COLLOCAZIONI DIVERSE. Vari dipinti con “La tentazione di sant’antonio abate” di J. van de Venne, XVII secolo

Jan van de Venne o Jan van der Venne, noto in passato come Pseudo van de Venne (attivo nel 1616 – morto prima del 1651), è stato un pittore fiammingo di genere e di scene religiose. Dipinse anche varie versioni della Tentazione di Sant’Antonio . Questo soggetto era molto popolare nell’arte fiamminga dalla fine del XV secolo.

 

FRANCIA – DUNKERQUE. Musée des Beaux-Arts,La tentazione di sant’Antonio” di J. van de Venne

Olio su tavola, 1631-51.

Il Museo è chiuso dal 2015 per cambio di sede.

 

 

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dunkerque_musee_BA_van_der_vinnen_st_antoine.JPG
https://www.pop.culture.gouv.fr/notice/museo/M0621

https://en.wikipedia.org/wiki/Jan_van_de_Venne


GRAN BETAGNA – BATH. Holburne Museum of Art,La tentazione di sant’Antonio” di J. van de Venne

Olio su tavola di 73,7 x 51,7 cm . Prima metà XVII secolo.
Inventario numero A35
Provenienza: Sir Thomas William Holburne, dal 1867 al 1874; per discendenza a Mary Anne BarbaraHolburne (1802-1882), 1874; lasciato in eredità al Museo dalla signorina Mary Anne Barbara Holburne 1882
Il quadro mostra Sant’Antonio in una grotta inginocchiato davanti a un tavolo con dei libri. Alla sua destra compaiono fantasmi fantasiosi e sullo sfondo una strega con una giovane donna.

Immagine da Wikimedia
Link:

https://www.vads.ac.uk/digital/collection/NIRP/id/32841/rec/7


PAESI BASSI – UTRECHT. Museum Catharijneconvent , “Tentazione di Sant’Antonio” di J. van de Venne

Olio su pannello di 72 x 104 cm, secondo quarto del XVII secolo.
Inventario numero 2002 In prestito al Museo da Collezione privata, 1976.

Sant’Antonio abate è inginocchiato a sinistra, si appoggia a un libro e di fronte a lui sono demoni mostruosi e in forma umana.

Link:
https://rkd.nl/explore/images/59417


COLLOCAZIONE IGNOTA. La tentazione di sant’Antonio” di J. van de Venne

Olio su tavola di 72 x 89 cm, dipinto nel 1640 circa
Venduta all’Auktionshaus imKinsky il 28 novembre 2013 a Vienna (lotto 2).
Questa versione è una copia di quella conservata a Bath.
Il dipinto è stato sapientemente pulito e restaurato prima della vendita. La rimozione dei ritocchi più antichi spiega le piccole differenze dalle illustrazioni precedenti.

Immagine da Wikimedia
Link:
https://web.archive.org/web/20150402130023/http://www.imkinsky.com/de/app/kataloge/alte-meister_98-5/lot0002_jan-van-der-venne-genannt-pseudo-van-der-venne.html#popup


Una versione con lo stesso tema, anch’essa attribuita a Van der Venne, fu battuta all’asta a Vienna nel 1922 (Dorotheum, 4 novembre), n. 82, olio su tela, 72 x 89 cm; immagine in: J. de Maere, M. Wabbes, Dizionario illustrato dei pittori fiamminghi del XVII secolo, Bruxelles 1994, tavole L-Z, p. 1206.

COLLOCAZIONE IGNOTA. “La tentazione di sant’Antonio”di J.I. Van Swanenburg, 1617-20

Olio su tela di 89 x 118 cm.

La Casa d’aste Lempertz vendette nel 2016 (lotto 1248 D) un dipinto, proveniente da una Collezione privata di Firenze, raffigurante la Tentazione di sant’Antonio abate, attribuito a Jacob Isaacsz van Swanenburg (1571 – 1638), un pittore, disegnatore e mercante d’arte olandese. Era noto per le sue vedute della città, dipinti storici , scene religiose cristiane e ritratti. Trascorse una parte sostanziale della sua prima carriera in Italia prima di tornare nella sua nativa Leida. Fu maestro del giovane Rembrandt.

“La presente composizione deriva da un’incisione speculare di Jacques Callot datata 1617, di cui esistono solo cinque esemplari. Callot realizzò l’incisione mentre lavorava a Firenze per la famiglia Medici. Un’ulteriore versione del motivo riferito solo in parte all’incisione è conservata nella collezione della Banca Credem di Reggio Emilia.
Il confronto stilistico con un’opera di questa collezione con il monogramma “IVS” permette di attribuire il presente pezzo a Jacob van Swanenburgh, che viaggiò in Italia nel 1591 e visse tra Venezia e Napoli per 20 anni dopo la sua formazione sotto il padre. Il riferimento all’incisione di Callot, alla fattura della tela e alla sua primitura ci consentono di datare l’opera in modo relativamente sicuro tra il 1617 e il 1620, periodo durante il quale Swanenburg lasciò l’Italia per tornare a Leida.
L’opera raffigura la Tentazione di sant’Antonio, soggetto popolare fin dal X secolo, che veniva spesso utilizzato per indicare i pericoli del peccato carnale o come immagine del memento mori.”

