USA – WASHINGTON. National Gallery of Art. “Tentazioni di sant’Antonio abate”, seguace di P. Bruegel il vecchio, 1550-75

Olio su tavola 58,5 x 85,7 cm
Opera di un seguace di Pieter Bruegel il Vecchio nel terzo quarto del XVII secolo
Inventario numero 19.2.1952
Esposto nell’Edificio Ovest, Piano Principale – Galleria 41
Provenienza: Collezione privata 1935, Bruxelles; acquistata nel 1937 da M. Knoedler & Co.; nel 1945 acquistata da Rudolf J. Heinemann; nel1950 acquistata dalla Fondazione Samuel H. Kress

Il Santo è raffigurato in basso in primo piano mentre resiste alle tentazioni e di nuovo, in alto, mentre viene torturato dai diavoli quando è portato in cielo.
Il soggetto religioso è presentato in modo rivoluzionario; generazioni di artisti precedenti avevano avuto la tendenza a trattare il paesaggio come uno sfondo di importanza secondaria, mentre ora il paesaggio domina il soggetto a tal punto che la tentazione di sant’Antonio sembra solo casuale. Questo cambio di enfasi segna un importante progresso verso lo sviluppo della pittura di paesaggio pura, di cui Pieter Bruegel il Vecchio era una figura fondamentale. Il gusto per il mondo naturale è già evidente qui nelle profondità ombrose di foreste frondose, in contrasto con panorami aperti di corsi d’acqua, villaggi e città bagnati da una luce perlacea.

 

Link:
https://www.nga.gov/collection/art-object-page.41602.html

USA – SAN DIEGO. Timken Art Gallery, “Tormento di sant’Antonio”, di G. Savoldo, 1515-20”

Olio su tavola di 69,5 x 119,4 cm. Opera di Giovanni Gerolamo Savoldo (Brescia, 1480 circa – post 1548), attivo soprattutto a Venezia, dove risiedette a lungo.
Inventario numero 1965:002
Fondazione Putnam, Timken Museum of Art.

Sant’Antonio da giovane diede le sue ricchezze ai poveri e, vivendo in solitudine, si dedicò alla preghiera ma fu tormentato dal Diavolo sotto forma di demoni e spiriti maligni.
Giovanni Girolamo Savoldo mostra il Santo in fuga da una visione oscura e infernale in un paesaggio pastorale immerso nella calda luce del giorno. Le mani giunte in preghiera indicano un monastero, a ricordare che era il padre del monachesimo.
Come altri pittori del nord Italia dell’epoca, Savoldo era interessato alla pittura fiamminga, in particolare all’opera di Jeronimus Bosch, molto apprezzato a Venezia, che influenzò la sua rappresentazione dei carnefici di Sant’Antonio.


Link:

https://www.timkenmuseum.org/collection/torment-of-st-anthony/

VENEZIA. Gallerie dell’Accademia, “Sant’Antonio abate e san Paolo Eremita” di G. Savoldo, 1520

Olio su tavola di 165 x 137 cm
Opera di Giovanni Gerolamo Savoldo (Brescia, 1480 circa – post 1548), attivo soprattutto a Venezia, dove risiedette a lungo.
Inventario numero 328 . Esposto nella Sala XIV
Proviene dalla Collezione Manfrin, acquistato nel 1856

 

Nella sua Legenda aurea, scrive Jacopo da Varagine che sant’Antonio abate visitò Paolo, che da quarant’anni viveva da eremita, nutrito da un corvo che ogni giorno gli portava il pane. Il dipinto, che raffigura l’incontro dei due Santi in un anfratto rupestre dove sono intenti in preghiera, è caratterizzato da una sapiente struttura monumentale e da una straordinaria cura dei dettagli, descritti attraverso una luce obliqua.
L’opera mostra la capacità dell’artista di riunire gli elementi più moderni del suo tempo e di presentarli attraverso un linguaggio nuovo e personale. Oltre al rapporto diretto con le xilografie di Dürer (Valcanover 1983), e soprattutto con il suo San Girolamo del 1512, vi sono anche elementi tipicamente lombardi, come la potente plasticità, la forma isolata delle figure svettanti che quasi sporgono oltre il loro supporto, la gravità e la semplicità dei due Santi, e i toni pacati e semplici della luce che ricordano Foppa e Bergognone.
Quando la superficie fortemente ridipinta fu rimossa durante il restauro del 1977, i segni precedentemente illeggibili furono interpretati come la data “1520”.

 

Immagine da Wikimedia
Link:
https://www.gallerieaccademia.it/en/saints-anthony-abbot-and-paul-hermit

AUSTRIA – VIENNA. Kunsthistorisches Museum, “La tentazione di sant’Antonio abate” di F. o J. Verbeeck,1650-75

Tempera su tela di 67 x 108 cm, opera di Frans Verbeeck, (1510 circa – 1570) decano della corporazione dei pittori di Mechelen, e/o del figlio Jean Verbeek (attivo al 1548 al 1560 circa). Realizzata nel 1650-75.

Inventario numero: Pinacoteca, 3836 Non esposto
Provenienza: a Praga dopo il 1637 (?); nella Galleria del Museo nel 1884.

 

La Tentazione presenta anche scene di streghe e di folli, come in altre opere dei pittori della famiglia Verbeeck.

Il Kunsthistorisches Museum (Museo di Storia dell’Arte), spesso anche indicato come il “Museo di Belle Arti”, è un museo d’arte a Vienna

Link:
https://www.khm.at/objektdb/detail/2069/


 

Una copia o altra versione del dipinto è / era in SVIZZERA – GINEVRA presso la Galerie De Jonckheere, una storica galleria specializzata in arte fiamminga e fondata nel 1976.
Olio su tavola dipinto tra il 1640 e il 1650, misura 75 x 106,5 cm.
Immagini da Wikimedia.

GIAPPONE – TOKYO. Museo Nazionale d’Arte Occidentale. “Tentazioni di sant’Antonio abate” di H. Fantin-Latour, prima del 1904

Olio su tela di 63,5 x 83,5 cm
Opera di Ignace Henri Jean Théodore Fantin-Latour, meglio noto come Henri Fantin-Latour (1836 – 1904), pittore e litografo francese.

Raffigura la tentazione della lussurio: Antonio è circondato da varie figure femminili, più o meno discinte.

 

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fantin_Latour_The_Temptation_of_St_Anthony.jpg

 

 


 

Un’altra opera di Fantin-Latour con questo soggetto si trova in Collezione privata, collocazione ignota.
Olio su tela di 47 x 55,5 cm, firmato “Fantin”, dipinto entro il 1904
Venduto dalla casa d’Aste Dorotheum, Vienna

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Henri-Fantin_Latour_Versuchung_des_hl_Antonius.jpg