COLLOCAZIONE IGNOTA. “Le tentazioni di sant’Antonio abate” di C. Procaccini, 1590-95

Olio su tela di 255 x 190 cm.
Il Santo eremita è rappresentato come un anziano dalla lunga barba con il saio che lo identifica come padre del monachesimo. Il dipinto presenta un’iconografia molto simile a quella rappresentata da Paolo Veronese nel quadro, ora al Musée des Beaux-Arts di Caen (1552-1553), commissionato da Ercole Gonzaga per il Duomo di Mantova vedi scheda.
Il Santo è accasciato a terra aggredito dai demoni che lo trattengono e lo percuotono con catene e bastoni. Lo sguardo dell’eremita, con la testa spinta in basso dal demone di destra, è rivolto verso una figura femminile che nasconde, sotto le sembianze di una giovane donna bionda con ricca acconciatura e una preziosa collana di perle, un demone con corna e artigli, così come nel quadro del Veronese che fu con buona certezza di ispirazione per Procaccini.
Nella pala di Procaccini la scena è illuminata dall’alto da lingue di fuoco, elemento che suggerisce sia le fiamme dell’inferno sia la malattia, detta “fuoco di Sant’Antonio” che, in epoca medievale, si credeva potesse essere curata dal lardo di maiale, animale che spesso accompagna la figura del Santo.
La pala, con supporto in tela “saia” o “a spina di pesce”, che traspare dalla superficie del manto pittorico, è probabilmente databile al 1590-1595 (Morandotti 2007, p. 192) in anni vicini agli incarichi ricevuti dall’artista dalla Fabbrica del Duomo di Milano e per l’apparato decorativo della chiesa di Santa Croce a Riva San Vitale, nell’attuale Canton Ticino (1591-1592). Dal confronto con quest’ultimo ciclo si coglie la similitudine tra la figura di sant’Antonio abate e la poderosa anatomia di Costantino nella grande tela con la “Visione”, che a sua volta replica quella di “San Paolo” nella giovanile “Conversione” dipinta per la basilica di San Giacomo Maggiore a Bologna (1573).

L’opera è stata pubblicata nel 2003 come “grande e stupenda pala (…) di Camillo Procaccini” proveniente “dalla collezione dei marchesi Soranzo Picenardi (CR), successivamente alienata, insieme ad altre e “per ultime a causa del grande formato e detenute attualmente presso raccolte private del luogo” (Bocchi 2003, pp. 145, 150, fig. 148).
Nel 2007 Morandotti ha messo correttamente il dipinto in relazione con il disegno, datato 1590-95, conservato al British Museum di Londra ed esposto nella mostra “Camillo Procaccini (1561-1629). Le sperimentazioni giovanili tra Emilia, Lombardia e Canton Ticino” (Rancate, Pinacoteca Cantonale Giuvanni Zust, Morandotti 2007, pp. 192-193, n. 24). Lo studioso ha ipotizzato inoltre che la pala possa essere identificabile nel quadro citato da Malvasia in “Felsina pittrice” (Bologna 1678) “in casa Stampa a Milano”. Malvasia, nella vita di Camillo Procaccini, descrive a Milano due dipinti raffiguranti sant’Antonio abate: il primo “nella bellissima Chiesa di S. Antonio de’ RR.PP. Teatini all’Altar maggiore”, con “il S. Antonio steso a terra, in così grato iscorto, con il Signore sopra, che similmente in graziosissimo scorto gli appare…”, il secondo “in casa della Sig. March. Stampa il bel S. Antonio tentato da’ Diavoli” (Malvasia 1678, I, pp. 282, 285). L’iconografia del dipinto in questione è riconoscibile con ogni probabilità nel quadro di palazzo Stampa; considerata inoltre la presenza, in basso a destra, della traccia della combustione di una candela è possibile che fosse collocata sull’altare di una cappella privata. Rispetto al disegno del British Museum la tela ha un formato più allungato e non sono presenti, nella parte superiore, gli altri demoni dalle sembianze mostruose. E’ inoltre possibile che il disegno del British Museum caratterizzato da un alto livello di elaborazione e finitura, non sia da considerarsi preparatorio al dipinto in oggetto, ma una derivazione. Dal disegno venne tratta un’incisione in controparte dall’artista fiammingo Abraham Blooteling (1675 ca.).

