MALALBERGO (BO). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

 

Via Nazionale, 449 (Strada Statale Porrettana)
https://goo.gl/maps/gFjJgn13yKJ8Xor9A

 

Il primo edificio di culto venne edificato presumibilmente verso la fine del XIV secolo, quando i bolognesi, per rendere più veloce il traffico sull’importante via d’acqua che univa la città felsinea al mare Adriatico, decisero di prolungare il corso del canale Navile fino a Malalbergo.
Le prime notizie sulla chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonio Abate risalgono al XVI secolo, ma non si conoscono le ragioni della scelta di tale Santo come patrono del paese, centro agricolo della campagna bolognese.

La chiesa, rifatta nell’Ottocento, e l’attiguo oratorio dedicato a Sant’Anna e San Giuseppe furono pesantemente danneggiati dal bombardamento alleato del 19/04/1945, tanto da rendere impossibile qualsiasi recupero. Dopo un primo tempo in cui la comunità religiosa trovò ospitalità in un sotterraneo del prospiciente Palazzo Marescalchi, nello stesso luogo della precedente fu costruita una nuova chiesa, intitolata sempre a Sant’Antonio abate, su disegno degli ingegneri Gualandi e Cosentino. Il tempio fu consacrato nel 1953 dal cardinal Giacomo Lercaro.

Il suo stile romanico-bizantino riporta, in chiave moderna, lo schema tipico delle basiliche del ravennate, in particolare quella di Sant’Apollinare Nuovo.

All’interno sono custodite alcune opere di pregio tra cui “Madonna col Bambino e i ss. Francesco d’Assisi e Antonio abate”, olio su tela (220 x 140 cm) attribuita al medico e pittore bolognese Bartolomeo Massari (1596 o 1601 – 1655), figlio di Lucio, allievo di Ludovico Carracci.
La pala dell’altare maggiore del vicino oratorio, oggi conservato nella sagrestia della chiesa parrocchiale di Malalbergo, il cui soggetto è la Natività di San Giovanni Battista, fu dipinta nel 1750 dalla bolognese Lucia Casalini Torelli.

 

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=64953

http://www.pianurareno.org/new/2019/02/20/bartolomeo-massari-medico-astrologico-e-pittore-con-quadro-a-malalbergo/

Data compilazione scheda: 27-2-2022
Rilevatore: AC

BORGO CHIESE (TN), frazione Cìmego. Chiesa di Sant’Antonio abate

 

Borgo Chiese è un comune sparso istituito nel 2016 dall’unione dei preesistenti comuni di Brione, Cìmego e Condino, ora frazioni.
La chiesa, orientata a nord-ovest, è addossata alle abitazioni del nucleo storico di Quartinago, piazzetta Sant’Antonio, 118
https://goo.gl/maps/G3qJgkkV8Q1JXb8JA

 

La piccola chiesa di Sant’Antonio abate è documentata per la prima volta nel 1492 e venne ampliata o sopraelevata nel 1531.
Restaurata nel 1974 e poi nel 2007-08

La facciata a capanna, protetta dagli spioventi emergenti, è serrata tra due pilastri angolari in granito a vista; il portale architravato e le due finestre quadrate con cornici in granito sono sormontati da un’arcata ribassata tamponata. Lungo la fiancata sinistra si aprono due finestre rettangolari ed emerge la sacrestia.
Il campanile si trova a destra della facciata: è caratterizzato da fusto intonacato raso sasso dotato di feritoie sul lato strada. La cella campanaria delimitata da cornici orizzontali è caratterizzata da quattro ampie monofore centinate; la copertura è a cipolla.

All’interno la navata unica è divisa in due campate coperte da volte a botte unghiata da una coppia di pilastri reggenti un’arcata a pieno centro; sulla parete destra della prima campata si trova l’accesso architravato al campanile, elevato di tre gradini. Lungo la seconda campata si aprono due nicchie poco profonde pressoché simmetriche. Si appoggiano all’arco santo i due altari laterali; il presbiterio rettangolare, elevato di un gradino, reca sulla parete sinistra l’accesso alla sacrestia e una finestra a lunetta.

 


Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/5964/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Cimego,_Borgo_Chiese

 

Data compilazione scheda: 27-2-2022
Rilevatore: AC

SPAGNA – MADRID. Museo del Prado, “Sant’Antonio abate e san Paolo eremita” di D.Velasquez, 1634

 

Olio su tela di 261 x 192,5 cm, realizzato nel 1634 circa da Diego Velázquez (1599 – 1660).

Inventario numero P001169 esposto nella Sala 14

Fu commissionato per decorare l’eremo di San Pablo nei giardini del Buen Retiro ed è una delle poche opere religiose del pittore sivigliano. Proviene dalla Collezione Reale (Nuovo Palazzo Reale, Madrid, “cuarto del infante don Javier”, 1772, n. 866; Nuovo Palazzo Reale, Madrid, “cuarto de la serenísima infanta-dormitorio”, 1794, sn; Palazzo Reale, Madrid, “habitación del infante don Carlos-quinta pieza”, 1814-1818, sn).

