VALDISOTTO (So), fraz. Santa Lucia. Chiesa di Santa Lucia e affresco con sant’Antonio abate

L’edificio (via Fumarogo, 27) presenta due navate: quella di sinistra in stile romanico-lombardo – più piccola e più bassa – è ciò che rimane della primitiva costruzione risalente al XII-XIII secolo affacciata lungo la strada regale di Val Fin che, attraversando la Valdisotto, raggiungeva un tempo i confini meridionali del contado a Serravalle; la navata di destra fu invece aggiunta, probabilmente a causa di un aumento della popolazione, nel XV-XVI secolo, come testimoniano i resti dell’affresco quattrocentesco con S. Cristoforo, collocato esternamente a fianco del portale d’ingresso.
Nella chiesa sono conservate alcune tra le più significative opere d’arte del Bormiese.
Attribuito a Giovanni Andrea De Magistris e datato 1524, come si ricava da un’iscrizione sul trono della Vergine che recita: “Anton[ius] fili[us] quondam Ser Andree dic[tus] Del Lupo f. [f.] hoc op[us] 1524 sep[tem]b“, è un affresco votivo sulla parete di destra della chiesa, raffigurante la Madonna col Bambino in trono tra s. Nicola da Tolentino a sinistra, e i ss. Antonio abate, Rocco e Sebastiano a destra (sulla sinistra la composizione è interrotta dalla rottura dell’intonaco; a sinistra del s. Nicola vi era sicuramente un altro santo, di cui rimane il frammento della mano).

Bibliografia:
– De Magistris Giovanni Andrea in “Dizionario Biografico” reperibile su: https://www.treccani.it/enciclopedia/de-magistris-giovanni-andrea_%28Dizionario-Biografico%29/ 4/8

Immagine esterno da sito: http://www.visitvaldisotto.it
L’immagine dell’affresco è stata elaborata da https://www.pinterest.it/pin/521221356857948104/

Autore: Angela Crosta

CROAZIA – POREČ / PARENZO. Museo della Basilica Eufrasiana, polittico di A. Vivarini con s. Antonio abate, 1440

Tempera e doratura su tavola, 180 x 220 cm
Opera di Antonio Vivarini (Venezia 1415/1420 ca – 1476/1484 ca) in collaborazione con Giovanni da Murano.
Il polittico è composto da dieci scomparti disposti su due ordini. Raffigura: “Madonna con il Bambino in trono e, in alto, Imago Pietatis. A sinistra: i santi Nicola, Simone, in alto Maria Maddalena, Cristoforo. A destra, i santi Francesco d’Assisi e Giacomo Maggiore, in alto Antonio abate e Caterina d’Alessandria”.

Iscrizione: sullo zoccolo del trono della Madonna “1440 ANTONI[U]S DE MURIANO PINXIT HOC O(PUS)”
Il polittico si trovava un tempo nella sagrestia della cattedrale, in seguito venne collocato su un altare laterale e dal 2001 è esposto presso il Museo della Basilica Eufrasiana.

Sant’Antonio, a mezzobusto, indossa saio chiaro e mantello nero e tiene nella mano destra un bastone a terminazione curva.

 

Immagine da:
https://cartesensibili.wordpress.com/2016/03/06/a-colpo-docchio-silvio-lacasella-i-vivarini-conegliano-palazzo-sarcinelli/

Bibliografia
Bralic V.; Kudiš Buriæ N., Istria Pittorica. Dipinti dal XV al XVIII secolo, Unione Italiana – Fiume e Università Popolare di Trieste Rovigno, Trieste 2005, pp. 168-72

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_Eufrasiana

https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-vivarini_%28Dizionario-Biografico%29/

ERACLEA (Ve). Oratorio di Sant’Antonio abate

Oratorio di campagna dedicato a Sant’Antonio abate situato in via Largon

https://maps.app.goo.gl/JYMdaoQAH8D1nriA7

 

 

