COLLOCAZIONE IGNOTA. Tre opere con “Tentazione di sant’Antonio abate” di D. Ryckaert III, seconda metà XVII secolo

Oltre alla tavola conservata a Firenze, vedi scheda, altre opere sono in collezioni private.

Il pittore di Anversa David Rykaert III o Rijckaert il Giovane (1612 – 1661), fu noto per la sua predilezione per la pittura di genere.

1) Olio di 56 x 73,5 cm Firmato e datato 1647

Nelle “Galerie Salomon Lilian”, Ginevra, in mostra nel 2015.

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:David_Rijckaert_(III)_-_Temptation_of_Saint_Anthony.jpg

https://artpassions.ch/galerie-salomon-lilian/


 

2) Olio su tela di 85 x 62 cm
Casa d’aste Dorotheum, Vienna, venduto il 9 giugno 2020, lotto 310

Link:
https://www.dorotheum.com/en/l/6719001/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

3) Olio su rame di 60,8 x 88,2 cm dipinto tra il 1628 e il 1660

Venduto dalla casa d’aste Christie’s, Amsterdam, venduto il 6 maggio 2008 lotto 85

Link:
https://www.christies.com/lotfinder/paintings/david-rijckaert-iii-the-temptation-of-saint-5070199-details.aspx?lid=1&sc_lang=en

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:David_Rijckaert_(III)_-_The_Temptation_of_Saint_Anthony.jpeg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Data compilazione scheda: 6-3-2022
Rilevatore: AC

FIRENZE. Palazzo Pitti – Galleria Palatina, “Tentazione di sant’Antonio abate” di D. Ryckaert III, 1650-60

Olio su tavola di 49 x 63 cm dipinto tra il 1650 e il 1660
Opera del pittore di Anversa David Rykaert III o Rijckaert il Giovane (1612 – 166), noto per la sua predilezione per la pittura di genere.
Inventario numero 1890, n°1144
Entrato nel Museo all’inizio del XVIII secolo.

 

 

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:David_Rijckaert_(III)_-_The_Temptation_of_St._Anthony.jpg

 

Altre opere con lo stesso soggetto in collocazione ignota, vedi scheda

RUFFRE’ MENDOLA (TN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Fino al 2005 Il comune si chiamava solo Ruffré. La Chiesa sorge in località Maso Costa.
https://goo.gl/maps/dywxFLHs6UhtXKpd8

 

La chiesa ha probabilmente origine tardo-romanica, come testimoniano alcuni bassorilievi alla base del campanile. La prima menzione che attesta l’esistenza dell’edificio risale all’atto di consacrazione, avvenuta nel 1403. Circa cinquant’anni più tardi fu eretto il campanile ad opera del capomastro Stefan Murer di Termeno. Ampliata a metà XVIII, la chiesa subì corposi interventi nell’ultimo quarto del XIX secolo, quando la navata fu completamente ricostruita, acquisendo le forme odierne.
La facciata, a spioventi, è delimitata da lesene raccordate ad una cornice che profila le falde di copertura. Al centro è situato il portale lapideo d’ingresso, a tutto sesto e dotato di piedritti modanati. Al di sopra di questo, è presente un oculo strombato dotato di cornice. L’incontro delle falde di copertura è coronato da una croce apicale; un’iscrizione campeggia nel timpano e ricorda l’ultima ristrutturazione del 1880.
Una zoccolatura in lastre squadrate di materiale lapideo percorre il prospetto frontale, così come le fiancate; queste sono profilate da lesene e presentano un accesso laterale e tre finestre a tutto sesto a livello della navata. La fiancata sinistra presenta l’emergenza del volume della sacrestia a pianta quadrangolare tra la navata ed il presbiterio, seguito dal corpo della torre campanaria, aderente alla sacrestia e al presbiterio. Il prospetto posteriore è caratterizzato da lesene angolari e da finestre a tutto tondo aperte presso i lati obliqui dell’abside; le finiture sono ad intonaco tinteggiato. Il campanile presenta un fusto quadrangolare dotato di accesso indipendente ed elevato presso il prospetto orientale.

L’interno presenta una navata unica, scandita in tre campate da quattro coppie di pilastri semi addossati alle pareti laterali, a sostegno delle arcate a sesto acuto longitudinali e delle vele della volta a botte unghiata che copre l’ambiente. In controfacciata si impone il volume della cantoria, sostenuta da due colonne poligonali in materiale lapideo. La prima e la terza campata della navata presentano nicchie centinate a sesto ribassato lungo le pareti laterali; la seconda campata ospita gli ingressi laterali. L’arco santo, a sesto acuto, immette nell’ambiente, elevato da tre scalini, del presbiterio, dotato di accesso ai locali di sacrestia sul lato sinistro. Le pareti del presbiterio sono ornate da un rivestimento ligneo e sono ritmate da semicolonne aderenti alle pareti, le quali sostengono le nervature lapidee della volta reticolare che copre l’ambiente, dotata di serraglie ornate a bassorilievo. Le finiture sono ad intonaco tinteggiato ed elementi lapidei a vista. Le pareti e la volta della navata recano un impianto decorativo pittorico avente carattere ornamentale e figurativo; la volta del presbiterio presenta decorazioni pittoriche e a bassorilievo, aventi carattere ornamentale.

