hospitale per alloggio di viandanti, che restò in funzione fin verso la fine del secolo XIII.
Nel 1213 il Vescovo di Bologna donò al Capitolo della Cattedrale i diritti che gli spettavano sulla chiesa, ponte ed ospedale che frattanto, scomparso o partito frate Abramo, furono gestiti da una società laicale presieduta dal rettore della chiesa don Guido. A metà del Duecento, per graduale sostituzione dei membri della società laicale con ecclesiastici, si costituì una “collegiata”, cioè una comunità di chierici secolari formata da un priore e tre canonici. Allo stesso tempo risale la costituzione della cura d’anime, cioè della qualifica parrocchiale della chiesa. La collegiata di S. Antonio fu soppressa nel 1380 e unita al Capitolo della Cattedrale di Bologna; tale unione, però, divenne effettiva solo nel 1484, quando il Capitolo, in forza di una bolla di papa Sisto IV, poté prendere effettivo possesso della chiesa e nominarne il parroco col titolo di “vicario perpetuo”. Nel 1877 il Capitolo rinunziò i suoi diritti sulla chiesa di S. Antonio all’Arcivescovo di Bologna a cui, da quel momento, spettò la nomina del parroco. Nel 1915, in seguito alla grande espansione del tessuto urbano avvenuta ai primi del Novecento, la chiesa di S. Antonio fu dichiarata parrocchia urbana e come tale celebrò la sua prima decennale eucaristica nel 1924. Dal 1963 al 1995 la parrocchia è stata affidata ai religiosi Agostiniani; ora è nuovamente affidata al clero diocesano.

La più antica chiesa di S. Antonio, costruita all’inizio del Duecento in forme romaniche, aveva le stesse dimensioni della navata attuale, con muri esterni adornati di lesene che vennero mantenute e raccordate con archi a pieno centro, come tuttora si vede all’esterno, quando l’edificio fu parzialmente ricostruito, aumentandone l’altezza, fra il 1422 e il 1455.

Una pala d’altare raffigura la Madonna col Bambino e sant’Antonio abate in basso a sinistra.

 

Un altro dipinto, del bolognese Prospero Fontana (1512 – 1597) raffigura la “Madonna col Bambino e i Santi Antonio abate, Pietro e Giovannino” del 1560-70.
Sant’Antonio, a sinistra, tiene un libro chiuso nella mano destra e nella sinistra un bastone a stampella; il muso di un maiale spunta da dietro al sua veste.

 

Link:
https://www.santantoniodisavena.it/

Data compilazione scheda: 24 / 1 / 2022
Rilevatore: AC

CIVITANOVA MARCHE (MC). Chiesa di San Paolo apostolo, statua di s. Antonio abate, XIV secolo

La chiesa di San Paolo si trova nella parte alta della città,  Piazza della Libertà.

La statua lignea, dipinta, misura: altezza 205 larghezza 95 profondità 80 cm. Oggi di proprietà del Comune di Civitanova Marche.

Il Santo, seduto, si presenta nell’iconografia più consueta: calvo, con lunga barba bianca, tunica scura, nella mano sinistra il pastorale (sostituito in epoca successiva), la mano destra è sollevata nel gesto della benedizione. Le inconsuete dimensioni monumentali spiegano una certa semplificazione delle forme, che tuttavia non deve far credere di trovarsi di fronte a un lavoro di modesta qualità. I panneggi sono infatti squadrati in poche ma ben architettate pieghe, mentre il volto assume forme geometriche di potente evidenza.
Risale alla seconda metà del Trecento e ne è considerato autore uno dei maggiori intagliatori di quel secolo nelle Marche: il Maestro dei Magi di Fabriano, identificabile con Fra’ Giovanni di Bartolomeo, monaco olivetano e scultore fabrianese della seconda metà del XIV secolo. Vedi Mazzalupi-Una_proposta_per_il_Maestro_dei_Magi

La statua lignea è stata restaurata dalla dottoressa Maria Laura Passarini e la spesa di 15.000 euro finanziata dalla Fondazione Carima. Sulla scultura si è proceduto, in primis alla rimozione di tutti i depositi incoerenti di ridipinture ed al trattamento contro gli insetti xilofagi, quindi sono stati effettuati interventi per il recupero delle tre dita della mano benedicente del santo (erano tarlate, spezzate e mal riattaccate con chiodi metallici); al risanamento e consolidamento delle fenditure nel legno mediante inserimento di innesti lignei, al ripristino della struttura portante della statua che era gravemente danneggiata ed instabile; e alla protezione della superficie decorata mediante applicazione di cera.