 

Info da:
https://www.lempertz.com/en/catalogues/lot/1067-1/1248-jacob-isaacsz-van-swanenburg-attributed-to.html

VENEZIA. Chiesa di San Trovaso, “La tentazione di sant’Antonio abate” di Tintoretto, 1577

Olio su tela di 282 x 165 cm, dipinto da Jacopo Robusti detto Tintoretto (1518 – 1594) nel 1577 come pala d’altare della Cappella Milledonne dedicata a Sant’Antonio, situata a sinistra dell’altare maggiore, ed eretta grazie alla generosità di Antonio Milledonne, Segretario dei Consigli, che è sepolto ai piedi dell’altare e pare sia effigiato nei panni del Santo.

Una delle poche opere superstiti dal crollo della chiesa il 12 settembre 1583. Restaurato nel 1996.

Quattro essi diabolici, in un viluppo di corpi, afferrano e tentano Antonio che implora Dio che ponga fine alle sue sofferenza delle tentazioni e Gesù dall’alto scende rassicurante.

 

Immagine da Wikimedia
Per approfondire:
https://www.venicecafe.it/tintoretto-le-tentazioni-di-sant-antonio-1577-la-fatale-attrazione-dei-sensi/

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Trovaso

GERMANIA – KARLSRUHE. Staatliche Kunsthalle, “La tentazione di sant’Antonio abate” di J. Brueghel il Giovane, 1620-30 

Olio su tavola di legno di quercia di 54,4 x 83,5 cm, dipinto tra il 1620 e il 1630 da Jean Brueghel il Giovane (1601 – 1678).

Inventario numero 808. Non esposto.

 

La Galleria d’arte statale (Staatliche Kunsthalle), creata dall’architetto Heinrich Hübsch , fu inaugurata nel 1846 dopo nove anni di lavori in un edificio neoclassico accanto al Castello di Karlsruhe e al Giardino Botanico. Questo edificio storico con i successivi ampliamenti ospita oggi la parte della collezione che va dal XIV al XIX secolo mentre il XX secolo è esposto nel vicino edificio dell’ex aranceto dell’orto botanico.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.kunsthalle-karlsruhe.de/kunstwerke/Jan-Brueghel/Die-Versuchung-des-Heiligen-Antonius/FA41386A454B4BB0DBA0F79B347AD7E0/#

SIENA. Chiesa Sant’Agostino, “Sant’Antonio abate tentato dal diavolo” di R. Manetti, 1630 circa

Nella cappella in fondo a sinistra spicca la tela di 221 × 141 cm, opera di Rutilio Manetti (1571 – 1639), uno dei più importanti pittori del barocco senese, che raffigura Sant’Antonio tentato dal diavolo (1630 circa), in una rarissima iconografia.
L’eremita sant’Antonio abate sta leggendo un libro sacro mentre è tentato, non da una bella demonessa come nella tradizione iconografica, ma da un diavolo baffuto che tiene in mano, per spregio, la campanella attributo del Santo, e ha sul naso un paio di occhiali tondi dalla montatura nera, simbolo del sapere ingannatore.

 

La costruzione della chiesa e dell’attiguo convento fu iniziata dagli Agostiniani a partire dal 1258 e si protrasse per oltre cinquant’anni, subendo nel corso dei secoli ampliamenti e risistemazioni, soprattutto nel corso del Quattrocento, tra il 1450 e il 1490. In seguito a un rovinoso incendio nel 1747  fu eseguito un completo rinnovo, che venne curato da Luigi Vanvitelli che durò sino al 1755. Nel 1785 la vicina parrocchia di san Salvatore si unì nella chiesa che quindi assunse titolo parrocchiale. All’inizio del XIX secolo, con le soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, gli agostiniani dovettero lasciare il convento che fu affidato al Convitto Tolomei. Gli agostiniani tornarono dopo pochi anni per reggere la parrocchia, ma non potendo rioccupare il convento dovettero sistemarsi in una piccola casetta. Alla fine del XX secolo hanno lasciato definitivamente la struttura e la chiesa è affidata alla Diocesi senese.

Immagini da Wikimedia
Info sulla chiesa:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Agostino_(Siena)

Data compilazione scheda: 2-3-2022
Rilevatore: AC