SPAGNA – MADRID. Museo del Prado, “San Paolo eremita e sant’Antonio abate” di D. Tenier, XVII secolo

Olio su tela, di 63 x 94 cm. Dipinto da David Tenier (Anversa, 1610 – Bruxelles, 1690)
Inventario numero P001823. Non esposto

Proviene dalle Collezioni reali (Collezione Isabel Farnesio, Palazzo La Granja de San Ildefonso, Segovia, camino, 1746, n. 252; Madrid, 1759; Palazzo Buenavista, Madrid, 1766, n. 252; Eredità dell’Infante Don Luis, 1768; acquisita da Carlos IV, 1787; Palacio Real Nuevo, Madrid, primo gabinetto, 1794, sn; Palacio de Aranjuez, Madrid, oratorio della regina, 1818, nº 338 e 356).

I due Santi sono raffigurati mentre sono intenti alla lettura all’interno di una grotta, come in altre opere di Tenier. In alto, il corvo sta portando un pane ai due eremiti.

 

Link:
https://www.museodelprado.es/coleccion/obra-de-arte/san-pablo-primer-ermitao-y-san-antonio-abad/cb89b4a1-8f4a-4ba3-8a6d-83689a4e4b57

FRANCIA – COLMAR.  Museo Unterlinden, altare di Isenheim/Issenheim con immagini di s. Antonio abate, di M. Grünewald, 1515

Nel periodo tra il 1512 e il 1516 Guido Guersi, abate del monastero/precettoria dei monaci Antoniani di Issenheim (in tedesco Issenheim, comune francese nel dipartimento dell’Alto Reno)  vedi scheda ex precettoria, commissionò a Matthias Grünewald (1480–1528) l’esecuzione di una complessa macchina d’altare da poter utilizzare per diverse funzioni religiose offrendo così immagini diverse per la preghiera dei monaci antoniani e dei malati che venivano accolti nell’ospedale. È un’opera che si presta a diversi livelli di lettura proprio per far fronte alla diversità di usi cui era destinata.

 

Si tratta di una sorprendente struttura fatta di ante fisse e rimovibili, che possono assumere tre diverse configurazioni, composta da 11 pannelli, di cui quattro grandi ante dipinte sul retto e sul verso, due ante fisse e una predella formata da due riquadri mobili con un’unica raffigurazione che si estende dall’una all’altra.

 

 

Le tre configurazioni sono le seguenti.

 

Nella prima (altare aperto con la prima anta) troviamo da sinistra verso destra l’Annunciazione, la Natività (nelle due ante centrali) e la straordinaria Resurrezione.

 

 

 

 

Nella seconda (altare aperto con le seconde ante) ci sono ai due lati i santi eremiti Antonio e Paolo e le Tentazioni di Sant’Antonio (foto in alto).
Le due ante fiancheggiano un’edicola lignea scolpita realizzata da Hagenauer che raffigura: a sinistra s. Agostino, al centro s. Antonio abate in trono, a destra s. Gerolamo; nella predella Gesù con gli Apostoli a gruppi di tre a mezzo busto.

 

 

 

 

Nei due pannelli raffiguranti i santi Antonio e Paolo e le tentazioni – o meglio i tormenti – di sant’Antonio, entrambe le scene sono immerse in paesaggi impervi al quale fa da controparte, nella prima raffigurazione, la presenza di un cerbiatto, simbolo di atmosfera pacata; nel pannello di destra vi è una casa diroccata dal terremoto e i diavoli ci ballano sopra. Nelle tentazioni, il Santo viene trascinato dai demoni tra animali, strane chimere dai corpi misti, esseri immaginari che si contrappongono all’omino coperto di pustole che compare in basso, essere realistico e rappresentante di una società che vive tra guerre e pestilenze.

Nella terza configurazione (altare chiuso) trova posto la raffigurazione della Crocefissione fiancheggiata sugli sportelli laterali fissi dalle figure di san Sebastiano e sant’Antonio. Nella predella è raffigurato il Compianto sul Cristo morto.
Sant’Antonio abate è raffigurato in piedi su un basamento (come il corrispondente san Sebastiano), con in mano uno particolare bastone metallico che termina col Tau, e compare un diavolo colto nell’atto di spaccare i vetri della finestra per entrare.

