COAZZE (TO), borgata Tonda. Pilone di Nunziata (loupiloun ‘d Nounsiata), dedicato alla Madonna del Rocciamelone, affresco raffigurante sant’Antonio abate

Dai laghi di Avigliana ci si dirige verso Giaveno, poi si seguono le indicazioni per Coazze; dopo circa quattro chilometri si imbocca a sinistra la strada in direzione Forno, la si segue per poco più di 2 chilometri fino alla borgata Sangonetto, dove si svolta a destra in direzione di Tonda (5 chilometri da Sangonetto, m 1120 di quota). Si parcheggia al primo tornante dopo l’abitato di Tonda, in corrispondenza di una bacheca dei geositi della Provincia di Torino. Si imbocca il sentiero, inizialmente in piano,con l’indicazione Colle del Vento – Pian Gorai (segnavia GTA ed Ecomuseo della Resistenza).
Il sentiero supera le case della borgata Dogheria e, dopo circa 40 minuti di cammino dalla partenza, giunge al pilone, che si trova sul bordo del sentiero (quota m 1330), nella prima delle tre borgate Sisi, la Sisi d’Aval (Sisi a valle).

 

Il pilone, coperto con beole, è di piccole dimensioni. Sul lato a monte è rappresentata la Madonna del Rocciamelone; sulla parete rivolta verso il sentiero, entro una edicola poco profonda, è raffigurato S. Antonio abate che, stranamente, anziché dal solito maialino è accompagnato da un galletto rosso.
Sopra l’arco dell’edicola si intravede la scritta “S. Antonio”. La struttura muraria e gli affreschi sono deteriorati e deturpati da graffiti.
Il sentiero su cui è costruito il pilone porta agli alpeggi situati più in alto, un tempo molto frequentati dai pastori con le loro mandrie e greggi: questo spiega la presenza della figura di sant’Antonio, protettore degli animali domestici.

Non esistono indicazioni che permettano di risalire alla data di costruzione.

 

Bibliografia:
Per uno studio sulla figura del santo si veda
– L. FENELLI, Dall’eremo alla stalla. Storia di Sant’Antonio Abate e del suo culto, Laterza Bari 2011.

Per informazioni sull’itinerario e notizie di carattere storico e ambientale:
– C. ROLANDO, Escursioni in Val Sangone. Sui sentieri partigiani alla scoperta di Verdelandia, Susalibri ed.. Sant’Ambrogio di Torino 2007, pagg. 65-70.

Il sentiero prosegue fino a toccare Pian Gorai (Pien Gourai, m. 1360), dove si trovano un pilone e, nella parte inferiore del pianoro, una cappella e l’Alpe Palé (lou Palèi). Lungo il percorso sono collocate bacheche che illustrano le caratteristiche geomorfologiche  del territorio. Da Pian Gorai si può continuare fino alle Alpi di Giaveno, (inferiore m 1805, superiore m 1860), e di qui raggiungere il Colle del Vento (m 2239), luogo di passaggi di partigiani e reparti tedeschi nel 1944.
Alcuni toponimi sono trascritti secondo la parlata franco provenzale del territorio di Coazze.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 31/03/2011

ASTI, loc. Viatosto. Chiesa di Santa Maria, affresco con sant’Antonio abate

La chiesa di Santa Maria di Viatosto è una chiesa cattolica situata ad alcuni chilometri dalla città di Asti nel Borgo Viatosto.

L’edificio fonde elementi romanici con l’inserimento di elementi gotici che si armonizzano perfettamente con le precedenti strutture. Dal sagrato, è possibile ammirare una splendida visuale della città.
Gli affreschi si possono datare a partire dal XIII secolo. I dati forniti dagli scavi archeologici, effettuati tra il 1994 e il 1997, hanno permesso di individuare almeno cinque interventi pittorici nell’interno della chiesa di Viatosto: esattamente nei secoli XIII, XIV, XV, e XIX e l’ultimo (quella con la volta stellata) nel 1906.
L’abbondanza di affreschi riproducenti la madre di Dio nell’atteggiamento materno dell’allattamento può far pensare che anticamente questa chiesa fosse meta di devozione soprattutto per chiedere la grazia del parto e il dono del latte materno, alimento indispensabile per i neonati.
Particolarmente ricco di decorazioni è il presbiterio, dove spiccano:
– nella lunetta di sinistra: San Giorgio che uccide il drago (1380-1390);
– nella lunetta di destra: L’Annunciazione;
– sulla lesena di sinistra: Madonna del latte
– sopra la porta del campanile: La leggenda di Viatosto, quasi un ex voto, in cui sant’Antonio abate, invocato contro la peste, presenta tre nobili astigiani alla Madonna.
– sulla lesena di destra: San Giovanni Battista.
Altri affreschi si trovano nella navata centrale:
– lunetta sinistra sopra l’ambone: Santa Caterina d’Alessandria presenta una devota alla Madonna seduta in trono;
– sulle lesene centrali Madonne del latte.
Nella navata laterale di destra sono presenti un velario e frammenti di pitture sulle volte.

