CIVITANOVA MARCHE (MC). Chiesa di San Paolo apostolo, statua di s. Antonio abate, XIV secolo

La chiesa di San Paolo si trova nella parte alta della città,  Piazza della Libertà.

La statua lignea, dipinta, misura: altezza 205 larghezza 95 profondità 80 cm. Oggi di proprietà del Comune di Civitanova Marche.

Il Santo, seduto, si presenta nell’iconografia più consueta: calvo, con lunga barba bianca, tunica scura, nella mano sinistra il pastorale (sostituito in epoca successiva), la mano destra è sollevata nel gesto della benedizione. Le inconsuete dimensioni monumentali spiegano una certa semplificazione delle forme, che tuttavia non deve far credere di trovarsi di fronte a un lavoro di modesta qualità. I panneggi sono infatti squadrati in poche ma ben architettate pieghe, mentre il volto assume forme geometriche di potente evidenza.
Risale alla seconda metà del Trecento e ne è considerato autore uno dei maggiori intagliatori di quel secolo nelle Marche: il Maestro dei Magi di Fabriano, identificabile con Fra’ Giovanni di Bartolomeo, monaco olivetano e scultore fabrianese della seconda metà del XIV secolo. Vedi Mazzalupi-Una_proposta_per_il_Maestro_dei_Magi

La statua lignea è stata restaurata dalla dottoressa Maria Laura Passarini e la spesa di 15.000 euro finanziata dalla Fondazione Carima. Sulla scultura si è proceduto, in primis alla rimozione di tutti i depositi incoerenti di ridipinture ed al trattamento contro gli insetti xilofagi, quindi sono stati effettuati interventi per il recupero delle tre dita della mano benedicente del santo (erano tarlate, spezzate e mal riattaccate con chiodi metallici); al risanamento e consolidamento delle fenditure nel legno mediante inserimento di innesti lignei, al ripristino della struttura portante della statua che era gravemente danneggiata ed instabile; e alla protezione della superficie decorata mediante applicazione di cera.

Il 17 Gennaio 2022 il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, ha dichiarato: “Seppur in forma ristretta per motivi legati alla pandemia, abbiamo voluto celebrare la festività onorando Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici, con il ritorno della  statua lignea in Chiesa dopo i lavori di restauro. Per il secondo anno consecutivo siamo costretti a non poter organizzare i tradizionali festeggiamenti in piazza con la consueta benedizione riservata agli amici a quattro zampe, in presenza soprattutto dei bambini a cui auguro “di cuore” che questo triste periodo legato alla pandemia termini al più presto per consentire loro di vivere ogni occasione di festa con gioia e spensieratezza”.

Fonte:
https://picchionews.it/varie/civitanova-la-statua-di-sant-antonio-torna-a-casa-dopo-i-lavori-di-restauro

La statua prima del restauro

La statua si trovava nella Chiesa di Sant’Agostino, nel primo altare a destra, appena si entrava dal portale principale, ma in origine la statua si trovava sull’altare maggiore. Successivamente fu trasferita nella cappella di San Marone, all’interno della Chiesa di San Paolo, sempre a Civitanova Alta.  L’impianto originale romanico-gotico della chiesa di Sant’Agostino è del XIII secolo ed era inizialmente intitolata a Sant’Antonio abate.
Nel XVIII secolo la chiesa è stata rimaneggiata e intitolata a Sant’Agostino.  Attualmente l’interno della chiesa è stato trasformato in Auditorium.

Data compilazione scheda: 24 / 1 / 2022
Rilevatore: AC

MONTEFALCO (PG). Chiesa e complesso Museale di San Francesco, affreschi con storie di s. Antonio abate, metà XV secolo

 

La Chiesa di San Francesco, costruita tra il 1335 e il 1338 dai Frati Minori, fu il primo insediamento francescano entro le mura e il terzo nell’ambito montefalchese.
Nel 1863 passò in proprietà al Comune di Montefalco e dal 1895 divenne sede della pinacoteca e del museo civico. Gli interventi di restauro eseguiti alla fine del XX secolo hanno consentito la riapertura del Museo al pubblico. L’esterno, di semplice impianto architettonico, è caratterizzato da una facciata monotona di pietra bianca sovrapposta nell’Ottocento.
La Chiesa a pianta rettangolare è composta da una navata centrale che si conclude con un’abside pentagonale, ai lati della quale ci sono due cappelle, anch’esse, a pianta rettangolare. La navata laterale è stata ricavata nel XVII secolo con l’abbattimento delle pareti laterali di singole cappelle costruite a partire dal XIV secolo.
La superficie pittorica è stata affrescata tra il XIV e il XVI secolo, da famosi artisti, tra cui Benozzo Gozzoli e Pietro Vannucci detto il Perugino.