 

 

 

Di Matthias Grünewald (1470/75 – 1528), si sa molto poco. Solo intorno al 1930 si scoprì il suo vero nome: Mathis Gothardt o Neithardt, ignota l’origine del soprannome Grünewald. Certo è che lavorò come architetto per il capitolo del Duomo di Mainz/Magonza e dal 1510 per l’arcivescovo di Magonza, Uriel von Gemmingen, la cui residenza ufficiale era ad Aschaffenburg; alla sua morte nel 1514 Grünewald continuò a lavorare per il suo successore Albrecht von Hohenzollern, già vescovo di Halberstadt, poi Magdeburgo dal 1513, e dal 1514  arcivescovo elettore di Magonza.
Il pittore morì di peste nel 1528.

 

Il Museo Unterlinden, situato tra le mura di un ex monastero delle monache Domenicane fondato nel XIII secolo, nella cittadina alsaziana di Colmar, ospita una vasta collezione di opere locali e internazionali. In particolare, è noto per la preziosa raccolta di dipinti e sculture dal XV al XXI secolo, che attira ogni anno 200 mila visitatori da tutto il mondo.

 

Link:
https://web.archive.org/web/20041220120649/http://www.paletaworld.org/artist.asp?id=1300

http://www.scuoladomuspicturae.it/altare-di-isenheim-di-matthias-grunewald/

Data compilazione scheda: 20-2-2022
Rilevatore: AC

FRANCIA – ISSENHEIM/ISENHEIM. Antica precettoria di Sant’Antonio abate

53 rue de Guebwiller
https://maps.app.goo.gl/53rkGPNLRR1iBvfW9
 

Nel 1277 fu fondato a Issenheim (in tedesco Isenheim) una precettoria dell’ordine degli Antoniani con un ospedale per curare in particolare i malati del “fuoco di sant’Antonio”.
Gli Antoniani acquistarono la “Cour colongère” di Issenheim dall’abbazia di Murbach e vi costruirono la Maison St-Antoine.
La precettoria ebbe grande sviluppo e gli Antoniani nel XV secolo la riedificarono o ristrutturarono e la arricchirono di splendide opere d’arte, tra cui capolavori di Hans Holbein il Vecchio e Martin Schongauer, purtroppo in parte disperse o distrutte dalla Rivoluzione e poi dall’incendio del 1831. Altre opere, e in particolare la pala d’altare di Mathias Grünewald, vedi scheda,  possono essere ammirate al museo Unterlinden di Colmar, città a circa 25 km da Issenheim.

La struttura di Issenheim fu sino al 1789 di proprietà degli Antoniani; passò ai Padri Gesuiti nel 1843 poi, nel 1884, fu acquistata dalla congregazione delle Suore della Divina Provvidenza di Ribeauvillé che fece costruire l’attuale Maison St-Michel sugli ex annessi del convento antoniano per ospitare i sordomuti di Guebwiller. Successivamente, la Casa fu dedicata all’istruzione delle ragazze, prima fu Scuola di economia domestica, poi Scuola preparatoria alla vita religiosa e, dal 1966, una struttura per ritiri spirituali e sessioni di formazione religiosa, aperta anche per tempo libero e vacanze in un ambiente tranquillo e sereno.
Il vecchio edificio di Saint-Antoine, rimaneggiato nel XIX secolo, fu ristrutturato dal 2003 al 2005, attualmente ha il nome di “Maison Saint-Michel – Les Antonins”, probabilmente perché si trova su uno dei cammini verso Compostela.

 

Gli edifici dell’attuale Maison Saint-Michel conservano poche vestigia dell’antica struttura Antoniana: parti dell’edificio del corpo di guardia (facciate su strada, corridoio d’ingresso, porta della facciata ovest, pietra blasonata che la sormonta, sala poligonale), all’interno del corpo ovest (porta con modanature intersecanti, soffitto gotico dell’attuale cucina, porta con modanature intersecanti sormontata da scudo al secondo piano). pavimento del cortile, resti della chiesa, corridoio a volta). Il piano del cortile contiene: resti della chiesa medievale; corridoio voltato a tre costoloni con chiavi blasonate e aula poligonale al piano terra del corpo di guardia; il portico dell’ex convento, una chiave di volta di cui è rappresentato s. Antonio e un’altra la Veronica

