FROSOLONE (IS), frazione Acquevive. Chiesa parrocchiale di San Carlo Borromeo con statua di s. Antonio abate

Edificio a schema longitudinale a tre navate in muratura portante in pietra intonacata e col campanile addossato alla facciata; ingresso principale delineato da un portale con riquadrature in pietra lavorata; orizzontamenti in legno; copertura a falde con manto in coppi. Edificata nel 1912.
In una nicchia su una navata laterale una statua forse novecentesca del Santo.

 

Nella frazione, la festa di sant’Antonio abate è celebrata con un falò e squadre di cantori che girano per le case.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1400038455

Immagine da:
https://www.francovalente.it/2013/01/12/raccontando-s-antonio-abate-a-acquevive-di-frosolone-a-vastogirardi-e-alla-piana-dei-mulini-di-colle-danchise/

Video della festa:
https://www.youtube.com/watch?v=OPIxv04S_hM&t=232s

FIRENZE. Museo Bardini, Galleria Corsi, polittico con storie di s. Antonio abate, 1430-44

Il grande polittico, di 190 x 234 cm, è di origine piacentina o forse ferrarese. Proviene dalla donazione Corsi del 1938.
Il Polittico raffigura la Presentazione di Gesù al tempio e Cristo Redentore tra angeli nel pannello centrale, ai lati, e Storie di sant’Antonio abate.
I due pannelli a sinistra raccontano episodi della Leggenda di Patras, con Antonio che fugge dal convento calandosi in una cesta e poi viene rifornito di cibo da cammelli inviati dal re. Vedi scheda https://www.santantonioabate.afom.it/la-leggenda-di-patras-su-s-antonio-abate/

A destra altri episodi della vita del Santo come l’incontro con san Paolo eremita.

 

Nella predella sono raffigurati: insegnamento, morte e seppellimento di sant’Antonio, l’ultimo riquadro a destra mostra, dopo la morte, il Santo che incontra un vescovo: forse un accenno alle leggende di traslazione delle reliquie.

 

Il Museo è in Via dei Renai, 37

Bibliografia:
Zeri F.; Bacchi A. (a cura di), Il Museo Nascosto – Capolavori della Galleria Corsi nel Museo Bardini, Acta, Firenze 1991

Link e immagine in alto:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900457411

AGEROLA (NA), frazione Pianillo. Chiesa di S. Pietro con cappella di s. Antonio abate e sue immagini

L’accesso alla chiesa è data da un’ampia scalinata, mentre la facciata è divisa in tre parti da una trabeazione: nella parte inferiore si aprono due portali d’ingresso; la parte centrale è caratterizzata da tre finestre e la parte superiore termina a timpano, decorata al centro da uno stucco realizzato nel 1926 dal salernitano Luca Giordano e raffigurante l’incoronazione della Madonna del Carmine, circondata da angeli, affiancata da san Pietro con un gallo e sant’Antonio abate con alcuni animali domestici; la facciata termina con una croce in ferro posta sulla sommità del timpano.

L’interno chiesa è a croce latina, con pronao, delimitato da una vetrata, che separa l’ingresso dall’assembla e che presenta al soffitto un’effigie di sant’Antonio abate e suddivisa in tre navate: le due laterali presentano delle volte a crociera che poggiano su pilastri in muratura.
Nella navata di sinistra, nel 1950, sono state costruite tre cappelle dedicate rispettivamente al Sacro Cuore di Gesù, a san Pietro Apostolo e sant’Antonio abate, quest’ultima ricoperta con marmi, stucchi e vetri policromi e sul fondo è posta una tela rappresentata la Madonna del Purgatorio, contornata da scene di storie dell’aldilà; sull’arco trionfale della navata centrale sono poggiate due tele di autore ignoto che ritraggono Mosè con in mano le tavole e Davide intento a suonare la cetra.

Sul lato sinistro della chiesa si trova l’oratorio, costruito all’inizio del XVII secolo, con ingresso dalla navata sinistra e costituito da un ambiente a navata unica, e altare sul fondo, con al centro, incastonato tra due colonne, una tavola raffigurante la Madonna col Bambino, tra san Domenico e santa Caterina; all’interno dell’oratorio, restaurato anch’esso dopo il terremoto del 1980, è esposto un busto con basamento del 1752, restaurato nel 1988, raffigurante sant’Antonio Abate e ricoperto con lamine d’oro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La festa del patrono s. Antonio abate si festeggia ad Agosto.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Pietro_Apostolo_(Agerola)

https://ita.calameo.com/read/000939103ca3281fec7f1

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/18210/Agerola+%28NA%29+%7C+Chiesa+di+San+Pietro+Apostolo

https://www.facebook.com/114046870378570/photos/pb.100064777323525.-2207520000./462289902220930/?type=3

TAVAGNACCO (Ud), fraz. Feletto Umberto. Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa di Sant’Antonio Abate è la parrocchiale di Feletto Umberto, fraz. di Tavagnacco, dove già nel XII secolo esistevano diversi oratori, dato che ogni borgata era dotata di una cappella.
https://maps.app.goo.gl/Z1P9zKxb3cMojAVg6