Segnalazione:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

ASCIANO (SI). Castello di Gallico, collezione privata, trittico con s. Antonio abate di Pietro di Giovanni d’Ambrogio, 1444-9

Tempera su tavola di 55 x 66 cm, realizzato fra il 1444 e il 1449
Raffigura: “Madonna con Bambino tra sant’Antonio abate, san Giovanni Battista, san Bernardino da Siena e san Bartolomeo; in alto Crocifissione di Cristo. Nell’anta sinistra, le sante Caterina d’Alessandria e Maria Maddalena; in alto Angelo annunciante. Nell’anta destra, i santi Pietro e Paolo; in alto Maria Vergine annunciata”.

Opera del pittore senese Pietro di Giovanni d’Ambrogio (1410 – 1449).

Sant’Antonio abate è raffigurato nel pannello centrale, a sinistra in alto e in secondo piano. Ha la barba grigia, indossa saio marrone e mantello nero; tiene con la mano destra il bastone a tau.

 

Il Castello di Gallico, con le sue cinque torri di pietra e mattoni rossi, è un bellissimo esemplare di azienda agricola fortificata: la sua mole imponente si erge solitaria sull’altopiano delle crete nel Comune di Asciano, poco distante dal villaggio di Montecalvoli, alle cui vicende e proprietari è stato legato nel tempo.
Di recente, dopo l’acquisto da parte dell’arch. romano Simon Pietro Salini, è stato restaurato con perizia ed è sede di una ricca collezione d’arte privata che comprende anche il trittico.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
http://www.cretesenesi.com/asciano/l-arte-sul-territorio/piccolo-trittico-da-viaggio-p-1_art_3_465.html

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/Bernardino%20da%20Sscheda/opera/17101/Pietro%20di%20Giovanni%20d%27Ambrogio%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20tra%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20san%20Giovann

https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-di-giovanni-di-ambrogio_%28Dizionario-Biografico%29/

FERENTINO (FR). Chiesa e monastero di Sant’Antonio abate

Via Stella Ponte Sant’Antonio, 67-71
https://goo.gl/maps/TLMeeGEfaChsgR1j6

Il monastero, in stile romanico, fu fondato da papa Celestino V e ne accolse le spoglie fino al 1327 divenendo così meta di pellegrinaggi.
La chiesa venne retta dall’Ordine dei Celestini dal XIII al XVII secolo; in seguito, per penuria di monaci, fu aggregata alla chiesa di Sant’Eusebio a Roma di cui divenne grangia.
L’esterno si presenta costituito da una facciata a capanna con portale architravato sormontato da una lunetta, una finestra circolare e un semplice campanile.

I restauri (1995-96) hanno restituito all’edificio l’originaria pianta a tre navate, distinte da pilastri che sorreggono arcate a tutto sesto in prossimità della zona presbiteriale. Le navatelle laterali sono coperte da volte a crociera. La navata centrale ha la parete absidale rettilinea e, come nelle chiese urbane di S. Francesco e S. Maria Maggiore, presenta due tipi di copertura: lignea nell’area destinata ai fedeli e in muratura con volta a crociera sulla campata occupata dall’altare.
L’intervento di demolizione della volta ottocentesca ha permesso di recuperare l’originaria facies interna e di scoprire nuove decorazioni sulle parti alte delle pareti nella zona del sottotetto e nella parete di controfacciata. Quest’ultima presenta decorazioni altomedievali con figure di Santi inserite in rettangoli con fasce geometriche rosse contornate da perlinature biancastre; i contorni chiaroscurali sono a secco e le aureole sono lisce e definite nei contorni.
La parete destra della navata centrale presenta affreschi di pregevole fattura databili alla fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, la Vergine, San Giovanni Battista, al centro Cristo (con aureola crociata e incisa) e il corpo nudo coperto da lunghi capelli del santo eremita Onofrio della tebaide d’Egitto. (sec. V d. C.). L’alta qualità della fattura fa attribuire tali affreschi al grande pittore romano Pietro Cavallini.

