FIRENZE. Museo Bardini, Galleria Corsi, “Tentazioni di sant’Antonio abate” di S. Ricci, 1706

Olio su tela di 80,5 x 74 cm.
Opera di Sebastiano Ricci (Belluno, 1659 – Venezia, 1734).
Esposto nella sala VI
Proviene dalla donazione Corsi nel 1938, n° 375/5062

Il Santo è seduto intento alla lettura mentre attorno a lui sono i diavoli. A terra il bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900457433

 


Sebastiano Ricci dipinse diverse altre opere con soggetto “Tentazione di sant’Antonio abate”.

https://www.santantonioabate.afom.it/argelato-bo-quadreria-del-ritiro-san-pellegrino-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1706-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/feltre-bl-museo-diocesano-di-arte-sacra-santantonio-abate-di-sebastiano-ricci/

https://www.santantonioabate.afom.it/francia-mulhouse-museo-delle-belle-arti-tentazione-di-santantonio-abate-di-s-ricci-xviii-secolo/

https://www.santantonioabate.afom.it/francia-parigi-museo-del-louvre-tentazione-di-santantonio-di-s-ricci-xviii-secolo/

https://www.santantonioabate.afom.it/germania-monaco-di-baviera-gemaldegalerie-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1700-24/

https://www.santantonioabate.afom.it/milano-castello-sforzesco-pinacoteca-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci-1694/

https://www.santantonioabate.afom.it/milano-collezione-porro-tentazione-di-s-antonio-di-s-ricci-1700-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/russia-sanpietroburgo-museo-hermitage-tentazione-di-s-antonio-di-s-ricci-1706-7/

https://www.santantonioabate.afom.it/venezia-ca-rezzonico-le-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci/

https://www.santantonioabate.afom.it/collocazione-ignota-tentazioni-di-s-antonio-abate-di-s-ricci/

BIBBIENA (AR), frazione Terrossola. Chiesa dei SS. Matteo e Bartolomeo, pala con s. Antonio abate, 1497

La chiesa, di moderna ricostruzione, conserva sull’altare maggiore una pala, tempera su tavola di 170,1 x 170,1 cm, raffigurante “Madonna con Bambino in trono tra sant’Antonio abate, san Matteo evangelista, san Francesco d’Assisi, san Sebastiano e donatore” (intitolato anche “Sacra Conversazione”).

Datata 1497, come da iscrizione alla base, opera del fiorentino Bernardo di Stefano Rosselli (1450 – 1526, cugino del più noto Cosimo Rosselli), artista della scuola di Pietro Vannucci detto il Perugino. In  precedenza attribuita a Domenico di Zanobi.

In primo piano è il donatore Vannuccio Vannucci, forse priore della chiesa di Terrossola, ricordato nell’iscrizione dedicatoria che corre lungo il margine inferiore del dipinto.

Sant’Antonio è dipinto all’estrema sinistra, con saio, mantello, barba bianca e bastone a tau nella mano sinistra. Una maialino della cinta senese è ai suoi piedi.

 

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry/work/14537/Domenico%20di%20Zanobi%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%20tra%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20san%20Matteo%20Evangelista%2C%20san%20Francesco%20d%27Assisi%2C%20san%20Sebastiano%20e%20donatore

Immagine da:
https://www.ilbelcasentino.it/bibbiena-seq.php?idcat=&pag=87&idimg=7547

 

 

 

GRAN BRETAGNA – ARUNDEL. Collezioni del duca di Norfolk, tavola con s. Antonio abate del “Maestro di Signa”, metà XV secolo

Tempera su tavola raffigurante “Madonna con Bambino in trono, sant’Antonio abate, san Bartolomeo, san Giuliano e san Nicola”.
Opera del “Maestro di Signa”(attivo 1441 – 1462).

Sant’Antonio è posto all’estrema sinistra, con saio nero e mantello chiaro, ma con la barba scura; tiene in mano bastone e libro aperto che sta leggendo.

 

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/109692/Maestro%20di%20Signa%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%2C%20sant%27Antonio%20abate%2C%20san%20Bartolomeo%2C%20san%20Giuliano%20e%20san%20Nicola

CELLE DI MACRA (CN). Parrocchiale di S. Giovanni battista con due immagini di s. Antonio abate

Nella borgata Chiesa sorge la parrocchiale riedificata tra il 1724 e il 1726. Della primitiva costruzione rimane l’antico campanile, ben visibile dalla piazza antistante il municipio.

 

 

Sulla parete retrostante l’altare maggiore il celebre polittico di Hans Clemer (detto Maestro d’Elva, Fiandre, ante 1480 – Piemonte, post 1512) datato 1496.
Nel polittico, spogliato dell’originaria cornice polilobata in età napoleonica, è raffigurata nella colonna centrale la Madonna in trono con il Bambino, sopra due tondi con l’Annunciazione; nel riquadro superiore due angeli che sostengono un cerchio, del quale oggi restano solo le tracce dello sfondo, che in origine ospitava una decorazione scolpita, con ogni probabilità raffigurante il monogramma cristologico IHS. Al di sopra e al di sotto dei tondi dell’angelo annunziante e dell’Annunziata compare l’iscrizione: “V[ENERANDUS]/ D[OMINUS] IOHANNES FORNERO/ D[E] ARPEASCHO FECIT/ FIERI/ 1496”.

