ZOPPOLA (Pn), fraz. Orcenigo Inferiore. Chiesa di Sant’Ulderico e Sant’Antonio abate

La chiesa sorge in Via Sant’Ulderico, 11. https://maps.app.goo.gl/cmfzbuvw2iJf9zAr8

L’edificio è fatto risalire al 1479, anno in cui in un documento si attesta l’erezione della curazia e quindi si presuppone l’esistenza di una propria chiesa.
La parrocchiale, già dedicata a Sant’Antonio abate e poi a Sant’Ulderico, ha subito nel XIX secolo diversi rimaneggiamenti che le diedero l’aspetto attuale.
La facciata, scandita da quattro lesene che sostengono il timpano, presenta una bella porta d’ingresso inquadrata in pietra con due testine scolpite, databile al XVI sec.
Nella lunetta soprastante, c’è un affresco recente.
A destra della facciata, in posizione isolata, sorge il campanile in pietra con quattro bifore, timpano ottagonale e coronamento superiore.

All’interno l’aula rettangolare con soffitto piatto a cassettoni presenta due altari laterali, dedicati alla Madonna ed a Sant’Antonio, realizzati da Giacomo Costiero (1765).

Si conserva anche un dipinto settecentesco con la Visitazione attribuito a Nicolò Bambini.

Bibliografia:
AA.VV. Il Sanvitese, percorsi artistici, storici, naturalistici, Consorzio fra le Pro Loco del Sanvitese, 2005

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 20/04/2011 – 02/04/2023

VALVASONE ARZENE (Pn), fraz. Valvasone. Borgo Sant’Antonio

Era una borgata isolata posta fuori le mura di Valvasone, comune che si è fuso con Arzene nel 2015. Ancor oggi gli anziani di questo luogo, quando devono andare in municipio o in chiesa dicono: “Andiamo a Valvasone”.

Le abitazioni del borgo erano disposte attorno alla chiesetta dedicata a Sant’Antonio abate.
La chiesa, trasformata poi in abitazione privata, aveva sulla facciata un affresco raffigurante un San Cristoforo a grandezza naturale. Con i lavori di ristrutturazione se ne sono cancellate completamente le tracce.
Nella facciata dell’abitazione, resta soltanto una nicchia contenente tre vecchie statuine in legno di Sant’Antonio a ricordo dell’esistenza del luogo sacro.
Nel borgo vi è anche la casa natale del poeta e letterato Antonio De Marchi.

 

Bibliografia:
AA.VV., Il Sanvitese, percorsi artistici, storici, naturalistici, Consorzio fra le Pro Loco del Sanvitese, 2005

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 20/04/2011

 

VALVASONE ARZENE (Pn). Chiesa e Ospedale dei Santi Pietro, Paolo ed Antonio abate.

Via San Pietro, 6
https://maps.app.goo.gl/cmfzbuvw2iJf9zAr8

La tradizione vuole che la Chiesa sorga sulle fondazioni di un tempietto romano dedicato a Giove o sulla parte terminale di un cunicolo che porterebbe al castello; la prima notizia certa risale comunque al 1355, quando si documenta l’esistenza di un hospitale governato quasi di certo dalla confraternita dei Battuti.
La sua finalità era dare ospitalità ai viandanti ed offrire ricovero e cura ai poveri.
L’ospedale probabilmente era costituito da due vani contigui, quello che si affacciava sulla strada fungeva da ricovero, mentre quello posteriore serviva per le riunioni ed i momenti di preghiera della confraternita stessa.

Nel corso del Quattrocento la confraternita attraversò un periodo così negativo che quasi sospese la sua attività assistenziale; per questo nel 1461 ad opera di un gruppo di cittadini venne ricostituita sotto l’intitolazione dei Santi Pietro, Paolo ed Antonio Abate.
In tale occasione i vecchi locali furono ristrutturati: la cappella e l’ospedale furono uniti a formare un unico vano illuminato da lunghe finestre monofore centinate, mentre un nuovo ambiente posto a fianco della chiesa venne utilizzato per l’accoglienza dei poveri.
La nuova chiesa, consacrata nel 1497, fu ornata con tre altari, uno dei quali costituito da un polittico ligneo con le statue dei santi titolari (oggi il san Pietro è perduto).