Gli affreschi che decorano l’arco trionfale riproducono tre scudi a forma di “bucranio” appesi alla parete in risalto su un drappo verde: a sinistra c’è lo stemma della città di Ferentino (il giglio bianco su fondo rosso), al centro, in maggiori dimensioni, quello dei Fratelli dello Spirito Santo fondati da Pietro del Morrone (sull’arma a fondo bianco la croce ha la lettera S sovrapposta al suo asse verticale; sopra l’arma è riprodotta la tiara pontificia), e a destra è dipinto lo stemma dell’Ordine Ospedaliero degli Antoniani (sull’arma a sfondo bianco si staglia il Tau, sul quale è riprodotta la croce infissa sul Calvario, raffigurato da tre piccoli monti).

Importantissimo è il rinvenimento, sulla superficie del pilastro di retrofacciata della cappella sottostante il campanile, di un affresco, databile agli inizi del XIV secolo raffigurante a grandezza naturale san Pietro Celestino con l’abito scuro del monaco, che regge tra le mani la tiara papale e ha appoggiato sul braccio sinistro il mantello purpureo.

Addossato alla parete absidale della navate centrale è l’altare maggiore, su cui domina la pala raffigurante “Vergine con il Bambino e i santi Pietro Celestino, Giovanni Battista, e Antonio abate”, tela dipinta da Andrea Giorgini nel 1829 e dono del cardinale Pietro Vidoni. Nella parte superiore della tela è rappresentata la Madonna, seduta su un trono di nuvole grigie con in braccio Gesù Bambino. Nella parte inferiore della tela sono le immagini dei Santi inserite in un ambiente sereno e naturalistico. San Pietro Celestino è raffigurato a sinistra: di aspetto senile, indossa abiti e tiara pontificale e, con le braccia protese verso la sua sinistra, invita i fedeli ad ascoltare san Giovanni Battista, il suo patrono, raffigurato al centro vestito di pelli e con un mantello rosso mentre regge con la mano sinistra la croce e con l’indice della mano destra sollevato addita ai fedeli la gloria di Maria e Gesù.  A destra è raffigurato di tre quarti sant’Antonio abate, con barba bianca, saio marrone e mantello più scuro; che regge con la mano sinistra il bastone con il campanello e tiene poggiata la mano destra al petto, mentre estasiato reclina all’indietro il capo per contemplare la visione della Vergine. La cornice architettonica dell’ancòna dell’altare maggiore è di stile tardo-barocco non privo di classica sobrietà, adeguata al contesto rurale della chiesa. La cornice presenta due colonne corinzie che fiancheggiano la pala di Andrea Giorgini e che sorreggono una trabeazione con angeli seduti simmetricamente alle cornici angolari di un timpano spezzato, al cui centro addossata alla parete è una tabula quadrata incorniciata in stucco da volute ed elementi floreali. Tra i rilievi della cornice dell’ancona sono raffigurati a sinistra della pala d’altare San Benedetto, nel cui ordine papa Urbano IV il 1° giugno 1263 incorporò i Fratelli dello Spirito Santo fondati da Pietro del Morrone, e a destra Caterina d’Alessandria.

Sull’altare laterale destro una statua di sant’Antonio abate.

La chiesa conserva alcuni labirinti medievali incisi e figure (pavoni ecc.).

Molto interessante è il complesso monasteriale, che si addossa alla chiesa. La congregazione dei Celestini lo resse fino alla sua soppressione avvenuta nel 1810. Il monastero del XIII secolo è stato assai deturpato nel corso dei secoli, tuttavia mantiene tracce del periodo medievale specialmente nel chiostro, dove semplici pilastrini, conclusi da capitelli piatti a trapezio rovesciato, sorreggono arcate a sesto ribassato.

 

Link e immagini:
https://www.ferentino.org/monumenti/chiese/sant-antonio-abate/

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