Abside destra:  Cappella di Sant’Antonio abate
La Cappella è affrescata con le Storie di Sant’Antonio abate, a testimonianza della popolarità del Santo nel ‘400.
Nell’arco d’ingresso al centro Gesù tra gloria di Serafini; lateralmente tre fatti della vita di Sant’Antonio.

Nella volta della crociera alla prima vela sopra la parete:
Sant’Antonio dona ai poveri il suo avere, Sant’Antonio si fa monaco.
Alla seconda vela:
Sant’Antonio battuto dai demoni, Sant’Antonio salvato da un monaco.
Alla terza vela:
La storia del drago, la provvigione miracolosa.
Alla quarta vela:
Sogno del Re di Palestina.
Nella lunetta Crocefissione con Angeli, San Giovanni, Santa Maria Maddalena e San Francesco.

L’attribuzione non è certa, l’ipotesi più accreditata è che la cappella sia stata affrescata da Andrea di Cagno di Morico (notizie 1418-1446), che operò a Foligno e a Montefalco nella prima metà del XV secolo.
All’interno della cappella è conservata la “Madonna del Soccorso”, opera del montefalchese Francesco Melanzio(1465- 1526 circa).

 

Link:
https://www.montefalco.it/chiesa-di-san-francesco/

http://www.ediart.it/Archivio%20fotografico%20II/citt%C3%A0%20e%20luoghi%20umbria/pag%20musei%20collezioni%20umbria/museo%20s%20franc%20montef%20varie/museo%20montefalco%20%20varie%202.htm

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-e-complesso-museale-di-san-francesco-montefalco-pg/

FORLI’ (FC). Chiesa di Sant’Antonio abate in Ravaldino

Corso Diaz, 105
https://goo.gl/maps/R5itcZfLrnjwzuKx6

 

La prima pietra dell’edificio venne posta nel 1705 su iniziativa dall’ordine dei Carmelitani Scalzi di S. Teresa.
Nel 1798 divenne chiesa parrocchiale al posto della vicina Chiesa di Sant’Antonio Vecchio, oggi divenuta Sacrario dei Caduti. VEDI SCHEDA

Le fasi della realizzazione della chiesa sono state tre, con diversi architetti: la prima dal 1705 al 1732 ad opera di Carlo Cesare Scaletti; la seconda, dal 1732 al 1773 ad opera di Giuseppe Merenda, durante la quale fu costruito il corpo principale dell’edificio; la terza, dal 1773 al 1778, che vide realizzata la copertura e completamente rifatta la decorazione interna ad opera di Gaetano Stegani.
Il portale fu realizzato nel 1931 e disegnato dall’architetto Leonida Emilio Rosetti.

All’interno, il corpo principale ha pianta ottagonale e due altari.

La chiesa conserva una una statua di sant’Antonio abate.

 

 

 

 

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_in_Ravaldino

 

FORLI’ (FC). Pinacoteca Civica, pala Ostoli con s. Antonio abate e frammento di affresco con il Santo

FORLI’ (FC). Musei di San Domenico – Pinacoteca Civica. Piazza Guido da Montefeltro, 12

 

La Pinacoteca Civica ospita due opere con la figura di sant’Antonio abate.

Nella sala 7:  Glorificazione di sant’Antonio Abate in trono tra i santi Giovanni Battista e Sebastiano, detta anche Pala Ostoli, pittura a tempera grassa su tavola, (154 x 174 cm), opera di Marco Palmezzano (1459 – 1539), eseguita nel 1496-1497.

Quest’opera vene eseguita per una cappella della Chiesa di Santa Maria del Carmine a Forlì di iuspatronato degli Ostoli. Di questa famiglia forlivese faceva parte un Antonio che, come narra la “Cronaca Albertina“, beneficò largamente la chiesa e fu probabilmente il committente di questo dipinto, con il quale intendeva onorare il Santo suo omonimo (Viroli 1980).
Sant’Antonio abate tiene un libro nella mano sinistra (pagine sono rivolte verso l’esterno) e la destra rivolta verso l’alto, è in trono, entro una volta architettonica. Il testo dell’iscrizione sul libro è tratto dalla “Legenda Aurea“: sono le parole di lamento che pronuncia il Santo eremita quando viene tentato dal demonio.
La raffinatezza di esecuzione del  s. Sebastiano indusse il Venturi (1913) a ipotizzare che il pittore potesse essersi servito per questa figura di quel cartone del Melozzo con tale soggetto, che è ricordato nell’inventario degli oggetti dello studio di Ancona a lui appartenenti. Nella parte anteriore della base del trono, lo stemma della famiglia Ostoli è sormontato da un cartellino dipinto illusivamente che reca la firma del pittore: questa iscrizione fu ritenuta a lungo di Melozzo e dette origine alla falsa onomoastica di Marco Melozzo. A questo proposito il Grigioni (1956) scrive: «Ma poiché le notizie della “Cronaca Albertina” fanno ritenere che quest’opera sia del periodo 1496-97, cioè di almeno due anni posteriore alla morte di Melozzo, è evidente che a quella segnatura si deve dare un’altra interpretazione che è suggerita anche da quel “de”, che altrimenti sarebbe pleonastico, cioè “Marco di Melozzo” (si capisce che bisogna passare sopra alla sgrammaticatura), vale a dire “Marco scolaro di Melozzo”.» Il Grigioni, dal confronto con altre opere, ritiene convincente il biennio indicato come datazione della tavola.

