IMOLA (BO), frazione Spazzate Sassatelli. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Cardinalato, 7a, Spazzate Sassatelli è una località a circa km 22 da Imola
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Nel 1671 fu eretta dai marchesi Sassatelli nella loro tenuta una chiesa intitolata a Sant’Antonio abate.
Essendo di modeste dimensioni, nel 1787 fu costruito un edificio un altro più grande, con la facciata orientata verso sud-est e un portale contraddistinto dallo stemma della nobile famiglia scolpito in marmo bianco. Quando l’erede dei Sassatelli decise di rinunciare ai diritti e agli oneri relativi alla chiesa, fu dichiarata sede parrocchiale nel 1929 e nello stesso anno, su progetto dell’ingegnere lughese Montanari, viene rifatta la facciata e innalzato il campanile.
In seguito all’aumento del numero degli abitanti del luogo, nel 1957-59 si stabilì di edificare il tempio attuale, collocato in via Cardinala, su progetto di Fornoni e Sacchi di Bergamo.

La facciata è tinteggiata di un colore rosso mattone e il portale è racchiuso da una cornice in muratura la cui sagoma la forma della facciata. Al centro, nove finestre rettangolari allineate l’una accanto all’altra.

L’interno, a pianta rettangolare con una sola navata, è adornato con una statua dell’Immacolata e una di Sant’Antonio abate della scuola di Ortisei, inoltre da una vecchia statua di Sant’Antonio di Padova e una Via Crucis in ceramica di Giuseppina Calderoni.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/37772/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

TERNI, frazione Cesi. Resti dell’abside della chiesa di Sant’Antonio abate, XV secolo

I resti si trovano sotto la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, sita in centro paese in Via Angelo Cesi e risalente al XVI secolo.
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L’antica chiesa sorgeva presso la seconda cinta di mura, la prima notizia è data da una bolla di papa Bonifacio IX, datata 14 gennaio 1391, che riporta la donazione della chiesa ai Francescani con autorizzazione ad edificarvi un convento, che doveva essere di cospicue dimensioni, poiché alla metà del Seicento ospitò il capitolo provinciale dei Minori Conventuali.
Probabilmente chiesa e convento furono abbandonati fin dal tempo della prima occupazione francese, poi parzialmente demoliti e sopra vi fu edificata la casa parrocchiale.

Oggi ne resta solo l’abside, che era separata dalla navata tramite un grande arcone gotico murato.

La copertura è a crociera, nelle vele dovevano essere gli Evangelisti e altre figure, oggi rimangono solo un evangelista, san Matteo, sorreggente il cartiglio con la scritta: LIB / ER GE / NERA / TIONE e il buon ladrone Disma, il cui cartiglio riporta la scritta: …NUS DNO SEDE A DESTRIS.
Sulla parete di fondo è affrescata una grande e affollata Crocifissione, composta da ben settantacinque figure, unica opera conosciuta di un popolaresco pittore narnese, Giovanni di Giovannello di Paolello come testimoniato dalla scritta, oggi quasi completamente perduta, ma letta dal Contelori e, parzialmente, dal Guardabassi: HOC OPUS FECIT FIERI URSELLA PRO ANIMA AGNELELLE COLUCCIE ET SUORUM DEFUNCTORUM SUB ANNO DOMINI 1425 TEMPORE D . MARTINI PAPE QUINTI INDICTIONE QUINTA MENSE MADII DIE XXVI . IOANNES IUENELLI PAULELLI PICTORI DE NARNEA PINSIT HOC OP. . . . A.D. 1425.
Sulla bandiera di uno dei soldati a destra del Crocifisso si trova lo stemma della famiglia spoletina dei Mauri.

 

Info e immagini da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-cesi-tr/

SAMPEYRE (CN), frazione Rore. Pilone con s. Antonio abate

Nell’abitato di Rore sorgono diversi piloni/edicole; quello presso la fontana, sul lato a destra ha un’immagine di sant’Antonio abate con bastone a stampella cui è appesa una piccola campana. Purtroppo mutila della parte inferiore.