A sinistra in basso san Giovanni battista che presenta ai committente inginocchiato – identificato in Giovanni Forneris, all’epoca parroco di Celle, morto nel 1503 e sepolto sotto il coro della chiesa; nel tondo l’arcangelo Michele con la bilancia. Nel riquadro superiore la figura a mezzo busto di sant’Antonio abate, saio marrone e mantello nero che tiene con la mano destra il bastone a tau e con la sinistra un libro e una campanella.

Nella colonna all’estrema sinistra san Pietro con la chiave, nel tondo san Sebastiano e sopra san Lorenzo con la graticola. A destra della Madonna, san Giovanni evangelista (col calice con i serpenti); nel tondo santa Maria Maddalena (col vaso dei profumi) e sopra san Nicola di Bari in abiti vescovili. All’estrema sinistra san Paolo; nel tondo santa Caterina con la ruota e sopra santo Stefano con un libro.
«Come evidenzia Natalia Gozzano, nell’opera si riscontrano tutti gli elementi culturali e artistici di diversa origine che sono confluiti nell’arte di Hans Clemer, decretandone l’originalità: la “struttura compositiva” del polittico è di matrice provenzale, il carattere monumentale delle figure e la salda volumetria dei personaggi derivano dalla scuola piemontese e nizzarda, in particolare dai modi di Martino Spanzotti, l’accentuata e drammatica espressività dei volti dei santi rappresentati nelle tavole laterali e nella cimasa, accanto al “raffinato decorativismo”, appartengono invece all’arte tedesca e nordica.»(1).


 

Decora l’altare laterale sinistro la settecentesca pala dell’Immacolata concezione, con sant’Antonio abate a sinistra in basso e anime purganti.

Sull’altare una statua di sant’Antonio abate.

 

 

Link:
http://archeocarta.org/celle-di-macra-cn-parrocchiale-di-s-giovanni-battista/

(1) https://www.lavocedialba.it/2018/12/20/leggi-notizia/articolo/il-polittico-hans-clemer-da-celle-di-macra-al-palazzo-dei-vescovi-di-saluzzo.html

Rilevatore: AC

LUSERNETTA (TO). Cappella di San Bernardino con immagine di s. Antonio abate, XV secolo

L’edificio attuale fu costruito – o ricostruito – tra il 1450 e il 1520; nel 1584 fu la cappella gentilizia dei conti di Rorà e fino al 1784 dipendeva dalla parrocchia di Bibiana da cui fu stralciata in seguito per formare l’attuale parrocchia di Lusernetta. Fu intitolata a San Bernardino da Siena (1380-1444) che nel 1425 si recò nelle valli di Lucerna per convertire i Valdesi.

La cappella custodisce AFFRESCHI del XV secolo. Il ciclo dell’abside fu restaurato nel 1972; nel 1975 venne portato alla luce l’intero affresco della Madonna della Misericordia di Jacobinus Longo, che era visibile solo per metà. Nel 2000 fu abbattuta la volta interna a botte del presbiterio e vennero scoperti nuovi affreschi tra cui san Giorgio a cavallo e san Michele. Il rivestimento in mattoni della facciata è moderno.
L’abside è affrescata con un ciclo pittorico di autore ignoto, detto “Maestro di Lusernetta”. Al centro della volta il Cristo benedicente in mandorla circondato dai simboli dei quattro Evangelisti; sulle pareti sono effigiati i dodici Apostoli. Al di sotto vi è una fascia orizzontale dalla ricca decorazione a foglie e fino al pavimento un motivo a fiori geometrizzato realizzato a stampo. All’inizio e al termine della volta sono disegnate due fasce a ricche foglie d’acanto, interrotte
da sei tondi con i cinque busti dei santi Costanzo, Lucia, Barbara, Stefano, Caterina e l’agnello simbolo di Gesù.
Il maestro di Lusernetta, secondo Giovanni Romano, è probabilmente lo stesso che dipinse un analogo ciclo nella Cappella di San Erige ad Auron (vicino a Saint-Etiénne de la Tinée nelle Alpi Marittime). Questo concorrerebbe a datare gli affreschi di Lusernetta in epoca prossima al 1451.

Sul piedritto sinistro dell’abside si è riscoperta la figura di sant’Antonio abate, patrono di Lusernetta, il cui volto non è più leggibile. Il Santo è benedicente e tiene il bastone; un maiale scuro è ai suoi piedi.

 

Link:
http://archeocarta.org/lusernetta-to-cappella-san-bernardino/