 

Immagine e testo tratti da: http://www.cultura.comune.forli.fc.it/upload/cultura/gestionedocumentale/Sala07_n39_784_2250.jpg

https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=58059


 

Nella sala 2: frammento di affresco con sant’Antonio abate che benedice un fanciullo, pittore ignoto, ultimo quarto del XIII secolo. Il frammento, purtroppo molto lacunoso e poco leggibile, si trova sotto una Madonna col Bambino. Il frammento proviene dalla ex chiesa di Sant’Antonio vecchio a Forlì, VEDI SCHEDA

 

Link:
http://www.cultura.comune.forli.fc.it/upload/cultura/gestionedocumentale/Sala02_n1401_784_2129.jpg

 

Bibliografia
Grigioni C., Marco Palmezzano pittore forlivese nella vita nelle opere nell’arte, Fratelli Lega Editori, Faenza 1956, pp. 66-67, 316, 421-425
Venturi A., Storia dell’arte italiana. La pittura del Quattrocento. Parte II, Ulrico Hoepli, Milano 1913, VII, parte II, pp. 64, 70-73, 82
Viroli G., La Pinacoteca Civica di Forlì, Cassa di Risparmio di Forlì, Foprlì 1980, pp. 54-55

La fondazione della Pinacoteca Civica di Forlì avvenne ufficialmente nel 1838. I primi fondi furono costituiti da opere provenienti dalle spoliazioni napoleoniche di varie chiese cittadine. Ad esse si erano aggiunte donazioni di privati cittadini, come il conte Pietro Guarini, ed opere provenienti dal Palazzo Comunale.
L’apertura al pubblico si ebbe nel 1846; la sede era il Palazzo dei Signori della Missione, allora sede della Biblioteca comunale, a cui la pinacoteca era annessa.
Nel 1922, completato il trasferimento dell’ospedale dal Palazzo del Merenda alla nuova sede, progettata nel 1905 da Giovanni Tempioni e terminata nel 1912, ed eseguiti i necessari lavori, la pinacoteca lasciò la vecchia sede per trovare collocazione nel grande palazzo progettato da Giuseppe Merenda. Qui vennero anche trasferiti la biblioteca e gli altri musei civici nel frattempo fondati.
A partire dal 1996, gran parte delle opere della pinacoteca ha raggiunto la nuova sede, nell’ex convento dei Domenicani.

CRANDOLA VALSASSINA (LC). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Carso
https://goo.gl/maps/VRBVLAy3Rfj9E16N6

 

La chiesa fu consacrata nel 1474 ed è popolarmente detta anche “del purcel”, poiché il Santo patrono è il protettore degli animali.

La facciata dell’edificio presenta due affreschi molto deteriorati raffiguranti i Santi Antonio abate e Cristoforo ai lati di un Crocifisso.
Con una sola navata, coperta da volta come il presbiterio, ha tre altari: quello maggiore, quello dell’Immacolata Concezione a destra e quello di Sant’Antonio di Padova a sinistra.
Le pareti della navata furono affrescate con episodi di Vita della Vergine nel Settecento.

Altorilievi in stucco sono distribuiti sulla volta, mentre sulla parete di fondo si aprono tre nicchie contenenti statue: quelle laterali con i Santi Lorenzo e Sebastiano e quella statua centrale con Sant’Antonio abate, in abiti vescovili, con la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra che tiene il bastone con campanella e il libro con sopra il fuoco.

 

Nel Comune si festeggia sant’Antonio nel weekend più vicino al 17 gennaio, con falò il sabato sera e la domenica con la benedizione degli animali.

 


Link:

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=ParrocchieMAP&idSessioneEsterna=112233445566778899&sercd=13859


Data compilazione scheda: 
16/1/2022
Rilevatore: AC