MONTJOVET (AO), frazione Saint Germain. Chiesa di Saint-Germain, statua di s. Antonio abate, XV-XVI secolo

Chiesa a pianta rettangolare con grande porticato all’ingresso, costruita verso la fine del secolo XVII mentre il campanile risale al XVI secolo.

Conserva una scultura di area alto-renana che raffigura sant’Antonio abate, alta 64 cm.
Datata tra l’ultimo quarto del XV secolo e i primissimi decenni del XVI.
Scolpita a mezzo tondo in un tronco unico di latifoglia, verosimilmente in tiglio. Gli unici due masselli, frutto di un recente rifacimento, sono la mano sinistra e il bastone con la campanella, di fattura rozza e sproporzionata, realizzati con legno di conifera la prima e con un legno di latifoglia molto tenero il secondo.
L’intaglio della scultura è assai accurato sul recto mentre sul verso, scavato profondamente nella porzione centrale, è solo sbozzato.
Decorato con oro zecchino, s. Antonio tiene nella mano destra un libro aperto.
La statua è stata sottoposta recentemente a restauro, cfr. fotografia in alto dell’opera prima e dopo.

 

Bibliografia:
Zidda Gianfranco; Cuaz Novella, Una scultura di area alto-renana nella chiesa
di Saint-Germain a Montjovet, Bollettino n° 7 – 2010 ©2011, pp. 133-37

VALTOURNENCHE (AO). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa si affaccia su una silenziosa piazzetta nel cuore del capoluogo. Piazza delle Guide, 1
https://maps.app.goo.gl/PU6qEDHrYCmFMFkW9

 

La costruzione risale al 1420, anno in cui sostituì una precedente cappella del 1412.
L’edificio attuale è frutto del rifacimento del 1854. Gli interni furono rifatti e abbelliti a più riprese nel corso del XIX secolo.
La torre campanaria, intonacata, a pianta quadrata, con un doppio ordine di bifore e copertura a cuspide, sorge isolata: fu costruita, probabilmente nel sito del precedente campanile tardo gotico, tra il 1760 e il 1763 per volontà del parroco Jean-Jacques Perruquet che regalò anche la campana maggiore.
La facciata è coronata da un timpano e d è preceduta da un portico/pronao in forme neoclassiche.
La chiesa ha pianta rettangolare a tre navate.


Tranne per la pala dell’altare maggiore del pittore Stornone [Giuseppe (Ivrea,1816 – 1890) o il figlio Giovanni (Ivrea, 1848 – 1917)], tutte le pitture murali sono di Ettore Mazzini (1891 – 1960) realizzate a metà del Novecento.
Oltre all’altare maggiore in marmo policromo con tabernacolo e ciborio del 1825, si conservano altri due altari di fattezze quasi identiche. Sono entrambi in legno intagliato, dipinto ed in parte dorato, ed hanno quattro colonne tortili di diversa dimensione, separate da una cornice e oggi posti a lato del presbiterio, Oltre alla statua nella nicchia avevano una tela che veniva abbassata per le cerimonie delle confraternite. La tela della Vergine, dell’altare a destra, del pittore Vittorio Avondo (Torino, 1836 – 1910), è oggi conservata in sacrestia.
Pulpito e decorazioni lignee sono ottocenteschi.

 

Sul lato destro del presbiterio, si trova un piccolo Museo di Arte Sacra in cui sono conservati alcuni arredi provenienti anche dalle altre Cappelle della Parrocchia. Le due opere più notevoli sono le sculture lignee di dimensioni maggiori che raffigurano i due patroni della parrocchia, il vescovo san Grato e Antonio Abate, che possono risalire all’inizio del XVI secolo, di anonimo scultore di Basilea. Dismesse dalla parrocchiale, erano state riutilizzate nella cappella di Cheneil, benedetta nel 1899. Restaurate nel 2008-9.
S. Antonio tiene nella mano destra un bastone a stampella cui è appeso un campanello; nella sinistra un libro aperto.

La chiesa conserva anche una bella statua di Sant’Antonio abate del 1893.

