GERMANIA – ALTEMBURG. Lindenau Museum, trittico “Madonna col Bambino e Santi” con s. Antonio abate di Andrea di Bartolo, 1395-1400

Tempera su tavole di pioppo, totale 52,5 x 53,6 cm.
Madonna in trono col Bambino, Giovanni Battista e Giacomo Maggiore; in alto Crocifissione; anta sinistra in alto arcangelo Gabriele e sotto Santa; anta destra in alto Vergine annunciata e sotto sant’Antonio abate
Opera del 395–1400 circa del pittore senese Andrea di Bartolo (1360/65 circa – 1428).
Inventario numero 58

S. Antonio indossa saio nero e mantello marrone, ha la barba biforcata e tiene con la mano sinistra libro e campanella e con al destra il bastone a tau.

 

Link:
https://www.lindenau-museum.de/fruehe-italienische-malerei/tag/Toskana.html?page_n89=6

https://www.lindenau-museum.de/ueber-das-museum.html

https://www.treccani.it/enciclopedia/andrea-di-bartolo_%28Dizionario-Biografico%29/

CITTÁ DEL VATICANO. Musei Vaticani, tre scomparti di predella con “Storie di s. Antonio abate” di Ventura di Moro, 1420-60

Sant’Antonio Abate trova una pepita d’oro nel deserto;
Sant’Antonio abate tormentato dai demoni

(immagine in alto)
Tempera su tavola di 31,5 x 58,5 cm
Inventario (227 822)

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/12124/Ventura%20di%20Moro%2C%20Sant%27Antonio%20Abate%20trova%20una%20pepita%20d%27oro%20nel%20deserto%2C%20Sant%27Antonio%20Abate%20tormentato%20dai%20demoni


Sant’Antonio abate visita san Paolo primo eremita nel deserto;
Sant’Antonio abate seppellisce san Paolo eremita aiutato da due leoni


Tempera su tavola di 31.5 × 56.5
Inventario 79

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/12115/Ventura%20di%20Moro%2C%20Sant%27Antonio%20Abate%20visita%20san%20Paolo%20primo%20eremita%20nel%20deserto%2C%20Sant%27Antonio%20Abate%20seppellisce%20san%20Paolo%20primo%20eremita%20aiutato%20da%20due%20leoni


Sant’Antonio Abate sul letto di morte;
Funerali di sant’Antonio Abate


Tempera su tavola di 31.5 × 57.5 cm
Inventario 81

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/12130/Ventura%20di%20Moro%2C%20Sant%27Antonio%20Abate%20sul%20letto%20di%20morte%2C%20Funerali%20di%20sant%27Antonio%20Abate

 

Opere di Ventura di Moro, un artista fiorentino ampiamente documentato dalle fonti (1395/1402 – 1486). Un tempo era noto come Pseudo Ambrogio di Baldese; è stato però identificato da Enzo Carli nel 1972 attraverso la lettura del nome del pittore sul manto della piccola Madonna con Bambino proveniente dal convento di Santa Maria Maddalena di Siena ed ora nella locale Pinacoteca Nazionale. Oggi l’attribuzione di alcune opere, in passato attribuite a Ventura, è stata rivista a favore di Lippo di Andrea.

Bibliografia:
E. Carli, Chi è lo “Pseudo Ambrogio di Baldese”, in: Studi di storia dell’arte in onore di Valerio Mariani, Napoli, 1971, pp. 109-112


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ventura_di_Moro

PRATO. Museo civico di Palazzo Pretorio, “Tabernacolo del Mercatale” con s. Antonio abate di Filippino Lippi, 1498

Affreschi strappati e applicati su masonite. Madonna col Bambino e i santi Antonio abate, Margherita, Stefano e Caterina d’Alessandria, opera detta “Tabernacolo del Mercatale”.

La Madonna col Bambino (al centro), 226 x 108 cm, Santi Antonio abate e Margherita (laterale sinistro), 170 x 82 cm; Santi Stefano e Caterina d’Alessandria (laterale destro), 170 x 82 cm, Grottesche (volta). Datato 1498 nella volta, fu probabilmente realizzato nell’estate di quell’anno da Filippino Lippi (Prato, 1457 – Firenze, 1504; il diminutivo per distinguerlo dal padre Filippo anch’egli noto pittore), allievo di Botticelli.

Il Tabernacolo del Mercatale fu celebrato dal Vasari come una delle meraviglie di Prato per la straordinaria dolcezza e la particolare modulazione della luce.
Commissionato dalla famiglia Tieri per il “Canto al Mercatale, vicino a certe case […] dirimpetto alle monache di Santa Margherita”, scriveva Giorgio Vasari nel 1550.
La cornice dipinta sotto la Madonna e il Bambino include lo stemma dei Tieri, un’importante famiglia pratese che, come Filippino, possedeva una casa nei pressi del tabernacolo.

Il tabernacolo, gravemente danneggiato durante un bombardamento nel 1944, fu recuperato e ben restaurato, poi trasferito al Museo Civico.

La figura di sant’Antonio presenta il viso di notevole espressività.

 

Link:
https://www.palazzopretorio.prato.it/it/il-museo/percorso-espositivo/filippino-lippi-prato/

https://it.wikipedia.org/wiki/Filippino_Lippi

https://www.analisidellopera.it/tabernacolo-del-canto-del-mercatale-filippino-lippi/

 


Il Museo conserva anche una terracotta robbiana con s. Antonio abate, proveniente dall’antico oratorio, vedi scheda:
https://www.santantonioabate.afom.it/prato-oratorio-di-santantonio-abate/

SPONGANO (LE). Cappella di Sant’Antonio abate

Via Roma, 32
https://goo.gl/maps/n6uDhffnpqwRXbbc9

 

Originariamente intitolata alla Madonna dei Sette Dolori, era la cappella gentilizia dei baroni Bacile che la edificarono nel 1747 e nella quale seppellivano i loro defunti.

L’interno ad aula rettangolare custodisce un piccolo altare maggiore sormontato da una tela con la Deposizione di Gesù. Inoltre, nonostante la dedicazione al Santo abate, è presente una statua lignea di Sant’Antonio di Padova di fine Settecento.

 

Link:
https://www.comune.spongano.le.it/vivere-il-comune/territorio/da-visitare/item/cappella-sant-antonio

SAN GIOVANNI VALDARNO (AR). Museo della Basilica di S. Maria delle Grazie, “Trittico della Trinità” con s. Antonio abate, di Mariotto di Nardo, 1400-1405

Tempera su tavola di 152 x 236 cm, dipinto nel 1400-1405 dal pittore fiorentino Mariotto di Nardo (1365 circa – 1424).

Proveniente dalla Pieve di San Giovanni Battista, il trittico, assieme ad alcuni frammenti di affresco nella chiesa di San Lorenzo in San Giovanni Valdarno, è stato attribuito al valente pittore fiorentino che attuò il recupero della tradizione giottesca.

Nella tavola centrale la figura dell’Eterno Padre sorregge la croce dove il corpo del Figlio, ormai inerme, ricade pesante su se stesso; Maria e Maddalena, inginocchiate ai lati della croce, esprimono il loro dolore.
Nella tavola sinistra, nel tondo posto al centro della cuspide san Giuseppe sorregge la verga fiorita; in basso, san Giovanni Battista e san Giacomo.
Nella tavola a destra, al centro della cuspide il profeta Zaccaria sostiene il cartiglio con l’iscrizione latina ET VOCABIT NOMEN EIUS IOHANNES, in basso sono raffigurati san Giovanni Evangelista e sant’Antonio Abate, sito all’estrema destra con saio nero, mantello e cocolla, che tiene nelle mani bastone  a tau e libro. Il muso di un maiale spunta dalla cornice in basso a destra.


Link:

https://www.museobasilica.it/project/trinita-tra-la-vergine-e-maria-maddalena-con-santi/