GERMANIA – MONACO. Bayerische Staatsgemäldesammlungen, “Tentazione di sant’Antonio abate” di L. Corinth, 1897

Olio su tela di 88,7 x 107,5 cm
Opera di Lovis Corinth (1858 – 1925), artista e scrittore tedesco il cui lavoro maturo come pittore e incisore ha realizzato una sintesi di impressionismo ed espressionismo.
Inventario numero 10744
Acquisito dal commercio d’arte nel 1939.
Collezioni di pittura dello Stato bavarese – Nuova Pinacoteca di Monaco
Collezioni di pittura statali bavaresi – Alte Pinakothek Monaco di Baviera (Bayerische Staatsgemäldesammlungen – Alte Pinakothek München)

Il Santo, con espressione terrorizzata, è circondato da belle donne/diavolesse nude che gli porgono anche cibi, quindi rappresentano le tentazioni della lussuria e della gola. Intorno anche diavoli, animali e scheletri a significare la caducità.

 

Link:
https://www.sammlung.pinakothek.de/en/artwork/ApL8pJ2LN2/lovis-corinth/versuchung-des-hl-antonius

https://en.wikipedia.org/wiki/Lovis_Corinth

GERMANIA – MONACO. Bayerische Staatsgemäldesammlungenk, “Tentazione di sant’Antonio abate” di J. Liss, 1624-25

Olio su rame di 22 x 16,8 cm
Opera del pittore tedesco Johan Liss (Lys) (Oldemburgo 1597 circa – Venezia 1630).

Inventario numero ESK 8. Esposto sala 13
Acquisito nel 2007 in prestito dalla Ernst von Siemens Art Foundation.
Collezioni di pittura statali bavaresi – Alte Pinakothek Monaco di Baviera (Bayerische Staatsgemäldesammlungen – Alte Pinakothek München)

 

Il Santo è avvicinato da una bella donna che gli offre una coppa, iconografia frequente che rappresenta le tentazioni della lussuria e dell’ubriachezza.

 

Link:
https://www.sammlung.pinakothek.de/en/artwork/ma4dneZLrO

https://www.treccani.it/enciclopedia/johann-liss/

POMAROLO (TN). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa è situata nella località omonima, su un colle nei pressi dell’abitato di Pomarolo.
https://goo.gl/maps/chpm6WmuijkHTfHd9

 

Si può ipotizzare che il luogo di culto sia sorto al titolo di semplice cappella intorno ai primi decenni del XIII secolo; la prima menzione dell’esistenza del tempio è stata individuata negli atti di accusa rivolti verso Federico di Borsa Castelnuovo, incriminato della spoliazione della chiesa di San Zenone (l’odierna parrocchiale di Pomarolo) e della “ecclesiam beati Antonii”; Curzel (1999). Secondo altri autori nei pressi della chiesa, sorta in un punto strategico su una antica via di comunicazione sulle pendici montane della destra Adige, era presente un cenobio di eremiti agostiniani.
Alcuni documenti del XIV secolo testimoniano la presenza di uno xenodochio, individuato nella struttura adiacente la chiesa, che in seguito all’abbandono da parte della comunità di religiosi, avvenuta prima del 1683, viene impiegato come romitorio fino al 1775.
Secondo Gerola (1912) gli affreschi ancora parzialmente visibili presso la parete settentrionale esterna del luogo di culto sarebbero stati commissionati da Antonio Castelbarco di Lizzana tra il 1390 ed il 1405; è presumibile che contestualmente alla stesura degli affreschi o in un momento successivo anteriore al 1489 (il termine ante quem è fornito da un’epigrafe presso il campanile riportante il millesimo “1489” la cui esistenza è riportata da Fruet, 1990) abbiano avuto luogo gli interventi architettonici di ampliamento dell’edificio, concretatisi nella costruzione della navata meridionale e del campanile.
Importanti restauri tra il 1978 ed il 2002 hanno preservato e valorizzato la preziosa testimonianza architettonica dell’edificio