 

Bibliografia e foto statua:
Vallet Viviana Maria; Papone Paolo, Il restauro delle sculture lignee del Museo d’Arte Sacra di Valtournenche, Bollettino n° 6 – 2009 ©2010, Regione Valle d’Aosta, pp. 182-3

Link:
https://www.lovevda.it/it/banca-dati/8/chiese-e-santuari/valtournenche/chiesa-parrocchiale-di-sant-antonio-abate/1015

https://www.youtube.com/watch?v=Hy8bK3XdYPE&ab_channel=CervinoSkiParadise

VALLE CANNOBINA (VCO), frazione Cursolo. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Cursolo-Orasso è stato un comune sparso che dal 1º gennaio 2019 si è fuso con i comuni di Falmenta e Cavaglio-Spoccia per dare vita al nuovo comune di Valle Cannobina.
La chiesa sorge nell’abitato.
https://maps.app.goo.gl/eonBVx9CgLscYEqK8

 

L’attuale chiesa, dedicata al patrono del paese, fu costruita tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento dal parroco Lucchinetti, per dare alla comunità di Cursolo un edificio capiente e decoroso, demolendo la struttura precedente: ne dà testimonianza la data 1899 dipinta sull’affresco del Sacro Cuore in facciata.
L’antico tempio, secondo le fonti documentarie, era a sua volta frutto dell’ingrandimento progressivo di un’originaria chiesetta dedicata a Sant’Antonio abate, esistente almeno dal 1421. Intorno al 1450 fu ampliata e munita di portico. Recepite le prescrizioni del cardinal Federico Borromeo in visita nel 1605, divenne parrocchia autonoma da Orasso nel 1620. A inizio ‘700 vi furono fondate le Confraternite del SS. Sacramento e del Crocifisso. Nel 1756 con il contributo del card. Pozzobonelli, arcivescovo di Milano, e della popolazione, fu costruito l’attuale campanile, come ricorda l’iscrizione sopra il cornicione del basamento.

La facciata presenta un portichetto pensile sollo l’affresco del Sacro Cuore e in alto una vetrata con Cristo risorto.

L’interno è a navata unica presenta con abside poligonale, in cui, dietro l’altare maggiore, in legno ricoperto d’ebano con intarsi d’argento, del 1645, sono collocate le nicchie con statue di sant’Antonio abate a sinistra e s. Antonio di Padova a destra.

Il paliotto dell’altare maggiore presenta la figura di sant’Antonio abate con la tau sul mantello e le braccia aperte; dietro di lui a sinistra un diavolo e a destra un maiale. Ai suoi piedi, a terra, un libro, un bastone a croce e un teschio.

Lungo le pareti laterali si aprono sei cappelle: la prima a sinistra presso il presbiterio è dedicata al Crocifisso con un crocifisso ligneo di fine XVII-inizi XVIII secolo; la donazione del simulacro nel 1721 è ricordata da un affresco visibile sopra la porta della sacrestia.

Sotto l’altare, entro una teca in vetro, si conserva una scultura di Cristo Morto, eseguita dal laboratorio Bottelli di Novara, mentre ai lati si trovano le statue della Madonna Addolorata e di San Giovanni del 1926.
Sempre a sinistra si trovano le cappelle dell’Immacolata, con statua di inizio Novecento entro una nicchia, e delle Anime Purganti, affrescata nel 1903 dal pittore Francesco Baronio di Torino. Presso l’ingresso si trova la cappella del Battistero.
Lungo la navata di destra si apre la cappella della Madonna del Rosario con una pala del 1705 e la statua lignea seicentesca della Madonna del Rosario. Segue la cappella di San Luigi Gonzaga, con la statua del Santo entro una nicchia, nella volta e nelle lunette affreschi con episodi della sua vita. Infine la cappella dedicata all’Angelo Custode, dipinta nel 1907 dal pittore Rodolfo Gambini (1855-1928) di Alessandria.
La chiesa conserva inoltre una statua del Sacro Cuore in legno e una della SS. Maria del Rosario.

 

 

Parte del testo e immagini da:
https://circuitodeisanti.it/cannobina-66.html

https://culturedinsieme.it/index.php/libreria/17-chiesa-di-cursolo

PREMIA (VCO). Collocazione ignota, varie immagini e statua di s. Antonio abate

Il Catalogo dei Beni Culturali segnala nel comune di Premia, ma senza dare la precisa collocazione, alcune immagini di sant’Antonio abate.