Gli affreschi interni della volta e del presbiterio furono realizzati nel 1938 dal pittore trentino Matteo Tevini (1869-1946). A sinistra dell’altare maggiore vi è la raffigurazione dell’Ultima Cena.

Il rosone in facciata è una vetrata policroma che raffigura sant’Antonio abate.

La pala della parete di fondo, seicentesca, raffigura la Madonna e i santi Antonio e Lorenzo. La Via Crucis è di Mattia Lampi (metà ‘700).

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Ruffré-Mendola)

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=25678

Data compilazione scheda: 6-3-2022

Rilevatore: AC

PAESI BASSI – HAARLEM. Museo Frans Hals, “La tentazione di sant’Antonio” di J. Mandijn, 1535

Olio su tavola di 61,5 x 83,5 cm.
Dipinto nel 1535 e firmato da Jan Mandijn o Mandyn (c. 1500, Haarlem – c. 1560, Anversa), un pittore rinascimentale olandese che lavorò ad Anversa dopo il 1530.

Inventario numero:  os l-543
Provenienza: dal 1912, Corsini, Firenze; dal 1923 al Museo
Esposto nel Museo.

Sant’Antonio abate prega all’interno di un albero cavo e viene attaccato da creature mostruose che cercano di convincerlo a condurre una vita dissoluta. Grazie alla sua fede Antonio resistette alla tentazione. Il maiale in basso a destra è un attributo di Antonio e dell’ordine monastico a lui intitolato.


Link:

https://www.franshalsmuseum.nl/en/art/the-temptation-of-st-anthony/

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Jan_Mandyn_001.jpg

COLLOCAZIONI DIVERSE. Vari dipinti con “La tentazione di sant’antonio abate” di J. van de Venne, XVII secolo

Jan van de Venne o Jan van der Venne, noto in passato come Pseudo van de Venne (attivo nel 1616 – morto prima del 1651), è stato un pittore fiammingo di genere e di scene religiose. Dipinse anche varie versioni della Tentazione di Sant’Antonio . Questo soggetto era molto popolare nell’arte fiamminga dalla fine del XV secolo.

 

FRANCIA – DUNKERQUE. Musée des Beaux-Arts,La tentazione di sant’Antonio” di J. van de Venne

Olio su tavola, 1631-51.

Il Museo è chiuso dal 2015 per cambio di sede.

 

 

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dunkerque_musee_BA_van_der_vinnen_st_antoine.JPG
https://www.pop.culture.gouv.fr/notice/museo/M0621

https://en.wikipedia.org/wiki/Jan_van_de_Venne


GRAN BETAGNA – BATH. Holburne Museum of Art,La tentazione di sant’Antonio” di J. van de Venne

Olio su tavola di 73,7 x 51,7 cm . Prima metà XVII secolo.
Inventario numero A35
Provenienza: Sir Thomas William Holburne, dal 1867 al 1874; per discendenza a Mary Anne BarbaraHolburne (1802-1882), 1874; lasciato in eredità al Museo dalla signorina Mary Anne Barbara Holburne 1882
Il quadro mostra Sant’Antonio in una grotta inginocchiato davanti a un tavolo con dei libri. Alla sua destra compaiono fantasmi fantasiosi e sullo sfondo una strega con una giovane donna.

Immagine da Wikimedia
Link:

https://www.vads.ac.uk/digital/collection/NIRP/id/32841/rec/7


PAESI BASSI – UTRECHT. Museum Catharijneconvent , “Tentazione di Sant’Antonio” di J. van de Venne

Olio su pannello di 72 x 104 cm, secondo quarto del XVII secolo.
Inventario numero 2002 In prestito al Museo da Collezione privata, 1976.

Sant’Antonio abate è inginocchiato a sinistra, si appoggia a un libro e di fronte a lui sono demoni mostruosi e in forma umana.

Link:
https://rkd.nl/explore/images/59417


COLLOCAZIONE IGNOTA. La tentazione di sant’Antonio” di J. van de Venne

Olio su tavola di 72 x 89 cm, dipinto nel 1640 circa
Venduta all’Auktionshaus imKinsky il 28 novembre 2013 a Vienna (lotto 2).
Questa versione è una copia di quella conservata a Bath.
Il dipinto è stato sapientemente pulito e restaurato prima della vendita. La rimozione dei ritocchi più antichi spiega le piccole differenze dalle illustrazioni precedenti.

Immagine da Wikimedia
Link:
https://web.archive.org/web/20150402130023/http://www.imkinsky.com/de/app/kataloge/alte-meister_98-5/lot0002_jan-van-der-venne-genannt-pseudo-van-der-venne.html#popup


Una versione con lo stesso tema, anch’essa attribuita a Van der Venne, fu battuta all’asta a Vienna nel 1922 (Dorotheum, 4 novembre), n. 82, olio su tela, 72 x 89 cm; immagine in: J. de Maere, M. Wabbes, Dizionario illustrato dei pittori fiamminghi del XVII secolo, Bruxelles 1994, tavole L-Z, p. 1206.