All’inizio del Cinquecento fu chiamato Pietro da Vicenza (1467-1527), che nel 1510 circa eseguì degli affreschi sulla parte di sinistra della navata e sul lato destro del presbiterio, coprendo in parte degli affreschi trecenteschi ancora visibili nella Crocifissione. All’interno sulla parete sinistra si conserva la sua opera maggiore che raffigura la Santissima Trinità all’interno di un’illusionistica edicola con volte a cassettoni (alla sua base si può leggere la firma del pittore, che si sigla PVP), affiancata, a sinistra dai santi Bartolomeo e Biagio, Giovanni Battista e Lucia, mentre a destra da Apollonia e Caterina, Antonio abate e Gottardo, ognuno contraddistinto dai tradizionali attributi iconografici. Vedi fotografia in alto.
Lungo le navate vi sono altri due altari, realizzati durante la riforma strutturale settecentesca: in quello a sinistra, che interrompe l’affresco, sono collocate due statue lignee policrome, della fine del Quattrocento – l’epoca della consacrazione –, che rappresentano San Paolo e Sant’Antonio abate, parti superstiti di più ampio polittico.

Tra il 1739 ed il 1760 la cappella fu nuovamente sottoposta ad un rimaneggiamento, che comportò l’innalzamento dei muri perimetrali della navata e del presbiterio, l’apertura di nuove finestre, la costruzione di un nuovo altar maggiore, l’apertura di due cappelline laterali per altrettanti altari, la sistemazione della cantoria a ridosso della controfacciata, l’ampliamento della sacrestia, la costruzione della torre campanaria incorporata tra il fianco destro della chiesa e l’edificio adiacente.
Nel 1806 Napoleone soppresse la confraternita, ma l’ospedale continuò nella sua opera assistenziale sotto una Congregazione di Carità comunale, fino all’inizio del XX secolo.
Oggi rimane solo la chiesa, restaurata nel 1991, mentre i locali adibiti a scopi ospedalieri sono divenuti un’abitazione privata. La facciata piuttosto semplice è ritmata dall’apertura della porta d’ingresso, inquadrata in pietra, e delle due alte finestre ad arco con occhio cieco al centro.

La pala dell’altare maggiore A Pietro da Vicenza inoltre era stata richiesta una pala per l’altare maggiore, di cui però si sono perse le tracce; al suo posto vi è un dipinto ottocentesco che raffigura, nel registro superiore la Madonna con il Bambino tra i santi Giuseppe, Agnese, Valentino e Antonio di Padova e in quello inferiore i Santi Pietro, Paolo, Antonio abate e Andrea. Il dipinto è inserito in un altare con una cornice lignea intagliata e dorata nel 1642 (come riporta un iscrizione alla base della cornice), opera di un intagliatore friulano.

 

Bibliografia:
 – AA.VV. Il Sanvitese, percorsi artistici, storici, naturalistici, Consorzio fra le Pro Loco del Sanvitese, 2005

Vedi anche:
https://guidartefvg.it/elenco/chiesa-dei-santi-pietro-e-paolo-valvasone/
– Comune di Valvasone Arzene – https://www.comune.valvasonearzene.pn.it/it/vivere-il-comune-46614/luoghi-46615/chiesa-ed-ospedale-dei-santi-pietro-paolo-e-antonio-abate-comune-di-valvasone-66832

– Art bonus – Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici – Valvasone Arzene
CHIESA DEI SS. PIETRO E PAOLO E ANTONIO ABATE – AFFRESCO CON LA CROCIFISSIONE
https://artbonus.gov.it/3033-chiesa-dei-ss.-pietro-e-paolo-e-antonio-abate-affresco-con-la-crocifissione.html
Nota: sono in corso due interventi di restauro: una per la facciata ed una per l’affresco della Crocifissione, supportati da due raccolte fondi tramite l’Art bonus.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 23 feb 2020 – aggiornam. dicembre 2021. agg. 16 ago 2024

 

 

 

BORGOSESIA (Vc), fraz. Bettole. Chiesa di Sant’Antonio abate (Parrocchia del Santo Nome di Maria e di Sant’Antonio abate)

La frazione Bettole si trova sulla strada provinciale 75 Borgosesia – Grignasco, immediatamente prima dell’ingresso in Borgosesia arrivando da Grignasco.
Via Ottone Angelo, 42
https://maps.app.goo.gl/N7dYjVaNjB4BQVFA7 

 

Nella facciata, decorata agli angoli con lesene, il portale è fiancheggiato da due piccole finestre e sovrastato da un affresco che riproduce l’immagine di S. Antonio abate, ai lati della quale, in due nicchie, sono collocate le statue di due santi vescovi; sotto lo spiovente del tetto si apre una finestra. L’interno, che presenta una sola navata, è riccamente decorato con affreschi.

