PERGINE VALSUGANA (TN), frazione Masetti di Pergine. Chiesa di Sant’Antonio (abate)

Via Padova, 4
https://goo.gl/maps/HgKtwLfJEDUyCdPWA

 

La chiesa di Sant’Antonio è la parrocchiale di Masetti di Pergine, frazione di Pergine Valsugana.
Nei primi anni del XX secolo il lascito testamentario di Francesco Fruet, che viveva a Masetti, diede il via alle iniziative per la costruzione del primo luogo di culto nella frazione. Venne istituito un comitato che si interessò sia al reperimento dei fondi sia all’ottenimento dei permessi necessari. Il progetto fu affidato, nel 1911, all’architetto di Pergine Eduino Maoro e nell’estate del 1913 iniziarono i lavori.
Il 2 agosto 1914, con lo scoppio della guerra e malgrado Italia e Austria ancora non fossero in conflitto, i lavori vennero interrotti. Durante la guerra l’edificio venne utilizzato dagli austriaci a scopi militari e nelle sue vicinanze fu attivo un ospedale militare. Con la fine delle ostilità, e quando ormai il territorio era entrato a far parte del Regno d’Italia, dall’agosto del 1920 il cantiere venne riaperto. Entro i dieci anni successivi, con lentezza, furono finalmente ultimati gli interventi necessari. La solenne consacrazione venne celebrata nel 1929 e la chiesa fu aperta al culto. Negli anni sessanta del Novecento fu oggetto di restauri conservativi e, il 15 luglio 1967, venne elevata a dignità di chiesa parrocchiale autonoma.
Altri lavori furono realizzati entro il 1973 e in quel momento l’edificio fu dotato di un nuovo impianto per il riscaldamento e la parte presbiteriale venne adeguata alle nuove esigenze liturgiche.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=6188

NOTA:
A Pergine Valsugana esistono altre due chiese intitolate a Sant’Antonio abate, nell’abitato, vedi scheda e nella frazione Viarago, vedi scheda.
Altre due  Cappelle sono invece dedicate a Sant’Antonio di Padova, eretta nel 1922, si trova in via Cimirlo in località Fornaci, lungo la strada per arrivare alla frazione di Roncogno;  un’altra nella frazione  Valcanover, presso il lago di Caldonazzo, che ricorda più una chiesetta di piccole dimensioni, che una cappella.

 

Rilevatore: AC

GRAN BRETAGNA – CAMBRIDGE. Fitzwilliam Museum, “Sant’Antonio abate” di J. De la Abadia, XV secolo

Olio su tavola di 52,7 x 79,7 cm.
Opera di Juan de la Abadía el Viejo (attivo dal 1469 al 1498), pittore spagnolo in stile gotico ispano-fiammingo.
Lasciato in eredità nel 1912 da Charles Brinsley Marlay.

 

Forse apparteneva alla pala d’altare dedicata a sant’Antonio abate, di cui due pannelli sono conservati al Museo del Prado a Madrid,  VEDI SCHEDA.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://data.fitzmuseum.cam.ac.uk/id/object/3045

SPAGNA -MADRID. Museo del Prado. “Scene della vita di sant’Antonio abate” di J. de la Abadia, 1490 circa

Due pannelli dipinti a olio su tavola lignea di 190 x 57 cm.
Opera di Juan de la Abadía el Viejo (attivo dal1469 al 1498), pittore spagnolo in stile gotico ispano-fiammingo.
Inventario numeri P07769 e P07770
Esposti nella Sala 051A. In prestito da altra istituzione.
Provenienza: Collezione Harding, Chicago; Acquisiti da Artur Ramon Art, Barcellona, 2001

Particolare

I due pannelli furono pubblicati da Post nel 1941, quando appartenevano alla Harding Collection di Chicago .
In essi si nota l’interesse del pittore a rappresentare le pieghe angolari delle tele oltre a mostrare le figure dal carattere un po’ ruvido, isolate e fortemente modellate con volti realistici dotati di grande espressività.

