VERONA, frazione Chievo. Chiesa di Sant’Antonio abate, con varie immagini del Santo
Piazza Chievo, 24
https://goo.gl/maps/GQUCYc8sfMAPoEEZA
L’originaria cappella di Chievo, dedicata alla Beata Vergine Maria, risultava già esistente nel 1443; essa era filiale della chiesa di San Procolo che a sua volta dipendeva dall’abbazia di San Zeno.
Nel 1518 la cappella di S. Maria, allora situata in prossimità della cinta muraria, fu demolita perché la Repubblica di Venezia, al fine di adeguare alla guerra d’artiglieria le difese di Verona, ordinò l’abbattimento di qualsiasi fabbricato, civile e religioso, nel raggio di un miglio dalle mura cittadine.
L’ edificio fu ricostruito nel luogo attuale, in riva all’Adige, su un clivus o rilievo, da cui deriva il toponimo Chievo. In seguito, alla dedicazione originaria cominciò ad essere affiancata quella a S. Antonio abate.
La chiesetta, eretta a parrocchiale nel 1595, fu rimaneggiata e ampliata nel Settecento secondo il gusto neoclassico del periodo; nel 1770, anno di soppressione dell’abbazia di S. Zeno Maggiore, divenne di proprietà diocesana e nel 1778 fu consacrata e solennemente dedicata a S. Antonio abate. L’evento è ricordato da un’iscrizione incisa sull’architrave del portale d’ingresso, il cui testo recita: “D.O.M. DIVOQUE ANTONIO ABATI DICATUM MDCCLXXVIII”.
Fu poi riconsacrata il 30 settembre 1900 da monsignor Bartolomeo Bacilieri.
Nel 1937 la chiesa di S. Antonio abate fu ampliata in lunghezza con la costruzione di due campate e il conseguente rifacimento della facciata (che venne riedificata praticamente identica a quella demolita). Nello stesso anno venne anche posata la pavimentazione delle navatelle laterali in seminato veneziano. Tra il 1937 ed il 1946 l’interno fu decorato dagli artisti Agostino Pegrassi e Adolfo Mattielli.
Nel 1954 si provvide a costruire il nuovo campanile e il vecchio fu demolito nel 1956.
e nel 1980 la chiesa venne adeguata alle norme postconciliari.
Nel 2006 vi fu l’intervento di restauro delle facciate e delle statue acroteriali; nel 2008 la manutenzione straordinaria della copertura della chiesa.
Esternamente l’edificio si presenta con facciata a salienti. Al centro del corpo centrale, inquadrato da due coppie di paraste con capitelli corinzi, si apre il portale d’ingresso di forma rettangolare sormontato da un timpano. Più in alto una finestra di gusto barocco illumina la navata centrale. Nelle ali laterali, raccordate al corpo centrale tramite due volute, sono aperte due finestre di forma rettangolare, anch’esse di gusto barocco. Conclude verticalmente il prospetto il timpano semicircolare. Coronano il prospetto quattro statue acroteriali in tufo, recentemente restaurate, raffiguranti S. Carlo Borromeo, S. Giuseppe e Gesù Bambino, S. Pietro Martire e S. Antonio abate.
Una statua di S. Antonio opera di Romeo Cristani (1855 -1920), è collocata entro una nicchia in cemento (immagine a sinistra); originariamente essa si trovava all’interno della chiesa, dove ora c’è il dipinto del Pegrassi raffigurante Sant’Antonio abate visita san Paolo... , vedi infra.
Distante alcuni metri dalla parrocchiale, sul lato sud, è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una bifora ed è coronata dalla guglia piramidale.
All’interno, la chiesa presenta un impianto planimetrico di tipo basilicale a tre navate separate da archeggiature a tutto sesto sostenute da tozzi pilastri impostati su un alto basamento; la navata maggiore si prolunga con il vano a pianta quadrangolare del presbiterio, rialzato di due gradini e concluso con il coro a sviluppo semicircolare; il presbiterio si apre su entrambi i lati verso due cappelline con altare, rialzate di due gradini e protette da balaustrata, collocate a chiusura della navate minori: la cappella di S. Giuseppe sul lato meridionale, la cappella della Madonna del Rosario sul lato opposto; da quest’ultima avviene l’accesso alla cappella feriale ed alla sacrestia.
L’ingresso principale della chiesa si apre al centro della parete di facciata; è presente un’entrata laterale sul fianco meridionale dell’aula (navata destra), su di esso un’altra statua di s. Antonio in vesti vescovili, di 100 x 45 cm, risalente al XVIII secolo, immagine a destra.
Gli immobili che completano il complesso parrocchiale (casa canonica e centro parrocchiale) insistono in corrispondenza dei lati orientale e settentrionale della chiesa.
L’ambiente interno della chiesa si caratterizza per l’intenso e sovrabbondante apparato decorativo che adorna le pareti con rivestimenti in marmi policromi e con il ciclo pittorico della “Via Crucis”, opera dei pittori Agostino Pegrassi e Adolfo Mattielli (XX secolo); l’invaso della navata centrale è coronato da una trabeazione sostenuta da lesene ioniche; nella parete absidale un’edicola in marmi policromi inquadra un affresco del XVI secolo raffigurante la “Pietà con S. Pietro martire e S. Antonio abate”, proveniente dalla primitiva chiesa parrocchiale.
Di Agostino Pegrassi (1900 -1957) anche alcuni affreschi con Storie di sant’Antonio abate (1937) tra cui Sant’Antonio abate visita San Paolo Eremita nel deserto e Tentazioni di sant’Antonio abate.
La navata maggiore e le navate laterali sono coperte da una teoria di volte a crociera in muratura, separate da costolonature lisce trasversali, intonacate e tinteggiate, decorate con cornici policrome a motivi floreali opera del pittore Pietro Negrini (XX secolo); dello stesso autore è la decorazioni della volta a botte unghiata che sovrasta il presbiterio; il catino absidale è ornato con un dipinto raffigurante “S. Cecilia tra angeli musicanti“.
Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17748/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate</>
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500328393
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500328392
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500328421