 

Madonna con Bambino in gloria, sant’Antonio abate e san Carlo Borromeo”, olio su tela di 240 x 200 cm, di autore ignoto di ambito ossolano, risalente alla seconda metà del Seicento, ma ridipinta nel 1821, come attesta l’iscrizione: “RENOV VAT. 1821”.
Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra con un grande libro sotto il braccio sinistro e nella mano destra un bastone a tau cui è appesa una campanella. Un grosso maiale dal pelo chiaro spunta dietro il Santo a destra. (Immagine in alto.)

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100143118


 

Sant’Antonio abate”, paliotto a olio su tela incollata su tavola di forma ottagonale che misura 51 x 43 cm, di autore ignoto ossolano. Databile alla seconda metà del Settecento.
Raffigura il Santo a ¾ mentre tiene con la mano destra un grande libro appoggiato a un ripiano su cui è una campanella e con la sinistra un bastone.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100143117


 

Sant’Antonio abate”, paliotto di forma ovale con cornice lignea, sagomata, scolpita e dorata. Di ignoto autore di ambito ossolano e datato al primo quarto del XIX secolo.
Sant’Antonio abate è raffigurato a mezzo busto mentre sta leggendo un libro e appoggia le mani su un bastone a tau cui è appesa una campanella.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100136083


 

 

“Stendardo con sant’Antonio abate e simboli funerari”, tela di manifattura italiana con il Santo dipinto a tempera; teletta d’argento e teletta d’oro (teschio e medaglione); ricamo in filo dorato e filo di seta; datato per iscrizione nel medaglione in basso: “SOCIETA’ DI S. ANTONIO 1882”. Misura 215 x 85 cm.
Sul verso dello stendardo è raffigurata  una croce con fiammelle.

Sant’Antonio tiene un libro aperto nella mano destra, nella sinistra un bastone a stampella e una campanella.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100136012-1


 

“Statua di sant’Antonio abate”, lignea di 31 x 11 x 10 cm, con segni di doratura e pittura, di ignoto artista di ambito tedesco, risalente alla seconda metà del XVI secolo.
La figura del Santo, come tutte quelle appartenenti a questo gruppo (ss. Giovanni, Luca, Marco, Matteo e Michele Arcangelo) costituiva l’ornamento di un’ancona di cui è ignota l’originaria collocazione (non menzionata nell’inventario della parrocchiale del 1618) sull’altare maggiore; è intagliata a tutto tondo pieno e non è dipinta sul retro. Sul capo si nota un foro, che serviva per l’incastro dell’aureola ora mancante.

Sant’Antonio tiene un libro aperto nella mano destra e un bastone nella sinistra. Un maialino scuro è dietro di lui a sinistra.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100136044

PREMIA (VCO), frazione Rivasco. Oratorio di Sant’Antonio abate

L’Oratorio sorge nella frazione Rivasco del comune di Premia.
https://maps.app.goo.gl/Q9wKwXMF47H1WYUR8

L’edificio attuale risale al 1592.
La facciata a capanna presenta sopra il portale, affiancato da due finestrelle, un dipinto raffigurante sant’Antonio abate. Un piccolo campanile e sul tetto a destra.

La L’oratorio conserva al suo interno una pregevole acquasantiera, essenziale nell’esecuzione in pietra, che riporta sul basamento la data 1546.
Dietro l’altare un affresco della seconda metà del ‘500 raffigurante la Madonna con il Bambino, in alto e in basso s. Antonio abate con a sinistra san Rocco e a destra san Sebastiano. S. Antonio ha nella mano sinistra un bastone pastorale.

Il paliotto dell’altare è una formella lignea che raffigura s. Antonio abate: il piccolo maiale sporge dal saio, nella mano sinistra tiene il bastone cui è appesa una campanella.

 

Sulla volta della navata campeggia un bell’affresco devozionale che ritrae la gloria di S. Antonio abate, datato 1857.
Per approfondire:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100174519

 

Vi è anche una statua lignea della Madonna di Loreto; un reliquiario in argento con reliquia di s. Antonio abate e la scritta “La Compagnia di Roma Fecit Anno Domini 1710” (molti erano gli Ossolani che al tempo si erano trasferiti a Roma).

 

Link e immagini:
https://iraccontidelviandante.wordpress.com/2019/12/15/intorno-alla-stube/