PIEVE DI SOLIGO (TV), frazione Barbisano. Chiesa parrocchiale di Santa Caterina, dipinto con s. Antonio abate, 1924

In origine fu cappella filiale di Pieve di Soligo; la prima attestazione della Chiesa si trova in un atto notarile del 1350. Nel 1544 era già da molto tempo curazia; divenne parrocchia nella prima metà del sec. XVI. La parrocchiale risale agli anni 1902-10, quando fu ricostruita poco ad ovest di dove sorgeva la precedente settecentesca, il progetto era dell’architetto barbisanese Barnaba Lava.
Durante la Grande Guerra subì gravi danni, i lavori ripresero nel 1912 e la chiesa fu consacrata solo nel 1929.

 

Internamente è custodita una pala d’altare realizzata nel 1924 da Giovanni Zanzotto (Pieve di Soligo, 1888 – 1960), raffigurante i Santi Antonio abate e Antonio di Padova.
Sant’Antonio abate è a sinistra, con saio e mantello, tiene nella mano sinistra un bastone e nella destra il fuoco.

 

 

 

Segnalazione e fotografie di Albertino Martignon

CORCIANO (PG). Chiesa della Mater Salvatoris, affresco con s. Antonio abate, 1494 circa

La chiesetta situata all’interno dell’antico Spedale (ospedale) del Borgo di Corciano, ora Via Roma https://maps.app.goo.gl/tFzFr2jWeNHxXmXg6.

Fu affrescata nel 1494, non si sa se da Ludovico di Angelo di Baldassare, di cui non si hanno certe notizie, oppure da Ludovico di Angelo Mattioli o da Bernardino di Lorenzo, fratello del più noto pittore perugino Fiorenzo di Lorenzo.

 

Al centro sopra l’altare le figure della Madonna col Bambino tra san Sebastiano e san Nicola da Tolentino; ai lati decorazioni con stemmi e la data di esecuzione in cifre romane.

 

Sulla parete sinistra, sant’Antonio abate è raffigurato seduto in trono, con lunga barba bianca biforcata, un libro rosso nella mano sinistra e un bastone a tau nella destra. Ai suoi piedi a destra un piccolo maiale della cinta senese.


Bibliografia:

Tiroli Alessandra, Corciano Mater Salvatoris: l’Ospedale e la chiesa del Borgo, Effe, F. Fabbri, 2001

CORCIANO (PG), frazione Castelvieto. Antica pieve, chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, statua e dipinto di s. Antonio abate

L’antica pieve, oggi nella località Pantanella della frazione Castelvieto, eretta forse già nel corso del VII secolo, insieme alla corte di Tiviano, è menzionata per la prima volta in documenti del 1136. Attorno alla chiesetta, già nel corso dell’alto Medioevo, si sviluppò un piccolo nucleo abitato che nel corso del XIII secolo viene indicato con il nome di Villa Plebis Tiviane e del quale ora è rimasta solo la chiesa. La pieve fu più volte ristrutturata.
Si presenta con un avancorpo abitativo con un ingresso che immette in un’ampia corte lastricata in pietra su cui si affaccia la chiesa.

Anticamente la pieve aveva altari laterali, uno dei quali dedicato a sant’Antonio abate, nella prima campata della parete sinistra, ove ora è posta la statua di Sant’Antonio abate inserita in un contesto a forma di tempio con colonne come compare anche nelle altre campate.
La statua, della quale non abbiamo notizie, presenta il Santo in abiti e mitra vescovili, con la mano destra che tiene il fuoco; la sinistra regge un bastone pastorale, a sinistra ai suoi piedi un maiale.

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/pieve-di-san-giovanni-castelvieto-di-corciano-pg/


Non ci è noto in quale chiesa sia attualmente conservato, perché il Catalogo dei Beni culturali indica solo il Comune, un olio su tela di 93 x 65,6 cm, raffigurante s. Antonio abate, opera di don Guerriero Giappesi (1885 – 1975) del 1900-24.
Sant’Antonio indossa abiti monastici e il mantello con la tau e tiene con la mano destra un bastone pastorale, a terra, a sinistra, un libro con sopra il fuoco e a destra la mitra.

Link:
hhttps://dati.beniculturali.it/lodview-arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1000067030.html


Nella chiesa di Santa Maria Assunta a Corciano vi è una statua di Sant’Antonio abate, posta negli anni ’50 del XX secolo.
La statua in legno fu realizzata nella prima metà del XX secolo da bottega della Val Gardena e misura 174 x 65 x 43 cm. Raffigura il Santo che tiene con la mano sinistra un libro chiuso, la destra compie il gesto di benedizione. Il muso di un maiale spunta dalla veste di s. Antonio, a sinistra.

Link:
https://dati.beniculturali.it/lodview-arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1000067034.html

REVINE LAGO (TV). Chiesa di San Matteo, dipinto con s. Antonio abate di E. Dall’Oglio, 1725-35

La chiesa attuale è il risultato di un ampliamento del 1945-51, che però non ha distrutto le principali strutture di quella vecchia, costruita alla fine del secolo XVI, consacrata la prima volta dal Vescovo Sebastiano Pisani il 19 maggio 1644 e riconsacrata dal Vescovo Lorenzo Da Ponte il 21 settembre 1745.

All’interno sono conservati molti pregevoli dipinti di pittori locali, tra questi la pala del cisonese Egidio Dall’Oglio (1705 – 1784), con Madonna col Bambino in gloria tra i Santi Matteo e Mattia e l’olio su tela di 164 x 98 cm, raffiguranteSan Giuseppe col Bambino; Sant’Antonio abate e San Floriano”.
L’opera non è citata né dal Federici e dal Crico né nel catalogo del Donzelli. Essa appartiene probabilmente al primo periodo dell’attività del pittore, seguace del Piazzetta e poi influenzato da Mathias Gremsel.

 

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra, scalzo, con saio e barba bianca; tiene nella mano sinistra il fuoco e nella destra un corto bastone a tau cui è appesa una campanella

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500036932

VENEZIA. Chiesa di San Giuliano/San Zulian, dipinto con s. Antonio abate di Palma il Giovane, 1593-1604

La Cappella a destra dell’altare maggiore, conserva un olio su tela di 220 x 90 cm, dipinto da Jacopo Negretti detto Palma Il Giovane (1544 – 1628).
Per la datazione: “La visita pastorale del Patriarca Priuli avvenuta il 21 febbraio 1593, ci permette di definire un termine post quem per la datazione poiché l’intera cappella non era costruita in modo idoneo. Il termine ante quem invece ci è fornito dalla guida dello Stringa (1604) che per primo lo descrive. L’Arslan (1932) ed il Ciampi (1960), riferendosi appunto a tale testo giudicano il dipinto anteriore al 1604, e anche la Mason Rinaldi (1984) ritiene che sia databile prima del 1603, avvicinandolo stilisticamente ai “Dottori della chiesa” sul soffitto dell’Ateneo Veneto (eseguiti dal Palma nel 1600)”.

Sulla diagonale creata dalla scalinata di una costruzione architettonica siedono, alla sommità san Giovanni Evangelista raffigurato con l’aquila alle spalle mentre sta scrivendo; in basso a sinistra san Giuseppe regge il tradizionale bastone fiorito e a destra sant’Antonio abate tiene con le due mani bastone cui è appesa una campanella.

 

La chiesa, di antica origine, fu ricostruita nel XVI secolo. Conserva numerose importanti opere d’arte.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500137314

https://books.openedition.org/efr/37707

 

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Zulian