Note storiche:
Lo storico S.G. Incisa nel suo lavoro intitolato “Asti nelle sue chiese ed iscrizioni“, datato al 1806, formula l’ipotesi che il toponimo di Viatosto derivi dalla miracolosa cessazione della peste nell’anno 1340 in Asti, che via tosto (ayatost), da quel luogo in poi, si liberò “presto” in tutta la città.
Si può pensare che anticamente Viatosto fosse un piccolo borgo raccolto attorno ad una chiesa pievana con cimitero.
Le prime notizie certe identificano la chiesa col nome di Santa Maria de Riparupta (Rivarotta) in atti del XI secolo.

Fase cronologica:
I restauri eseguiti, hanno messo in luce una struttura originaria a tre navate, con una grande abside che concludeva la navata centrale. Nella cappella sinistra del presbiterio sono stati rinvenuti scheletri umani risalenti al secolo XI, tutti sepolti rivolti a oriente.
Nel XIV secolo si ebbero le principali trasformazioni della fabbrica, che assunse una decisa impronta gotica. L’abside venne modificata a pianta pentagonale, con piccole semicolonne agli angoli. Furono poi realizzate volte a crociera su tutta la chiesa.

 

Link:
http://archeocarta.org/asti-viatosto-chiesa-di-santa-maria-ausiliatrice/

Rilevatore: Angela Crosta, Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 03/07/2012

BRIONA (No), fraz. San Bernardino, loc. Orcetto. Oratorio di S. Antonio abate

Strada Provinciale 101 di Morghengo, frazione San Bernardino di Briona, un tempo denominata località Orcetto.  https://goo.gl/maps/k2ysmNwYRyBu5hpr6

L’oratorio campestre è dedicato a Sant’Antonio abate, santo la cui vasta devozione è da mettersi in relazione alla sua protezione contro i mali, soprattutto contro quello che nel linguaggio popolare ha preso il nome di “fuoco di Sant’Antonio”.

 

L’edificio ad ala unica, di piccole dimensioni, è concluso ad oriente da un’abside semicircolare ed è coperto da un tetto ligneo con un manto di coppi.
In origine presentava una pianta pressoché quadrata, ampliata poi nel 1610.
La facciata, dal profilo a capanna, completamente intonacata, ha al centro una porta sovrastata da una finestrella ad oculo che conserva parte del suo intonaco originale.
Sul finire del Quattrocento fu intrapresa la decorazione pittorica dell’oratorio: gli affreschi, che coprono l’intera superficie delle pareti originarie, sono tutt’ora conservati e visibili ma pur essendo un complesso di grande interesse non sono stati finora studiati.
Questa decorazione si presenta omogenea ed in buono stato di leggibilità, e sebbene non ci siano giunte né la firma dell’autore né la data dell’esecuzione, tutti gli indizi rimandano ad un’unica mano esecutiva.
Si ritiene che si tratti di quella del pittore Tommaso Cagnola, novarese e attivo tra l’ultimo quarto del Quattrocento e i primi del Cinquecento, senza escludere l’apporto della sua bottega.
Si sono poi verificati nel corso dei secoli tre interventi di restauro (uno nel Settecento, uno nell’Ottocento ed uno nel Novecento), che hanno in parte alterato la qualità ed alcune caratteristiche dei dipinti.
L’affresco della conca absidale, rappresenta al centro, in una grande mandorla, il Trono della Misericordia, che, in una composizione verticale, riunisce il Cristo pantocratore ed il Cristo morto sulla croce, con il corpo coperto di piaghe sanguinanti.
I simboli degli Evangelisti e le figure dei santi Sebastiano e Rocco completano la decorazione absidale, mentre sull’arco trionfale, è raffigurata l’annunciazione, sovrastata, nella parte centrale, dalla figura di Dio Padre, che sembra scendere dal cielo, sporgendosi da un’arcobaleno.

La parete settentrionale rappresenta cinque figure di santi ed una Madonna con il Bambino.
La figura di sant’Antonio abate, caratterizzata da una lunga barba grigia, è la prima a presentarsi agli occhi di chi avanza dall’ingresso, seguono poi San Pietro, di nuovo sant’Antonio bastonato dai demoni, ed infine Maria Maddalena e Giovanni Battista che affiancano la Madonna in trono con il Bambino. Immagini in alto e a destra.

 

 

 

La parete meridionale, è affrescata con le figure di cinque santi – san Giovanni evangelista, san Pantaleone, san Bernardino da Siena, san Domenico, sant’Antonio abate – e due Madonne in trono con il Bambino, una delle quali rappresentata nell’atto di allattare il Bambino. Imamgine in basso. 