 

Link:
https://monumentum-fr.translate.goog/ancienne-preceptorerie-des-antonins-actuellement-maison-saint-michel

https://issenheim.fr/territoire/decouvrir-issenheim/histoire-dissenheim/

https://www.guidestchristophe.com/hebergements/grand-est/maison-saint-michel.html

Data compilazione scheda: 20-2-2022
Rilevatore: AC

USA – FORT WORTH. Kimbell Art Museum, tempera con “Il tormento di s. Antonio abate” attribuito a Michelangelo, 1487-89

Tempera e olio su tavola di 47 x 35 cm, proveniente dalla bottega di Domenico Ghirlandaio, e attribuito a un dodici-tredicenne Michelangelo Buonarroti: il dipinto è databile tra il 1487 e il 1489.

Ascanio Condivi, Giorgio Vasari e Benedetto Varchi sono concordi nel menzionare una copia dell’incisione di Martin Schöngauer delle Tentazioni (o Tormento) di sant’Antoniovedi scheda,  eseguita la Michelangelo su suggerimento del compagno di bottega Francesco Granacci, di qualche anno più grande.
Il dipinto fu pubblicato da Clément nel 1861. Esso è segnalato per la prima volta nella collezione Scorzi a Pisa nel 1837, quando venne ceduto al barone Triqueti; nel 1886 fu dei Lee-Child e nel 1905 circa di sir Paul Harwey, che nel 1960 lo mise in vendita a un’asta di Sotheby’s.
Passato in collezioni private imprecisate, il 13 maggio 2009 l’opera è riemersa in occasione dell’acquisto da parte del museo texano Kimbell Art Museum, venendo finalmente esposta al pubblico.
In tale occasione si è riacceso il dibattito attributivo, grazie anche a un notevole battage mediatico internazionale.

 

Sant’Antonio è trascinato in aria mentre demoni frenetici afferrano le sue membra, i vestiti e i capelli e lo colpiscono con dei bastoni. I diavoli sono raffigurati come mostri formati da parti di animali diversi. Le parti più grottesche, come le espressioni truci o i lunghi artigli dei demoni, appaiono attenuate dal pennello dell’artista rispetto all’incisione di Schöngauer
In basso si apre un lontano paesaggio tra le quinte di due speroni rocciosi, con quello sinistro più pronunciato: si tratta di un’aggiunta rispetto al modello. La cromia è particolarmente fresca ed equilibrata, sui toni del rosso e del verde marcio.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tormento_di_sant%27Antonio

Data compilazione scheda: 20-2-2022
Rilevatore: AC

stampa di
Schöngauer

USA – NEW YORK. The Metropolitan Museum of Art, stampa con s. Antonio abate tormentato dai demoni, di M. Schöngauer, 1470-75 circa

Incisione di 30 x 21,8 cm, opera dell’artista tedesco Martin Schöngauer (1435/1450 – 1491). Realizzata negli anni 1470-75 o, secondo altri critici, verso il 1480-85.
Inventario numero 20.5.2
Al Museo nel 1920 dal fondo Rogers. Non esposta.

 

Sant’Antonio guarda serenamente lo spettatore mentre demoni frenetici afferrano le sue membra, i vestiti e i capelli e lo colpiscono con dei bastoni.
La rappresentazione realistica delle loro squame e della loro pelliccia indica che l’artista aveva fatto osservazioni dirette degli animali, eppure ha prodotto alcune delle creature più fantastiche e grottesche nella storia della stampa.
Sebbene questa sia una delle prime incisioni di Schöngauer, fu forse quella che più influenzò altri artisti: Vasari raccontò che persino Michelangelo fece un disegno a colori dell’opera all’età di circa tredici anni, vedi scheda.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/336142

 


Una copia dell’incisone si trova nella Collezione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, Parma.
https://www.magnanirocca.it/martin-schongauer-santantonio-battuto-dai-demoni/


Un’altra incisione è a Francoforte sul Meno:
https://sammlung.staedelmuseum.de/en/work/saint-anthony-tormented-by-demons

 

Data compilazione scheda: 20-2-2022
Rilevatore: AC