SANTA MARIA LA LONGA (Ud), fraz. Mereto di Capitolo. Chiesa cimiteriale di San Pietro Apostolo con immagine di Sant’Antonio abate.

L’edificio religioso, nelle forme attuali, è databile al secolo XV; probabilmente fu danneggiato durante le invasioni turche e rimaneggiato nel secolo XVI. A ridosso dell’attuale chiesa si trovava un monastero agostiniano, citato già nel 1371, corrispondente, in parte, al Casale Pontelli.
La pieve di S. Pietro si rifà alle tipiche chiese della pianura friulana con campanile a vela. Nel secolo XVI furono eseguiti degli affreschi sulle pareti dell’aula e ricoperti nel secolo successivo da uno strato di calce.
Nel 2000 sono stati restaurati e riportati alle forme originali. L’affresco della parete sud rappresenta la Madonna con Bambino con i Ss Rocco, Bastiano ed altro santo non identificato. Al margine esterno del dipinto è presente un cartiglio che riporta la data 1535. Sul lato nord troviamo due cicli pittorici tra loro uniti e delimitati da una cornice che si chiude con un arco trionfale; all’interno del quale è rappresentato S. Antonio Abbate con il fuoco ed il maialino, che sono i suoi attributi identificativi. Alla sua destra una colonna centrale separa in due parti l’affresco raffigurante sulla destra la Madonna con Bambino, con il Padre Eterno, il Cristo Benedicente e S. Apollonia, mentre nella parte sinistra troviamo una Madonna con Bambino tra i Ss Pietro, Giovanni Battista, Rocco e Sebastiano.
Ai lati dell’arco trionfale si trovano due altari in muratura che ospitavano le statue lignee di S.Rocco e di S. Pietro. Mentre non si hanno notizie della prima statua, quella di S. Pietro è custodita presso la chiesa di San Michele. La scultura lignea, databile al secolo XV, ha forme riconducibili all’opera di Pietro D’Alemagna, interessante è anche l’armadio in legno che custodiva il Santo con le due portelle raffiguranti i Ss. Paolo e Giovanni Battista.
Databile al secolo XVI è il protiro che sovrasta la porta sud con affreschi di scuola friulana. La lunetta centrale presenta una Madonna con Bambino in trono e i Ss. Pietro e Giovanni Battista; nell’arco superiore è raffigurato un Cristo Benedicente con ai lati l’Angelo Annunciante e la Madonna.

DMF

BUGUGGIATE (VA), frazione Erbamolle. Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria con immagine di s. Antonio abate, 1504

Conosciuto anche come “chiesina di Erbamolle” l’oratorio sorge sul pendio che occupa il fianco nord-occidentale della collina di Montalbo al confine con Azzate e Brunello.
L’edificio, la cui costruzione è anteriore al 1498, o 1428, data scritta sull’architrave sovrastante l’ingresso e legata agli affreschi esterni, è composto da una navata a pianta rettangolare di 3,80 x 6,25 m, coperta da un tetto a due spioventi, e un’abside con copertura a volta, anch’essa quadrangolare, di 2,75 x 3,70 m. La sacrestia, il campaniletto insieme alla sopraelevazione delle murature d’ambito sono modifiche operate tra il XVII e il XVIII secolo.
Il lato sinistro/nord all’interno dell’oratorio conserva una serie di affreschi, dei quali il primo da sinistra rappresenta san Vittore a cavallo, seguito da sant’Antonio abate a fianco di una Vergine col Bambino, santa Caterina, oltre alle raffigurazioni di san Rocco e di una santa monaca.
Sant’Antonio, con un saio marrone, mantello con tau e scapolare bianchi, tiene nella mano sinistra un bastone pastorale cui è appesa una campanella, la destra è nel gesto di benedizione. Un piccolissimo maiale della cinta senese è ai suoi piedi a sinistra.
La data 1504, dipinta sulla cornice del san Vittore a cavallo, indica l’anno di realizzazione degli affreschi. Tutto il ciclo è attribuito alla mano di un unico autore anonimo; nonostante manchino testimonianze scritte, tuttavia, la paternità degli affreschi è attribuita a Galdino da Varese e la sua scuola.

 

Link e immagini:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Caterina_d%27Alessandria_(Buguggiate)

MONTALCINO (SI). Chiesa di Sant’Agostino con storie di s. Antonio abate, XIV secolo

All’interno della chiesa, le pareti sono state affrescate da vari artisti senesi del XIV e del XV secolo, con Scene della Passione di Cristo Storie della vita di sant’Antonio abate.