Nel 1593 è attestata la presenza di una chiesa presso la quale sorgeva il camposanto; di tale edificio si conserva una descrizione, contenuta nella relazione della visita pastorale del 28 ottobre 1601 di monsignor Agostino Bruno.
Successivamente, il patriarca di Aquileia Giovanni Dolfin autorizzò gli abitanti del paese di ingrandire la chiesa.
All’inizio del XVIII secolo la vecchia chiesa non era più adatta a soddisfare le esigenze della popolazione e, così, si pensò di demolirla per farne sorgere al suo posto una più capiente; la concessione di radere al suolo l’edificio fu data il 3 giugno 1721.
L’attuale parrocchiale venne poi portata a termine nel 1751 e consacrata il 22 agosto di quello stesso anno dal patriarca di Aquileia Daniele Dolfin.
Nel 1935 il campanile, che sorgeva presso la canonica, dovette essere demolito per motivi di viabilità; quello nuovo fu solo progettato ma mai costruito a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. Ad oggi le tre campane che si trovavano sul campanile (fuse da Giovanni Battista De Poli di Udine nel 1929) sono poste su un traliccio davanti alla facciata della chiesa.
Nel 1976 il terremoto del Friuli danneggiò la chiesa, che venne restaurata tra il 1984 e il 1986 su progetto dell’ingegnere udinese Giannantonio Gross.
La facciata della chiesa è tripartita da quattro lesene poggianti su degli alti basamenti e sorreggenti la trabeazione e il timpano di forma triangolare, all’interno del quale s’apre un oculo. Nell’intercolumnio centrale è presente il portale, caratterizzato da un timpano curvilineo, sopra il quale si apre una finestra rettangolare in cui è inserito un Crocifisso.
Ai lati della facciata vi sono due corpi dotati di una porta ciascuno che costituiscono, quello di sinistra, un corridoio che mena alla sagrestia, mentre quello di destra un ambiente di servizio.

L‘interno dell’edificio, che si compone di un’unica navata sulla quale si aprono delle nicchie in cui sono ospitati gli altari laterali, è ritmato da delle lesene composite sorreggenti un cornicione; l’aula termina con il presbiterio, rialzato di tre gradini e a sua volta chiuso dall’abside di forma semicircolare.
L’opera di maggior pregio qui conservata è la pala raffigurante San Giuseppe e Sant’Ermacora mentre viene consacrato da San Pietro, eseguita nel XIX secolo da Giuseppe Ghedina.

 

Info:
P.za Libertà, 5, 33010 Feletto Umberto UD
Tel. 0432 570792

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Tavagnacco,_Feletto_Umberto)

 

SANTA MARIA LA LONGA (Ud), fraz. Mereto di Capitolo. Chiesa cimiteriale di San Pietro Apostolo con immagine di Sant’Antonio abate.

L’edificio religioso, nelle forme attuali, è databile al secolo XV; probabilmente fu danneggiato durante le invasioni turche e rimaneggiato nel secolo XVI. A ridosso dell’attuale chiesa si trovava un monastero agostiniano, citato già nel 1371, corrispondente, in parte, al Casale Pontelli.
La pieve di S. Pietro si rifà alle tipiche chiese della pianura friulana con campanile a vela. Nel secolo XVI furono eseguiti degli affreschi sulle pareti dell’aula e ricoperti nel secolo successivo da uno strato di calce.
Nel 2000 sono stati restaurati e riportati alle forme originali. L’affresco della parete sud rappresenta la Madonna con Bambino con i Ss Rocco, Bastiano ed altro santo non identificato. Al margine esterno del dipinto è presente un cartiglio che riporta la data 1535. Sul lato nord troviamo due cicli pittorici tra loro uniti e delimitati da una cornice che si chiude con un arco trionfale; all’interno del quale è rappresentato S. Antonio Abbate con il fuoco ed il maialino, che sono i suoi attributi identificativi. Alla sua destra una colonna centrale separa in due parti l’affresco raffigurante sulla destra la Madonna con Bambino, con il Padre Eterno, il Cristo Benedicente e S. Apollonia, mentre nella parte sinistra troviamo una Madonna con Bambino tra i Ss Pietro, Giovanni Battista, Rocco e Sebastiano.
Ai lati dell’arco trionfale si trovano due altari in muratura che ospitavano le statue lignee di S.Rocco e di S. Pietro. Mentre non si hanno notizie della prima statua, quella di S. Pietro è custodita presso la chiesa di San Michele. La scultura lignea, databile al secolo XV, ha forme riconducibili all’opera di Pietro D’Alemagna, interessante è anche l’armadio in legno che custodiva il Santo con le due portelle raffiguranti i Ss. Paolo e Giovanni Battista.
Databile al secolo XVI è il protiro che sovrasta la porta sud con affreschi di scuola friulana. La lunetta centrale presenta una Madonna con Bambino in trono e i Ss. Pietro e Giovanni Battista; nell’arco superiore è raffigurato un Cristo Benedicente con ai lati l’Angelo Annunciante e la Madonna.

DMF