 

Si ritiene che facessero parte di una pala d’altare dedicata a Sant’Antonio abate, cui apparteneva anche l’omonima tavola del Fitzwilliam Museum di Cambridge, Regno Unito, VEDI SCHEDA.

 

Link:
https://www.museodelprado.es/coleccion/obra-de-arte/escenas-de-la-vida-de-san-antonio-abad/afc474bc-eb63-4bf1-9b89-404b8a041465

https://www.museodelprado.es/coleccion/obra-de-arte/escenas-de-la-vida-de-san-antonio-abad/4671b30e-9144-4546-a9ec-8b208ff811fd

Rilevatore: AC

ROMA. Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea, “Le tentazioni di sant’Antonio” di D. Morelli, 1878

Olio su tela di 137 x 225 cm.
Dipinto nel 1878 dal pittore napoletano Domenico Morelli (1823 – 1901)

Una resa moderna della tradizionale tentazione della lussuria che subì sant’Antonio.

 

Bibliografia:
C. Bertelli; G. Briganti; A. Giuliano, Storia dell’arte italiana, Electa/Bruno Mondadori, Milano 1992

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.youtube.com/watch?v=sSmYBem2s_c
https://www.treccani.it/enciclopedia/domenico-morelli_%28Dizionario-Biografico%29/

GRAN BRETAGNA – LONDRA. National Gallery, “Cristo appare a sant’Antonio abate durante la tentazione” di A. Carracci, 1597-98

Olio su rame di 49,5 x 34,4 cm, dipinto nel 1597-98 da Annibale Carracci (1560 – 1609)
Inventario numero NG198. Non esposto.
Provenienza: William Legge, 4° Conte di Dartmouth; acquistato dalla National Gallery nel 1846.

Non sappiamo per chi sia stata dipinta quest’opera: è stata registrata a Villa Borghese, a Roma, nel 1650, e forse è stata realizzata per il cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V. Nel 1672 il biografo Giovan Pietro Bellori la descrisse con entusiasmo nella sua lista di dipinti che Annibale Carracci realizzò per clienti privati.

 

Un uomo barbuto con una veste di pelli viene violentemente minacciato da un’orda di creature demoniache. Ha messo da parte il suo libro e guarda il cielo in cerca di aiuto, dove Cristo è apparso su una nuvola.
Questo piccolo quadro è una delle numerose opere su rame che Annibale Carracci dipinse dopo il suo arrivo a Roma nel 1594. Racconta la tentazione di sant’Antonio Abate, eremita paleocristiano famoso per aver resistito a diversi tentativi dal diavolo per scuoterlo dalla sua virtù monastica.
La versione di Annibale è un esempio supremo di narrativa compressa, ottenuta attraverso un’illuminazione drammatica e una composizione strettamente controllata. Per compensare il formato verticale del dipinto ha costruito la composizione su forti diagonali. Alla linea del corpo del Santo fanno eco quella del demonio, il profilo della roccia e le figure di Cristo e degli angeli in bilico in alto. Il colore e la luce sono usati anche per chiarire la storia. I tenui toni terrosi del paesaggio, l’abito di sant’Antonio, la carne e la pelliccia dei mostri-diavoli, dove punti di luce brillano su denti, occhi e artigli, contrastano vividamente con il rosa chiaro e l’azzurro delle vesti di Cristo, le soffici nuvole bianche e i capelli dorati degli angeli nella parte superiore del dipinto. Una luce brillante cade da destra, al suo massimo sulle gambe di Cristo e più morbido nel tono mentre illumina il braccio teso e la mano artigliata del diavolo centrale. La grotta stessa funge da sfondo teatrale, spingendo i personaggi principali in primo piano.

 

Immagine da Wikimedia
Link
:
https://www.nationalgallery.org.uk/paintings/annibale-carracci-christ-appearing-to-saint-anthony-abbot

https://it.wikipedia.org/wiki/Annibale_Carracci