MEDICINA (BO). Museo civico e Pinacoteca “A. Borgonzoni”, ceramica con s. Antonio abate

Il Museo conserva una formella votiva in ceramica, con cornice mistilinea “marmorizzata”, manifattura romagnola, seconda metà secolo XVIII.
Donata dalla signora Camilla Mascagni

l Santo tiene nella mano sinistra un bastone pastorale, a destra a terra è un libro su cui è un fuoco. A sinistra, dietro s. Antonio, spunta un maiale.

 

Immagine da: Brodo di serpe – Miscellanea di cose medicinesi, Pro Loco di Medicina, n°1, 2003, p. 88

CASAPINTA (BI), frazione Broglio. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via Bassetti, 18
https://maps.app.goo.gl/nGYoYq5p5XvA4EAp8

L’Oratorio fu edificato nella prima metà del XIX secolo per volere della popolazione, che aveva formulato un voto nei confronti del Santo. Visibile una iscrizione sopra il portone con la data “1823”.

La semplice facciata presenta due finestra ai lati del portone, sopra un oculo con ai lati due bassorilievi che raffigurano, a sinistra, san Cristoforo che trasporta Gesù bambino e a destra sant’Antonio abate che tiene con la mano destra un bastone cui è appesa una campanella e nella sinistra un libro; ai suoi piedi un maiale.

 

All’interno,  in una nicchia sopra l’altare, vi è una bicentenaria statua di S. Antonio abate, restaurata nel 2023.

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Ogni terza domenica di gennaio, due priori celebrano insieme ai residenti la tradizionale festa in onore di s. Antonio abate con la benedizione dei mezzi, degli animali. Segue l’incanto dei canestrini, la distribuzione della porchetta e il pranzo conclusivo presso la sede degli Alpini.

 

Link:
https://www.ilbiellese.it/stories/attualita/elena-restauratrice-innamorata-casapinta-o_55277_80/

RIVALTA DI TORINO (TO), frazione Gerbole. Cappella della Madonna della Mercede con affresco e statua di s. Antonio abate, XIX secolo

La struttura è il risultato di varie aggiunte nel tempo. Il primo nucleo, costituito da una piccola cappella a pianta rettangolare, faceva parte integrante della cascina dei Tetti Barbetti. Sull’estremità meridionale della cascina, collegata alla cappella, si trovava la cella campanaria, ancora oggi esistente. Nel 1924 fu donata al parroco di Orbassano. Tra il 1925 e il 1939 furono eseguiti lavori di ampliamento, aggiungendo la canonica accanto alla cappella. Con la costruzione della parrocchia dell’Immacolata Concezione (Rivalta di Torino, loc. Tetti Francesi), la cappella è divenuta una sussidiaria della stessa.

La facciata, intonacata, ha due lesene laterali su cui poggia il timpano. Il portale di ingresso è centrale con due aperture rettangolari laterali. Vi è una zoccolatura in pietra sulla facciata e sui prospetti laterali, sui quali si aprono due finestre per lato.
Tre affreschi raffiguranti la Madonna, S. Grato e S. Antonio abate ornano la facciata esterna dell’edificio.  Sopra la finestrella destra vi è la figura di s. Antonio con saio marrone che tiene con la mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella; con la destra regge un libro. Il muso di un maiale sbuca dietro di lui a destra.

L’edificio presenta pianta rettangolare e zona presbiteriale a pianta rettangolare rialzata rispetto all’assemblea. Gli interni sono intonacati. L’aula e il presbiterio presentano volte a botte. All’interno, accostata alla parete destra, si trova la statua della Madonna della Mercede, acquistata in Spagna nel 1925, che tiene in mano una catena spezzata.

A sinistra, in una nicchia, è posta una statua moderna raffigurante sant’Antonio abate con bastone a tau tra le mani. A destra un maiale dal pelo chiaro.

Frazione Gerbole, Via del Ghetto, 4

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/58867/Cappella+della+Madonna+della+Mercede+%7C+Rivalta+di+Torino+%28TO%29

Rilevatori:
Franca Benvenuto e Giuseppe Spada

MONASTEROLO DI SAVIGLIANO (CN). Chiesa dei santi Pietro e Paolo apostoli, con statua di sant’Antonio abate

 

La costruzione della chiesa parrocchiale si deve all’intraprendenza di don Antonio Cavatorta, pievano di Monasterolo dal 1896 al 1920.
I lavori furono eseguiti, fra la primavera del 1899 e l’estate del 1904, dalle imprese Braida di Sommariva Bosco e Pizzio di Carmagnola, su progetto dell’architetto Giuseppe Gallo di Torino.
Da scritti dell’epoca risulta che, dopo approfondite consultazioni, si scelse lo stile architettonico barocco moderno con capitelli corinzi, perché meglio di altri conferiva all’intera struttura un aspetto maestoso e solenne.
Gli altari laterali furono dedicati, i due di sinistra, alle Anime Purganti ed al Cuore immacolato di Maria, ed, i due di destra, alla Madonna del rosario ed al Cuore di Gesù.
La spesa si aggirò sulle 100.000 lire; il comune concorse con un contributo di 10.000 lire.
L’inaugurazione avvenne il 1 ottobre dello stesso 1904, ed alla cerimonia presero parte l’arcivescovo di Torino, il cardinale Richelmy, la collegiata di Sant’Andrea di Savigliano e tutti i parroci delle città e dei paesi vicini.
All’interno della chiesa esiste una statua raffigurante sant’Antonio abate con i suoi attributi.
La costruzione del campanile risale al 1924.

 

Info:
Piazza Libertà, 8 – Monasterolo di Savigliano
Tel. 0172 373016

Segnalazione e immagini:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

Fonte:
www.comune.monasterolodisavigliano.cn.it

AMPEZZO (UD). La chiesa della Vergine del Rosario e san Daniele profeta, con altare dedicato a sant’Antonio abate

L’esterno della chiesa evidenzia la sua disposizione interna: una parte centrale longitudinale più alta di quelle laterali, un transetto e moderni ambienti di servizio nella parte retrostante (del 1956).
L’aula presenta tre navate di cui la centrale è molto più ampia e alta delle laterali, basse e piuttosto scure, con incassi nei muri laterali che ospitano il fonte battesimale, gli altari lignei ed i confessionali.
Il presbiterio, coperto da una volta a crociera, è sopraelevato con tre gradini e nettamente separato dallo spazio dei fedeli con due colonne d’ordine gigante che reggono l’imponente arco trionfale, soluzione simile a quella che Mario Cortenovis applicò anche nel Santuario udinese delle Grazie.
A destra e a sinistra entrando si notano i due altari in legno dorato e dipinto, entrambi sono opera di Giovanni Saidero.
Sulla parete destra si trova l’altare di Sant’Antonio abate, protettore degli animali, importantissimi per l’economia carnica basata sull’alpeggio.
Il paliotto, inquadrato da due specchiature laterali decorate con protomi umane e festoni, apparato decorativo comune a tutto il Seicento friulano, racchiude entro una cornice ovale la raffigurazione ad olio su tavola di san Antonio in preghiera nel bosco.
La predella decorata con cartigli e fondi dipinti a finto marmo, racchiude la targa con l’iscrizione «Q[UE] STA. HOPER[A]. FU FATA. L.AN[N]O/ 1637.SOTO LA CAMERAR[I]A DAL M.[AG] I[STE] R/ PIERO DAL NEGRO. FU COMINC[I] ATA/ ET SOTO LA CAMER[ARI]A DAL S[IGNO]R GIO BATTA/ SPANGAR[O]. FU FENITA. ET IO ZUAN[N] E/ SAIDERO DI VENZ[ON]E FECCE».
L’ altare è diviso in tre nicchie da colonne, nella centrale, più grande, è ospitato sant’Antonio, in quella a sinistra san Daniele, contitolare della parrocchiale, e a destra santa Caterina con la ruota del martirio, mentre i profili esterni sono decorati da volute e testine angeliche.
Sopra il timpano che inquadra la nicchia centrale si alza una cimasa ad arco ribassato, decorata con il ritratto di sant’Antonio, opera novecentesca di Marco Davanzo, che riprese probabilmente una pittura precedente, mentre ai lati si incurvano due timpani spezzati.

 

Fonte: www.guidartefvg.it