 

L’opera è in collezione privata, in vendita nel 2015 da Adolfo e Alessio Nobili Dipinti Antichi. Vedi
https://artslife.com/2015/09/11/un-dipinto-di-procaccini-da-galleria-nobili-milano-a-biaf/

Bibliografia:
Marini P.; Aikema B., Paolo Veronese. L’illusione della realtà, catalogo della mostra (Verona), Milano 2014, pp. 62-65, nn. 1.13, 1.14
Mazza A., Gli esordi emiliani di Camillo Procaccini tra Bologna e Reggio, in: Camillo Procaccini (1561-1629), 2007, pp. 31-32, ill.2

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800682353

 

CONFEDERAZIONE ELVETICA – SERRAVALLE, frazione Malvaglia. Oratorio di Sant’Antonio abate

Località Rongie
https://goo.gl/maps/MBjJeMjjgkea6BCL9

 

L’oratorio è citato negli anni 1426 e 1433 in atti redatti in loco de Ruziis ad ecclesiam S. Antoni.
La cappella laterale fu aggiunta nel 1676 ed è delimitata da un cancello in ferro battuto coevo. Importanti trasformazioni avvennero nel XIX secolo.
Costruzione a navata unica con coro poligonale sul cui fianco destro sorge il campanile neogotico.
Il restauro è recente. Nella lunetta sopra il portale: affresco dell‘Ecce Homo, dell’inizio del XVII secolo, nascosto da un dipinto contemporaneo.

All’interno, la volta a vela lunettata del coro è decorata con affreschi dell’inizio del XVII secolo con scene della Vita di sant’Antonio abate. I dipinti sono stati ritoccati e sono incorniciati con stucco.

Sulla volta a botte è raffigurata l‘Assunta della seconda metà del XIX secolo, attribuita a Tommaso Calgari di Osco. L’altare del Seicento in marmi policromi reca una pala con la Crocefissione con sant’Antonio abate e san Carlo Borromeo.

L’arredo liturgico è nuovo. Addossato alla controfacciata il confessionale del 1716 è sovrastato da una tela del XVII secolo col Crocifisso.

 

Link:
https://www.ticino.ch/it/commons/details/Oratorio-di-S-Antonio/5126.html

CONFEDERAZIONE ELVETICA – BLENIO, frazione Aquila. Oratorio di Sant’Antonio abate

Frazione Aquila
https://goo.gl/maps/zzNBFp98XoudJEHT6

 

L’oratorio fu edificato nel 1669 e fu restaurato esternamente e internamente nel 1995-99.
Conserva tracce di graffiti decorativi sul fianco destro e un affresco sulla facciata che raffigura sant’Antonio abate con bastone, campanella e maiale, attribuito a Giovanni De Giorgi ? (1684-1717).

All’interno conserva un dipinto del 1578 con la Madonna in trono con Santi attribuito a Giovanni Battista Tarilli di Cureglia – Lugano (1549 – 1614).

 

Chiavi della chiesa presso la Parrocchia di Aquila.


Link:

https://www.ticino.ch/it/commons/details/Oratorio-di-S-Antonio-Abate/2832.html#features

FRANCIA – PARIGI. Museo del Louvre, “Tentazione di sant’Antonio” di S. Ricci, XVIII secolo

Olio su tela di 48 x 38 cm
Inventario numero MNR 279

Proviene forse dalla collezione Paul Bureau (vendita galleria Georges Petit il 20 maggio 1927). La storia dell’opera è incompleta tra il 1933 e il 1945; portato in Germania, fu rimpatriato in Francia nel 1946 presso la sede della commissione per il recupero artistico; fu attribuito al Museo del Louvre (dipartimento della pittura) nel 1950.

Opera di Sebastiano Ricci (Belluno, 1659 – Venezia, 1734) pittore che seppe imporre, a Venezia e anche all’estero, un gusto nuovo, formato con meditazione, ma risolto con ardimento su di un piano apertamente rococò. Egli elaborò una personale rivisitazione dei maestri veneti del XVI secolo e dei grandi pittori emiliani e romani.