Il 17 Gennaio 2022 il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, ha dichiarato: “Seppur in forma ristretta per motivi legati alla pandemia, abbiamo voluto celebrare la festività onorando Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici, con il ritorno della  statua lignea in Chiesa dopo i lavori di restauro. Per il secondo anno consecutivo siamo costretti a non poter organizzare i tradizionali festeggiamenti in piazza con la consueta benedizione riservata agli amici a quattro zampe, in presenza soprattutto dei bambini a cui auguro “di cuore” che questo triste periodo legato alla pandemia termini al più presto per consentire loro di vivere ogni occasione di festa con gioia e spensieratezza”.

Fonte:
https://picchionews.it/varie/civitanova-la-statua-di-sant-antonio-torna-a-casa-dopo-i-lavori-di-restauro

La statua prima del restauro

La statua si trovava nella Chiesa di Sant’Agostino, nel primo altare a destra, appena si entrava dal portale principale, ma in origine la statua si trovava sull’altare maggiore. Successivamente fu trasferita nella cappella di San Marone, all’interno della Chiesa di San Paolo, sempre a Civitanova Alta.  L’impianto originale romanico-gotico della chiesa di Sant’Agostino è del XIII secolo ed era inizialmente intitolata a Sant’Antonio abate.
Nel XVIII secolo la chiesa è stata rimaneggiata e intitolata a Sant’Agostino.  Attualmente l’interno della chiesa è stato trasformato in Auditorium.

Data compilazione scheda: 24 / 1 / 2022
Rilevatore: AC

MONTEFALCO (PG). Chiesa e complesso Museale di San Francesco, affreschi con storie di s. Antonio abate, metà XV secolo

 

La Chiesa di San Francesco, costruita tra il 1335 e il 1338 dai Frati Minori, fu il primo insediamento francescano entro le mura e il terzo nell’ambito montefalchese.
Nel 1863 passò in proprietà al Comune di Montefalco e dal 1895 divenne sede della pinacoteca e del museo civico. Gli interventi di restauro eseguiti alla fine del XX secolo hanno consentito la riapertura del Museo al pubblico. L’esterno, di semplice impianto architettonico, è caratterizzato da una facciata monotona di pietra bianca sovrapposta nell’Ottocento.
La Chiesa a pianta rettangolare è composta da una navata centrale che si conclude con un’abside pentagonale, ai lati della quale ci sono due cappelle, anch’esse, a pianta rettangolare. La navata laterale è stata ricavata nel XVII secolo con l’abbattimento delle pareti laterali di singole cappelle costruite a partire dal XIV secolo.
La superficie pittorica è stata affrescata tra il XIV e il XVI secolo, da famosi artisti, tra cui Benozzo Gozzoli e Pietro Vannucci detto il Perugino.

Abside destra:  Cappella di Sant’Antonio abate
La Cappella è affrescata con le Storie di Sant’Antonio abate, a testimonianza della popolarità del Santo nel ‘400.
Nell’arco d’ingresso al centro Gesù tra gloria di Serafini; lateralmente tre fatti della vita di Sant’Antonio.

Nella volta della crociera alla prima vela sopra la parete:
Sant’Antonio dona ai poveri il suo avere, Sant’Antonio si fa monaco.
Alla seconda vela:
Sant’Antonio battuto dai demoni, Sant’Antonio salvato da un monaco.
Alla terza vela:
La storia del drago, la provvigione miracolosa.
Alla quarta vela:
Sogno del Re di Palestina.
Nella lunetta Crocefissione con Angeli, San Giovanni, Santa Maria Maddalena e San Francesco.

L’attribuzione non è certa, l’ipotesi più accreditata è che la cappella sia stata affrescata da Andrea di Cagno di Morico (notizie 1418-1446), che operò a Foligno e a Montefalco nella prima metà del XV secolo.
All’interno della cappella è conservata la “Madonna del Soccorso”, opera del montefalchese Francesco Melanzio(1465- 1526 circa).

 

Link:
https://www.montefalco.it/chiesa-di-san-francesco/

http://www.ediart.it/Archivio%20fotografico%20II/citt%C3%A0%20e%20luoghi%20umbria/pag%20musei%20collezioni%20umbria/museo%20s%20franc%20montef%20varie/museo%20montefalco%20%20varie%202.htm

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-e-complesso-museale-di-san-francesco-montefalco-pg/