Nella parete destra, la cappella fu decorata da un anonimo pittore toscano alla fine del XIV secolo e presenta al centro l’immagine di sant’Antonio stante, con in mano il bastone a tau, ai suoi piedi a sinistra maiali e altri animali. Intorno vi sono episodi della sua vita, tre per ogni lato, che raffigurano: tentazioni, incontro con san Paolo eremita e il pane portato dal corvo; a destra morte e seppellimento di san Paolo eremita, morte di s Antonio; in basso al centro una Deposizione e ai lati due figure di Santi.


Ai lati dell’altare due riquadri con una processione con animali.

 

 

 

 

 

 

La costruzione della chiesa risale al primo Trecento. Gli affreschi trecenteschi del coro con Storie di Sant’Agostino, Evangelisti e Dottori della Chiesa sono attribuiti a Bartolo di Fredi.
Tra il 2013 e il 2019, grazie a co-finanziamenti del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e l’8X1000 della Chiesa Cattolica, la chiesa di Sant’Agostino è stata restaurata sia all’esterno nelle facciate sia all’interno negli affreschi, i dipinti murari a tempera e gli intonaci.
La chiesa è in Via Ricasoli, 1

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Agostino_(Montalcino)

https://www.archos.it/it/archos/progetti/restauro-chiesa-di-santagostino/

MONTALCINO (SI). Museo Civico e Diocesano, complesso di Sant’Agostino, tavola con s. Antonio abate di Bartolo di Fredi, 1388

Opera del 1388 del pittore senese Bartolo di Fredi (1330 circa – 1410). Raffigura sant’Antonio abate stante, la mano sinistra tiene il bastone a tau, la destra è nel gesto di benedizione. Due maiali della cinta senese sono ai suoi piedi. Ai lati un paesaggio roccioso e due alberi.

 

Il Museo è sito nei locali dell’ex convento di Sant’Agostino, Via Ricasoli, 31

 

Immagine tratta da: Fenelli L., Dall’eremo alla stalla – Storia di sant’Antonio abate e del suo culto, Laterza, Bari 2011

Link:
https://www.museionline.info/musei/museo-civico-e-diocesano-di-montalcino

MILANO. Chiesa di San Pietro in Gessate, Cappella di s. Antonio abate con immagini del Santo, XV secolo

La chiesa risale al XV secolo e al suo interno vi è la Cappella di Sant’Antonio abate, la terza cappella dalla navata sinistra. È detta anche Cappella Obiano dal nome del committente che ne ordinò la decorazione alla metà del Quattrocento, e che vi fu sepolto nel 1464. Complessivamente la decorazione è datata dai critici attorno al 1485, in base alle corrispondenze stilistiche con le opere coeve di Vincenzo Foppa, Ambrogio Bergognone e Bernardino Butinone che ne costituiscono i principali modelli.
L’intera decorazione della cappella è giunta fino a noi senza sostanziali trasformazioni da quando fu ultimata verso al fine del XV secolo ed è costituita da affreschi che coprono le pareti e la volta, e da una pala d’altare su tela che simula la struttura di un polittico, tutte opere dovuta al pittore milanese Donato Montorfano (1460 circa – 1502 circa).
Mariotto Obiano da Perugia, amico del Duca Francesco Sforza, e sua moglie Antonia Michelotti si possono vedere raffigurati all’interno della pala d’altare, nelle due nicchie al primo livello, inginocchiati in adorazione della Vergine, Mariotto Obiano a sinistra con san Benedetto, la moglie a destra col di lei omonimo sant’Antonio abate.
Al centro della pala è rappresentata la Vergine in trono, e al di sopra una Pietà fra i santi Rocco e Sebastiano. La presenza dei due Santi invocati contro le pestilenze è probabilmente dovuta all’epidemia scoppiata nel 1485, negli anni in cui la cappella veniva decorata. Tutti i personaggi sono ospitati all’interno di una loggia di architettura rinascimentale, aperta su un paesaggio campestre che si intravede sullo sfondo.

 

Sulle pareti laterali le pitture fingono aperture su un paesaggio che ospita eventi delle Storie della vita di s. Antonio. In ciascuno dei due riquadri sono raffigurati diversi episodi contemporaneamente, sullo sfondo di un aspro paesaggio roccioso, popolato da castelli e città immaginarie. Nelle lunette sovrastanti e negli oculi che ornano la volta della cappella sono rappresentati santi benedettini e angeli, sullo sfondo un cielo azzurro punteggiato di nuvole.
Sulla parete sinistra l’episodio raffigurato al centro è s. Antonio che guarisce un’ossessa (foto di particolare in alto).

 

Sulla parete destra il dipinto è danneggiato e meno leggibile, anch’esso raffigura diversi episodi poco identificabili.

 

 

 

 

 

 

 

 

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Pietro_in_Gessate

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00027/

https://www.youtube.com/watch?v=yaBF_qw21S4