QUINTO VERCELLESE (VC). Chiesa dei Ss. Nazario e Celso, affresco con sant’Antonio abate

Le prime notizie del borgo e della chiesa dei Ss. Nazario e Celso compaiono in citazioni del sinodo vercellese del 964 d.C. indetto dal Vescovo Ingone.
QuintoVse_parrocchiale-WikipediaAll’originale chiesa pre-romanica, edificata con materiali di reimpiego e corrispondente all’attuale navata centrale con volta a botte, venne aggiunta in epoca romanica la navata sinistra a due arcate a tutto sesto rette da un basso pilastro e poi, in epoca gotica, la navata destra formata da due arcate a sesto acuto, ornata da una cornice di archetti sul fianco.
Le pareti interne sono coperte da affreschi.
Nell’abside campeggia la pittura più antica dell’edificio: il Cristo Pantocratore con i simboli degli Evangelisti, di stile romanico; sotto, separati da una fascia bianca, le figure di san Pietro e di san Paolo, che risalgono alla fine del Trecento.
Nel presbiterio, due affreschi che raffigurano santa Marta e il beato Amedeo di Savoia, di Daniele de Bosis, del primo quarto del Cinquecento.
Navata sinistra: nelle vele della seconda arcata, episodi della vita di Maria opera della scuola di Bernardino Lanino e, sulla parete, san Giulio e san Grato e la Ss. Trinità, forse di un Giovenone, opere della metà del Cinquecento.
La prima campata, detta “cappella degli Apostoli”, fu affrescata da un artista sulla cui identità gli storici non sono concordi, tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo: nel sottarco i busti di dieci Apostoli; nelle vele gli Evangelisti.
Nel centro della parete del fianco i resti di una Madonna in trono con Bambino, quasi del tutto distrutta dall’apertura di una finestra, con ai lati san Giovanni Battista e un Santo la cui figura fu tagliata nei rifacimenti della chiesa; nei riquadri laterali san Bernardo da Mentone, santa Caterina, santa Lucia e sant’Antonio abate (a destra). Sulla parete di facciata, ai lati sono le figure di san Martino e sant’Agata.

 

Info: Viale Rimembranza 10. Aperta per le funzioni. tel. 0161274160

Internet: http://www.cittaecattedrali.it/it/bces/379-chiesa-dei-santi-nazario-e-celso

Vedi notizie più dettagliate in: http://archeocarta.org/quinto-vercellese-vc-chiesa-dei-ss-nazario-e-celso/

Autore: Angela Crosta

 

MOMBELLO DI TORINO (To). Chiesa di San Lorenzo, affresco con sant’Antonio abate

Affresco, datato 1661, che rappresenta la Vergine e Sant’Antonio Abate: è stato recentemente scoperto che proprio nel corso del Seicento il luogo era abitato da alcuni eremiti, probabilmente devoti al Santo.

Per la storia della Pieve: http://archeocarta.org/mombello-di-torino-to-chiesa-di-san-lorenzo/

Mombello-San-Lorenzo-6

Vedi anche: http://www.studiomaccagno.it/pieve-di-san-lorenzo/

 

FORNI DI SOPRA (Ud), fraz. Cella. Chiesa di San Floriano, immagine di Sant’Antonio abate

La chiesa di San Floriano è monumento nazionale dal 1905.
Dell’attuale chiesa si ha notizia dall’anno 1038, quando la sua esistenza comparve per la prima volta in un atto di compravendita.
L’edificio attuale appartiene al sec. XV, con semplice facciata a capanna sormontata da una piccola monofora campanaria; la copertura è in scandole di legno. Sorge accanto alla chiesa parrocchiale, separata dalla strada; architettura del sec. XV, vi si conserva ancora un ciclo di affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo, datato all’anno 1500.
Il repertorio di soggetti raffigurati è quello simile alle realizzazioni incontrate a Socchieve e Forni di Sotto e si dispone anche qui nella zona absidale, con poche varianti nelle fisionomie e nei colori. La differenza è che in questo lavoro molto probabilmente il pittore si fece aiutare da allievi, come Giampietro da San Vito (a cui si attribuisce ad esempio il San Valentino dipinto nella navata sinistra).
Ciò che però fa di questa chiesa un vero gioiello, al di là dell’architettura ben conservata e degli affreschi contenuti, è la presenza contestuale di una preziosa pala del pittore Andrea Bellunello (1430-1494) al secolo Andrea di Bortolotto, firmata e datata 1480 nello scomparto principale (Andrea Belunelo de Sanvido). Si tratta di un polittico, in cui il santo titolare è raffigurato al centro, vestito come un elegante cavaliere, mentre sorregge un castello in fiamme (in quanto protettore dagli incendi). Negli altri scomparti si dispongono, in modo alquanto affollato, le raffigurazioni di altri Santi e Sante, su due livelli. In basso, a sinistra c’è Sant’Orsola, con lo stendardo che ne ricorda la nascita regale e la palma del martirio: è accompagnata dalle Vergini che andarono con lei in pellegrinaggio a Roma e che con lei furono uccise dagli Unni a Colonia nel viaggio di ritorno. Nello scomparto inferiore destro ci sono le Sante Dorotea con il cesto delle rose e Caterina d’Alessandria con la ruota e Barbara con la torre. Nello scomparto mediano a sinistra ci sono, con mitra e pastorale, il vescovo San Nicolò ed accanto, con campana e bastone, Sant’Antonio abate.
Nello scomparto mediano destro verso il centro c’è San Volfango, abate benedettino e poi vescovo di Ratisbona (sec. X), con mitra e pastorale. La scure ricorda il fatto che con essa il santo delimitava e prendeva possesso dell’area su cui costruire nuovi monasteri, secondo una prassi di retaggio celtico. Questo arnese lo deputò anche santo patrono dei boscaioli. Accanto è raffigurato Sant’Osvaldo con in mano il corvo. In alto si dispone un’Annunciazione e, al centro, il Cristo Risorto. La cornice, con gugliette e pilastrini tortili, rivela un gusto pienamente tardogotico.
La Pieve, a seguito di un incendio bellico, venne ricostruita e dunque è mancante di arredi originali.

 

Info:
Via Nazionale, 133, 33024 Forni di Sopra UD
apertura ogni domenica alle ore 11,30, tel. 0433 88084.
Per visite tel. 043388331, sig.ra Aurelia Cappellari
Sito web: http://www.camminodellepievi.it
(da AA.VV. Il Cammino delle Pievi in Carnia, Tolmezzo 2012)

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Bellunello 

COLLOCAZIONE IGNOTA. Giovanni MIGLIARA, “Tentazioni di Sant’Antonio Abate”, con dedica.

Le tentazioni di Sant’Antonio, con dedica, 1826 circa
Matita su carta, mm 170 x 170, collezione privata

Opera esposta in occasione della mostra dal titolo “Viaggio in Italia”, di Giovanni Migliara, presso Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, via Po, 55 – Torino, dal 28 febbraio al 16 giugno 2019.

Vedi: Saggi MIGLIARA

COLLOCAZIONE IGNOTA. Giovanni MIGLIARA, “Le tentazioni di Sant’Antonio abate”

Le tentazioni di Sant’Antonio, 1826.
Matita su carta, mm 180 x 210, collezione privata

Opera esposta nella mostra dal titolo “Viaggio in Italia”, di Giovanni Migliara, presso Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, via Po, 55 – Torino, dal 28 febbraio al 16 giugno 2019.

Vedi: Saggi MIGLIARA