La pala d’altare ha come elemento centrale una sorgente che sgorga dal terreno, circondata da santi, tra cui si distingue sant’Antonio, affiancato non da un maialino, come nella tradizione, ma da un cinghiale.

Sulla cupola è affrescato il Padre Eterno in atto benedicente. L’abside rivolta a oriente è quanto resta di una cappella cinquecentesca, inglobata nella successiva costruzione; qui è collocata una tela in cui sono rappresentati al centro la Madonna, a sinistra S. Antonio abate e a destra S. Pietro, mentre ai due lati sulla parete sono affrescati S. Francesco e Santa Lucia; sulla volta il Padre Eterno è affiancato da personaggi dell’Antico Testamento. La chiesa possiede inoltre un corredo di statue lignee, come gli angeli del presbiterio, una Madonna  e altri santi.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
All’esterno della chiesa è collocato un pannello con la scritta: “Parrocchiale di S. Antonio aAbate – 1670.  Ad aula – Affreschi in facciata”.

Note storiche:
La chiesa, fondata nel 1670 e orientata da Nord a Sud, ha inglobato una cappella cinquecentesca, con orientamento Est–Ovest, intitolata a S. Antonio abate, e ha mantenuto l’intitolazione al santo.

Nel 1953, essendo negli anni aumentata la popolazione di Bettole, il vescovo decise di erigere la chiesa a parrocchia, dedicandola al Santo Nome di Maria.
Nei pressi dell’edificio probabilmente esisteva una sorgente miracolosa, la fonte di Antonio, salute di Bettole e refrigerio e ristoro per chi vi accorre, come è testimoniato dall’iscrizione posta sopra la pala d’altare.

Nel Cinquecento è stata costruita la cappella, e a questo secolo risale anche la tela dell’abside con la Madonna tra i due santi.
La costruzione successiva è stata fondata nel 1670; la tela del presbiterio è di poco posteriore, così come la decorazione affrescata e gli angeli del presbiterio, che si collocano tra Seicento e Settecento, mentre al Novecento risalgono rilievi e statue lignee, tra cui la Madonna eseguita nel 1947 dallo scultore gardenese Perathoner.

 

Bibliografia:
A. M. Marchetti Grasso, Nel cuore di Bettole: “la fonte di Antonio”, in: Passeggiate valsesiane, Valsesia editrice, Borgosesia 2008. pagg. 21-22.

Note:
Un ringraziamento particolare va a don Luigi Franco, parroco della chiesa dal 1953, per le informazioni cortesemente fornite.

Fruibilità:
La chiesa è aperta durante la celebrazione delle funzioni.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 15/09/2010

BALOCCO (Vc), fraz. Bastia. Chiesa di Sant’Antonio abate

Uscendo da Balocco e procedendo a nord-ovest in direzione di Buronzo, si incontra una deviazione a destra che conduce a Bastia, il cui nome indica chiaramente un luogo fortificato, attorno al quale nel XVI sec. sorsero case di coloni che desideravano dotarsi di una chiesa.
Via Sant’Antonio https://goo.gl/maps/LgLy7vuN7Vcboh7z6

 

Fu eretta in sobrie linee rinascimentali e dedicata a Sant’Antonio abate, probabilmente nella seconda metà del secolo XVI, smembrandola dalla cura di Balocco. La prima memoria di questa parrocchia si trova nelle note di una visita di mons. Bonomi: “die 22 augusti 1573 visitavit pariter pagum Bastiae in quo adest parochialis acclesia sub titulo S. Antonii Abatis, in qua non reperitur Ss. Sacramentum…”.
Esisteva già in quell’anno, sebbene allora fosse una semplice chiesuola, mancante delle due navate laterali che furono erette nell’area dell’antico cimitero, a spese del Comune, nel 1902.

L’edificio si presenta strutturalmente con elementi portanti verticali in muratura continua sul perimetro ed è corredato da un campanile romanico quadrato. In facciata la chiesa si presenta anticipata dalla scalinata che conduce all’interno.

Nella frazione sono anche visitabili i resti di una casa-forte trecentesca.

 

Info e immagine da:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 27/08/2010 – aggiornam. 15/12/2021