La tela combina più scene dalla vita del Santo, indipendentemente dalla loro successione temporale.
La  Legenda aurea di Jacopo da Varagine narra che Antonio, ritiratosi come eremita nel deserto, ricevette in sogno la rivelazione che un’altra persona era eremita nel deserto e l’ordine di andare a cercarla. Fu guidato nella sua ricerca da un centauro e un fauno , figure che sono rappresentate a sinistra dell’opera, sullo sfondo.
Antonio riuscì così a trovare il rifugio di Paul in una grotta e Velázquez rappresenta questa scena a destra del dipinto sullo sfondo.
La scena centrale dell’opera rappresenta i due eremiti mentre arriva il provvidenziale corvo a portare loro il pane.
Antonio, ritornato al suo eremo, vide poi vide degli angeli che portavano in cielo l’anima di Paolo. Quindi tornò alla grotta dell’eremita e trovò il suo corpo senza vita. Antonio non aveva attrezzi per scavare una fossa, ma due leoni vennero ad aiutarlo. Questo episodio è rappresentato a sinistra: il Santo inginocchiato accanto al corpo disteso di Paolo mentre i due leoni scavano nel terreno.

 



Il dipinto è riprodotto in due litografie conservate nel Museo,
una di Framond Blanchard (1805-1873) del 1826-29 e un’altra coeva prodotta nello Stabilimento Litografico Reale di Madrid (Real Establecimiento Litográfico de Madrid).

 

Link:
https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-work/saints-anthony-abbot-and-paul-the-hermit/8575d735-9d42-4762-b9f6-73cb11891c02

GERMANIA – DUISBURG. Museo Lehmbruck, “La tentazione di sant’Antonio “ di M. Ernst, 1945

 

Olio su tela di 108 × 128 cm dipinto da Max Ernst (1891 – 1976), pittore e scultore tedesco naturalizzato francese, considerato uno dei maggiori esponenti del surrealismo.

L’artista nel 1945 raffigura terribili mostri con artigli e zanne che divorano vivo sant’Antonio.
Nel catalogo, Ernst scrisse del suo dipinto: “Immergendosi nell’oscurità, la mente indebolita di Antonio grida aiuto, ma il suo grido di orrore viene echeggiato solo dalla superficie calma dell’acqua e soffocato dalle risate dei mostri generati dall’immaginazione del santo”.

Ernst dipinge i suoi mostri in modo molto dettagliato, nel pieno rispetto delle tradizioni della pittura del Nord Europa (ad esempio nel XV secolo Matías Grünewald).
Questa opera può essere considerata il culmine di un ciclo di opere create da Ernst negli anni ’30, quando l’artista si rivolse all’immagine di fitte foreste e mostri, volendo trasmettere l’allarme che lo attanagliava.

 

Il Lehmbruck Museum (oggi sotto il nome: Stiftung Wilhelm Lehmbruck Museum – Zentrum Internationale Skulptur) proviene dal Kunstmuseum del 1929 e fu fondato nel 1964.
Il museo attuale prende il nome da Wilhelm Lehmbruck (1881 – 1919), scultore e pittore tedesco, ed espone sculture e dipinti di importanti artisti del XX secolo.

 

Link:
https://lehmbruckmuseum.de/museum-english/the-collection/painting-and-prints/

https://it.painting-planet.com/la-tentazione-di-sant-antonio-max-ernst/

VIMERCATE (Mb). Oratorio di Sant’Antonio abate

A metà della via Cavour è posto l’oratorio di Sant’Antonio, con una semplice facciata a capanna, con un rosone ora accecato, e la parete che si affaccia sulla via che presenta un paramento murario che alterna ciottoli di fiume a mattoni, piuttosto ricorrente in zona, che ne permette la datazione.
L’edificio, simile a molti altri oratori edificati in Brianza durante l’età viscontea, può essere datato tra il XIII e il XIV secolo. L’impianto originale venne modificato dalle ristrutturazioni del XVI secolo, con la sopraelevazione dell’aula e la costruzione dei grandi archi, e nel secolo seguente, quando venne costruito il campanile.
Al centro è collocato l’altare, con belle forme barocche, realizzato nella prima metà del Seicento.
Sulla parete settentrionale dell’oratorio vi sono numerosi frammenti di un ciclo di affreschi con Storie della passione di Cristo, che datano al 1460-1480 e che furono probabilmente realizzati da una bottega tardogotica fortemente infulentata dallo stile degli Zavattari che avevano operato presso la cappella di Teodolinda nel duomo di Monza. Sono presenti altri affreschi votivi, seppure di minore qualità, tra cui la sinopia con L’adorazione dei Magi dello stesso periodo.
Sulla controfacciata un grande dipinto seicentesco raffigurante La gloria di San Carlo, opera dei fratelli Lampugnani, pittori nativi di Legnano e frequentemente operosi insieme. Il quadro raffigura il santo arcivescovo milanese che ascende al cielo, mentre stende una mano verso il basso, dove, sotto lo strato di nubi, appare una dettagliata veduta del borgo di Vimercate, ripresa a volo d’uccello. Soggetto ed iconografia derivano da una celebre tela eseguita dal Cerano per la canonizzazione di san Carlo (1610).

L’altare di legno è dominato dalla grande pala (alt. m. 3,40 x 1,90), su tela, ad olio raffigurante la Madonna addolorata circondata da angeli; in primo piano a sinistra è S. Antonio abate rivestito di un saio bruno, barbuto, che apre le braccia in atto di preghiera ed ha ai suoi piedi un libro aperto ed il bastone; un putto regge un teschio; a destra, nello sfondo di un paesaggio al crepuscolo, è raffigurato S. Cristoforo che porta il Bambino.
In buono stato di conservazione, questa tela pare opera di un pittore locale eseguita sulla fine del Settecento.
Di nessun valore artistico è l’identico soggetto riprodotto sulla parete centrale del coro.

 

Info:
tel. 0396659488 – e-mail: turismo@comune.vimercate.mb.it

Fonte: www.comune.vimercate.mb.it

Vedi anche: Oratorio Sant Antonio abate