 

Altra opera con lo steso soggetto si trova a Mulhouse in Francia vedi scheda.

 

Link:
https://www.pop.culture.gouv.fr/notice/mnr/MNR00279

https://www.treccani.it/enciclopedia/sebastiano-ricci_%28Dizionario-Biografico%29/


Sebastiano Ricci dipinse diverse altre opere con soggetto “Tentazione di sant’Antonio abate”.

https://www.santantonioabate.afom.it/argelato-bo-quadreria-del-ritiro-san-pellegrino-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1706-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/feltre-bl-museo-diocesano-di-arte-sacra-santantonio-abate-di-sebastiano-ricci/

https://www.santantonioabate.afom.it/firenze-museo-bardini-galleria-corsi-tentazioni-di-santantonio-abate-di-s-ricci-1706/

https://www.santantonioabate.afom.it/francia-mulhouse-museo-delle-belle-arti-tentazione-di-santantonio-abate-di-s-ricci-xviii-secolo/

https://www.santantonioabate.afom.it/germania-monaco-di-baviera-gemaldegalerie-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1700-24/

https://www.santantonioabate.afom.it/milano-castello-sforzesco-pinacoteca-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1694/

https://www.santantonioabate.afom.it/milano-collezione-porro-tentazione-di-s-antonio-di-s-ricci-1700-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/russia-sanpietroburgo-museo-hermitage-tentazione-di-s-antonio-di-s-ricci-1706-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/venezia-ca-rezzonico-le-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci/

https://www.santantonioabate.afom.it/collocazione-ignota-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci/

FRANCIA – MULHOUSE. Museo delle Belle Arti, Tentazione di sant’Antonio abate di S. Ricci, XVIII secolo

Olio su tela di 117 x 88 cm
Inventario numero D.58.1.84 Esposto nella sala 724
Lasciato in eredità al Museo nel 1924 da Henri Spoerli.

Opera di Sebastiano Ricci (Belluno, 1659 – Venezia, 1734) pittore che seppe imporre, a Venezia e anche all’estero, un gusto nuovo, formato con meditazione, ma risolto con ardimento su di un piano apertamente rococò. Egli elaborò una personale rivisitazione dei maestri veneti del XVI secolo e dei grandi pittori emiliani e romani.

Il museo delle Belle Arti di Mulhouse, istituito nel 1864, possiede una collezione di opere d’arte dal XV al XX secolo delle scuole  francese, fiamminga, olandese, tedesca e italiana. La pittura degli anni 1860-1914 è il suo punto di forza.

Altra opera con lo stesso soggetto al Louvre a Parigi vedi scheda.

Immagine da Wikimedia

Link:
https://beaux-arts.musees-mulhouse.fr/collections/

https://www.treccani.it/enciclopedia/sebastiano-ricci_%28Dizionario-Biografico%29/


Sebastiano Ricci dipinse diverse altre opere con soggetto “Tentazione di sant’Antonio abate”.

https://www.santantonioabate.afom.it/argelato-bo-quadreria-del-ritiro-san-pellegrino-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1706-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/feltre-bl-museo-diocesano-di-arte-sacra-santantonio-abate-di-sebastiano-ricci/

https://www.santantonioabate.afom.it/firenze-museo-bardini-galleria-corsi-tentazioni-di-santantonio-abate-di-s-ricci-1706/

https://www.santantonioabate.afom.it/francia-parigi-museo-del-louvre-tentazione-di-santantonio-di-s-ricci-xviii-secolo/

https://www.santantonioabate.afom.it/germania-monaco-di-baviera-gemaldegalerie-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1700-24/

https://www.santantonioabate.afom.it/milano-castello-sforzesco-pinacoteca-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1694/

https://www.santantonioabate.afom.it/milano-collezione-porro-tentazione-di-s-antonio-di-s-ricci-1700-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/russia-sanpietroburgo-museo-hermitage-tentazione-di-s-antonio-di-s-ricci-1706-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/venezia-ca-rezzonico-le-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci/

https://www.santantonioabate.afom.it/collocazione-ignota-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci/