MONASTEROLO DI SAVIGLIANO (CN). Chiesa dei santi Pietro e Paolo apostoli, con statua di sant’Antonio abate

 

La costruzione della chiesa parrocchiale si deve all’intraprendenza di don Antonio Cavatorta, pievano di Monasterolo dal 1896 al 1920.
I lavori furono eseguiti, fra la primavera del 1899 e l’estate del 1904, dalle imprese Braida di Sommariva Bosco e Pizzio di Carmagnola, su progetto dell’architetto Giuseppe Gallo di Torino.
Da scritti dell’epoca risulta che, dopo approfondite consultazioni, si scelse lo stile architettonico barocco moderno con capitelli corinzi, perché meglio di altri conferiva all’intera struttura un aspetto maestoso e solenne.
Gli altari laterali furono dedicati, i due di sinistra, alle Anime Purganti ed al Cuore immacolato di Maria, ed, i due di destra, alla Madonna del rosario ed al Cuore di Gesù.
La spesa si aggirò sulle 100.000 lire; il comune concorse con un contributo di 10.000 lire.
L’inaugurazione avvenne il 1 ottobre dello stesso 1904, ed alla cerimonia presero parte l’arcivescovo di Torino, il cardinale Richelmy, la collegiata di Sant’Andrea di Savigliano e tutti i parroci delle città e dei paesi vicini.
All’interno della chiesa esiste una statua raffigurante sant’Antonio abate con i suoi attributi.
La costruzione del campanile risale al 1924.

 

Info:
Piazza Libertà, 8 – Monasterolo di Savigliano
Tel. 0172 373016

Segnalazione e immagini:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

Fonte:
www.comune.monasterolodisavigliano.cn.it

AMPEZZO (UD). La chiesa della Vergine del Rosario e san Daniele profeta, con altare dedicato a sant’Antonio abate

L’esterno della chiesa evidenzia la sua disposizione interna: una parte centrale longitudinale più alta di quelle laterali, un transetto e moderni ambienti di servizio nella parte retrostante (del 1956).
L’aula presenta tre navate di cui la centrale è molto più ampia e alta delle laterali, basse e piuttosto scure, con incassi nei muri laterali che ospitano il fonte battesimale, gli altari lignei ed i confessionali.
Il presbiterio, coperto da una volta a crociera, è sopraelevato con tre gradini e nettamente separato dallo spazio dei fedeli con due colonne d’ordine gigante che reggono l’imponente arco trionfale, soluzione simile a quella che Mario Cortenovis applicò anche nel Santuario udinese delle Grazie.
A destra e a sinistra entrando si notano i due altari in legno dorato e dipinto, entrambi sono opera di Giovanni Saidero.
Sulla parete destra si trova l’altare di Sant’Antonio abate, protettore degli animali, importantissimi per l’economia carnica basata sull’alpeggio.
Il paliotto, inquadrato da due specchiature laterali decorate con protomi umane e festoni, apparato decorativo comune a tutto il Seicento friulano, racchiude entro una cornice ovale la raffigurazione ad olio su tavola di san Antonio in preghiera nel bosco.
La predella decorata con cartigli e fondi dipinti a finto marmo, racchiude la targa con l’iscrizione «Q[UE] STA. HOPER[A]. FU FATA. L.AN[N]O/ 1637.SOTO LA CAMERAR[I]A DAL M.[AG] I[STE] R/ PIERO DAL NEGRO. FU COMINC[I] ATA/ ET SOTO LA CAMER[ARI]A DAL S[IGNO]R GIO BATTA/ SPANGAR[O]. FU FENITA. ET IO ZUAN[N] E/ SAIDERO DI VENZ[ON]E FECCE».
L’ altare è diviso in tre nicchie da colonne, nella centrale, più grande, è ospitato sant’Antonio, in quella a sinistra san Daniele, contitolare della parrocchiale, e a destra santa Caterina con la ruota del martirio, mentre i profili esterni sono decorati da volute e testine angeliche.
Sopra il timpano che inquadra la nicchia centrale si alza una cimasa ad arco ribassato, decorata con il ritratto di sant’Antonio, opera novecentesca di Marco Davanzo, che riprese probabilmente una pittura precedente, mentre ai lati si incurvano due timpani spezzati.

 

Fonte: www.guidartefvg.it

CASTIGLIONE DEI PEPOLI (BO). “Chiesa Vecchia”, statua e dipinto di s. Antonio abate

La chiesa della Beata Vergine della Cintura è più nota come “Chiesa Vecchia” e fu ricostruita nella seconda metà del Seicento.

 

Conserva una statua di 136 x 80 x 60 cm, risalente ai secolo XVII-XVIII, in legno e cartapesta che raffigura sant’Antonio abate seduto su un seggio in atto di benedizione; impugna con la sinistra un bastone da cui pende una campanella; ai suoi piedi i tradizionali attributi: la mitria, la fiamma e il maialino che lascia trasparire qualche accento di gusto popolare. La scultura è caratterizzata dalle proporzioni allungate delle membra e dall’ampio panneggio delle vesti che chiude la figure in un’ellissi quasi perfetta. Una grande tau dorata è sullo scapolare.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800023417

 


Nella chiesa è anche un’ancona lignea scolpita dopo il 1657, anno in cui fu offerto dai fedeli il legname necessario. Anche la pala che contiene, un olio su tela di 230 x 155 cm, potrebbe risalire «alla metà del secolo XVII e sembra dello stesso autore del dipinto, di analoga composizione, visibile sull’ancora della cappella di S. Antonio di Padova; è la stessa mano della tavola con la “Madonna con il Bambino e Santi” conservata in sacrestia e proviene dall’antica chiesa. L’artista potrebbe essere un “Don Sebastian Chareti pitore da Fontana, maestro di scolla a Castiglione”, che restaurò, nel 1645, la statua della Madonna e il cui nome è l’unico tramandato. E’ in effetti artista in ritardo che riprende, in termini modesti, moduli cinquecenteschi restituiti con ingenuità. D’interesse iconografico il riferimento al territorio castiglionese, sintetizzato con gli abeti e i castagni. L’affollamento delle figure segnala la particolare devozione degli abitanti del territorio per s. Lucia e s. Antonio, che erano già affrescati sui muri della chiesa antica.»

La pala raffigura Santa Lucia (in alto) con (in basso su un prato) i santi Cristoforo, Sebastiano, Fabiano, a sinistra; Petronio, Antonio abate e Francesco a destra; Nell’angolo inferiore destro, sotto s. Antonio, il muso del maiale.
Sant’Antonio, con la tau sul mantello, tiene con la mano sinistra un libro e con la destra il bastone cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800023422

MONTECASTELLO (AL). Collocazione ignota, statua di s. Antonio abate, 1500

Il Catalogo dei Beni Culturali segnala nel comune di Montecastello AL, ma senza indicare la chiesa in cui é conservata, una statua lignea, opera di bottega piemontese del 1500, caratterizzata dalle mani troppo grandi, non proporzionate con il resto del corpo.

Sant’Antonio abate tiene con la mano destra il fuoco e con la sinistra un bastone.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72725/Chiesa+di+Santa+Maria+di+Ponzano+%7C+Montecastello+%28AL%29

BAGOLINO (BS). Collocazione ignota, statua e bassorilievo di s. Antonio abate, XV e XVI secolo

La statua misura 158 x 66 x 50 cm, realizzata nel XVI secolo da Stefano Lamberti (Brescia, 1482 – 1538). «La statua è di grande nobiltà, sia per l’espressione del viso, sia per l’atteggiamento della persona e la forza del modellato  è di grande nobiltà, sia per l’espressione del viso, sia per l’atteggiamento della persona e la forza del modellato. Il drappeggio, sobrio e fluido, avvolge tutta la persona con grave dignità. I tratti del volto, pur con una certa rustica familiarità e bonarietà, sono di sapiente fattura come i capelli e la barba che non rinunciano a una certa simmetria stilizzante. La statua originariamente era decorata con doratura e fiori vivaci, che s’intravedono fra le pieghe del panneggio dove non è giunto il pennello del deturpatore. …
Sant’Antonio abate, seduto su una specie di trono, di cui buona parte sembra essere stato asportato per adattarlo in una nicchia, ha in capo la mitra abbaziale, e, mentre con la sinistra tiene il campanello, alza la destra a benedire.» Il piviale, dorato, è avvolto entro la cocolla fratesca di colore scuro.


Parte del testo e immagine
:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300043506


Il tondo in pietra a bassorilievo misura 40 cm e raffigura il busto di sant’Antonio abate e mostra un certo realismo non troppo fine, unito a un modellato abbastanza accorto che lo collegano alla scultura bresciana del secolo XV.
Il Santo ha la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra tiene un bastone pastorale. La campanella, iconografia inconsueta, pende dalla spalla sinistra.

Parte del testo e immagine:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300043306