 

 

Fotografia di Donatella Olivero da Facebook.
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Segnalazione:
Valter Bonello

SPINETOLI (AP), frazione Pagliare del Tronto. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Vittorio Emanuele, 3
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La Santa Sede nel 1797 accordò l’erezione della nuova parrocchia di Pagliare con il preciso impegno da parte del popolo di costruire la chiesa e provvedere al suo mantenimento. Pur con generosi sforzi, i lavori di edificazione non riuscivano ad avanzare. Don Marco Guerrieri si interessò presso la Santa Sede perché alla nuova parrocchia si assegnasse un beneficio per uscire dalle difficoltà e per assicurare un sostegno economico ai futuri bisogni. I terreni, che attualmente sono della parrocchia, costituivano il beneficio di Sant’Antonio abate in Borgo Solestà, quartiere di Ascoli Piceno e li godeva mons. Marcucci, ascolano e vescovo di Montalto Marche. Alla morte del Vescovo, don Guerrieri, propose ed ottenne dalla Santa Sede che il beneficio di S. Antonio abate di Borgo Solestà fosse assegnato alla nuova parrocchia di Sant’Antonio abate di Pagliare. Solo vendendo parte del beneficio furono portati a termine i lavori della nuova chiesa terminata e inaugurata nel 1813.
Don Acciaccaferri fu il parroco che rimase più a lungo a Pagliare: dal 1856 al 1906. Egli fece decorare la chiesa parrocchiale del pittore Ferdinando Cicconi, artista di buona fama di Colli del Tronto. Di quel pittore rimane solo la tela al centro della volta, sulla navata centrale, in cui domina la figura di Dio Creatore. La decorazione del Cicconi fu in seguito ricoperta da quella fatta eseguire dal parroco don Riccardo Marucci.
Agli inizi del XX secolo si decise di rendere la chiesa più capiente, in quanto era troppo angusta per la crescente popolazione. Con progetto dell’ingegner Orlando Grifi, si affidò la costruzione delle due navate laterali e la pavimentazione di tutta la chiesa alla Ditta Morganti Ernesto. Nel 1925 la chiesa aveva già le attuali dimensioni. Nelle due nuove navate laterali furono posti due altari in legno prelevati dalla chiesa di San Francesco di Offida, demolita per essere adibita ad altri usi. Don Paolo Rossi acquistò dalla ditta Migliorini in Roma l’attuale organo. S i provvide in breve tempo all’arredamento della chiesa con banchi e sedie e si fece un primo rinnovo dei paramenti e di vasi sacri, un impianto di illuminazione adeguato.

La facciata presenta sopra i portali laterali due lunette a bassorilievo con immagini a mezzo busto di s. Antonio abate: a sinistra con libro e bastone; a destra circondato da animali.

 

Info da:
https://web.archive.org/web/20101003230330/http://lnx.pagliaredeltronto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=61&Itemid=63

VALBRENTA (VI), frazione Valstagna. Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate

Valstagna, Via Roma, 37
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La primitiva cappella del 1221 era una chiesa confraternale dipendente dalla pieve di Oliero e poteva sostenersi grazie alle rendite derivanti da una piccola cava di alabastro.
Nel 1494, presente il vescovo di Padova Pietro Barozzi, i capifamiglia del paese decisero la ricostruzione dell’edificio, che fu ultimato nel 1515. Nel 1552 Valstagna fu dichiarata parrocchia autonoma.
La prima pietra dell’attuale parrocchiale venne posta nel 1757; i lavori di costruzione furono portati a termine nel 1764. La chiesa fu consacrata nel 1861 e nel 1870 le fu conferito il titolo di arcipretale.
Durante la prima guerra mondiale la struttura subì gravissimi danni e nel 1919 dovette essere sottoposta ad un radicale intervento di ripristino.
Nel gennaio del 2008 una parte del soffitto della chiesa crollò e pertanto fu risistemato a partire dal 2009.

La facciata è incompiuta e presenta due nicchie con statue, quella di sinistra raffigura s. Antonio abate con bastone e campanella nella mano sinistra, mentre la destra tiene il fuoco.


All’interno, gli affreschi del soffitto furono eseguiti nel 1921 dal pittore trevisano Carlo Vendramin e sostituirono un precedente affresco del 1786, perduto con la prima guerra mondiale. La Natività o “Presepio”, è uno dei quadri più discussi dei Da Ponte, dove Francesco lavorò per la prima volta, con pura opera di coloritura, in compagnia di Jacopo (l’opera è databile tra il 1530 e il 1535).
Opera pregevole attribuita a Iacopo Negretti detto Palma il Giovane (1548/50 – 1628) è la Deposizione di Cristo (fine ’500);
Da segnalare la storica statua in legno della Madonna della neve, incoronata solennemente il 5 agosto 1638, e un suggestivo Crocifisso ligneo del secolo XVI, restaurato a giugno 2024; la pala del Crocifisso, pure in legno, è dello scultore valstagnese Marco Michielin (1854).

 

Su un altare sul lato destro si trova un dipinto raffigurante sant’Antonio abate, che ha nella mano destra il fuoco e con la sinistra tiene un bastone cui è appesa una campanella e un libro aperto. Dietro il Santo, a sinistra, un maiale pezzato. Un’iscrizione sotto il quadro riporta il nome di S. Antonio e
data probabilmente leggibile come MCMXXVI (1926).

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Valbrenta)

Segnalazione e fotografie di Albertino Martignon