Al momento non si possiedono elementi, che permettono di risalire al committente, (probabilmente uno solo) della decorazione pittorica dell’oratorio. Circa la sua identità si possono formulare solo delle ipotesi: potrebbe trattarsi del dominus, che aveva autorità sulle terre circostanti, (forse un membro della famiglia Brusati di Morghengo), oppure della stessa comunità di fedeli di Orcetto desiderosi di ornare le pareti del proprio oratorio con le figure dei santi verso cui avevano l’abitudine di rivolgersi, primo fra tutti sant’Antonio abate.
Solo un restauro d’insieme degli affreschi potrebbe portare alla luce nuovi elementi utili per la datazione del ciclo pittorico.
Al momento sulla base di considerazioni stilistiche si propende per l’attribuzione degli affreschi di Orcetto ad una data prossima al 1485, vista anche l’epidemia di peste che colpì il contado novarese nel 1484 e che potrebbe giustificare la presenza negli affreschi di santi protettori contro la peste quali san Sebastiano, san Rocco, san Pantaleone ed infine sant’Antonio abate.

 

La scarsa documentazione reperibile ed i vari rimaneggiamenti effettuati in epoche diverse non consentono un’esatta collocazione cronologica dell’oratorio, che è da ritenersi edificato probabilmente tra la fine del XIV secolo ed i primi decenni del XV, in considerazione del fatto che il culto di Sant’Antonio comincia a proliferare a partire da questo periodo.

 

Bibliografia:
L’Oratorio di S. Antonio in Località Orcetto, di G. Bianchi e F. Portaluppi – Ristampa a cura del Comune di Briona e della Biblioteca Comunale di Briona – Disponibile in Biblioteca (euro 10,50).

Vedi anche:
http://archeocarta.org/briona-san-bernardino-no-oratorio-di-santantonio-abate-in-orcetto/

Fruibilità:
Apertura: Occasionalmente Aperto – Richieste di visita presso il Comune – Ingresso Gratuito.  Comune di Briona, tel. 0321 26080

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 30/06/2012

MOMPANTERO (TO). Cappella nella frazione di Castagneretto, affresco con sant’Antonio abate

Sorge nella frazione totalmente abbandonata; lungo il GTA529 all’incrocio con il sentiero dei Monaci; ad un altitudine di metri 936.

 

Cappella a navata unica, di dimensione m. 2.40 x 3.30 circa (altezza al colmo  m 3.80),  probabilmente dedicata all’Annunciazione a giudicare dall’affresco della lunetta in facciata.
L’ingresso, ad arco a tutto sesto successivamente tamponato con porticina in legno, è esposto a Nord/Est. Volta a crociera, stellata. Pareti in pietra , pavimento in battuto. Pareti laterali e di fondo affrescate, in controfacciata semplice decorata con girali.

 

L’edificio è in cattivo stato di conservazione ad eccezione del tetto rifatto da pochi anni a spese di un privato benefattore e quindi in ottimo stato.
L’affresco in facciata versa in pessimo stato con gran parte dell’intonaco in fase di distacco.
All’interno su parete sinistra affresco, di discreta leggibilità, raffigurante san Sebastiano (legato a tronco incorniciato da architettura a colonne, con ai lati san Rocco e sant’Antonio abate.
Sulla cornice in basso si nota una iscrizione che riporta, tra l’altro, la datazione (1608).
Sulla parete di destra (esposizione a Sud/Ovest) è l’affresco peggio conservato (si intravede solo un  san Lorenzo) per il resto è perduto anche per la tamponatura di un altro arco preesistente su questa parete.
Sulla parete di fondo, sopra l’altare , affresco raffigurante nel registro inferiore  sant a.Lucia a destra e santa Caterina a sinistra, in discrete condizioni; nella lunetta sovrastante Crocefissione con Madonna e  san Giovanni con sullo sfondo rappresentazione della città di Gerusalemme (?). Quest’ultimo affresco presenta una ampia crepa, temo strutturale visto che la parete di fondo sorge sullo strapiombo, che parte dal vano del tabernacolo e con andamento verticale lo attraversa tutto.

Cronologia: XVI – XVII sec.

Note:
I dati sono stati estrapolati da una scheda redatta il 22-05-2011 da Renato Airasca componente del Nucleo di Pronto Soccorso per i Beni Culturali di UNI.VO.C.A.

Fruibilità:
Sempre aperta

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 22/05/2011

MOMPANTERO (To), fraz. Ganduglia. Cappella dell’Immacolata, con affreschi raffiguranti sant’Antonio abate

 

Cappella di Ganduglia, frazione di Mompantero, posta nel centro abitato (abitato stabilmente) ad una altitudine di m. 940 s.l.m.


Cappella ad una navata di dimensioni m.6×5.5 (internamente m. 5×4 altezza m.3 al colmo), dedicata all’Immacolata.
Campanile a vela, volta a botte, pareti in pietra internamente intonacate, pavimento in calcestruzzo.
Restauri del 95/96 che oltre ai pavimenti hanno interessato le pareti (salvo dove si sono salvati gli affreschi) ed il tetto.

Gli affreschi sono databili nel 1727 come si legge sul cartiglio dell’affresco a fianco dell’altare.
Gli stessi contengono due immagini di Sant’Antonio Abate.

 

Note:
I dati sono stati estrapolati da una scheda redatta il 22-05-2011 da Renato Airasca componente del Nucleo di Pronto Soccorso per i Beni Culturali di UNI.VO.C.A.

Fruibilità:
La cappella è consacrata e vi si tiene un’unica funzione annua, la chiave è reperibile presso gli abitanti del luogo.

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 22/07/2011