Seppur con alcuni elementi gotici (l’abside poligonale e le volte della navata laterale), l’edificio si presenta romanico per molti aspetti (il campanile, la pianta, le colonne).
La facciata, a spioventi e asimmetrica, è rinserrata e bipartita da tre pilastri in conci lapidei. Nel settore sinistro sono presenti, in posizione disassata il portale lapideo d’ingresso caratterizzato da piedritti modanati e dotati di mensole a supporto dell’architrave e un sovrastante oculo strombato, dotato di cornice lapidea; il settore destro è aperto da una finestra quadrangolare dotata di cornice lapidea. La fiancata sinistra presenta una finestra a sesto acuto, strombata e dotata di cornice lapidea a livello della navata; in corrispondenza del presbiterio aderiscono al prospetto un sacello esterno, aperto da un’arcata a sesto ribassato, e il volume della torre campanaria. Quest’ultima è contigua, sul lato sudorientale, ad un corpo di fabbrica anticamente utilizzato come romitorio e tangente il prospetto di fondo della chiesa. La fiancata destra risulta scandita da pilastri in muratura intonacata in cinque settori, i primi quattro corrispondenti alle campate interne della navata destra ed il quinto aperto da una finestra a sesto acuto sul locale adibito a sacrestia. Una finestra simile si apre sul primo, sul terzo e sul quarto settore; il secondo presenta un portale d’ingresso laterale lapideo, architravato ed elevato da tre gradini, ed un sovrastante oculo tamponato.
La torre campanaria presenta un affusto quadrangolare dotato di basamento e aperto da numerose feritoie. La cella campanaria risulta aperta da due ordini sovrapposti di bifore a tutto sesto dotate di colonnine lapidee con capitelli fogliati poggianti su cornici marcapiano. Al di sopra della cella si impone la ripida cuspide conica in cotto veronese, coronata da sfera apicale lapidea, bandiera segnavento e croce apicale metallica.

L’interno della chiesa presenta una divisione in due navate scandite in quattro campate da colonne libere in materiale lapideo dotate di basamento, capitello fogliato e abaco, a sostegno delle volte a crociera che coprono l’ambiente e di arcate longitudinali e trasversali alle navate; queste ultime sono a sesto acuto presso la navata destra e a tutto sesto presso quella sinistra e sono supportate presso le pareti laterali da pilastri lapidei addossati. La navata sinistra presenta una quinta campata adibita a presbiterio e dotata di accesso ai locali della torre campanaria presso la parete laterale sinistra. Presso la parete laterale sinistra esterna, all’altezza della navata, sono visibili alcuni lacerti di un apparato decorativo ad affresco, rappresentante alcuni Santi e una Madonna con Bambino entro riquadri.
Un pregevole altare ligneo risale al 1515.

 

La domenica più vicina al 19 dicembre si celebra la festa di sant’Antonio con al benedizione degli animali.

 

Testo tratto da:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=26010

Data compilazione scheda: 14-3-2022
Rilevatore:
AC

LEDRO (TN), frazione Biacesa. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge lungo la strada statale 240 che attraversa il paese, con orientamento a ovest.
https://goo.gl/maps/Jgwt3mKXE4ozWScS8

 

La prima chiesa di Sant’Antonio abate fu consacrata il 3 ottobre 1521 da Monsignor Cipriano de Charis; fu ampliata nel 1585.
Nel 1681 fu eretta a curazia.
Tra il 1770 e il 1780 la chiesa fu oggetto di un ambizioso ampliamento che per mancanza di fondi interessò il solo presbiterio, con annessa sacrestia. La navata fu adeguata alle dimensioni del presbiterio settecentesco solo tra il 1907 e il 1912.
I danni prodotti dal primo conflitto mondiale vennero riparati nel primo dopoguerra. Nel 1921 il pittore piemontese Ernesto Stornino decorò le pareti del presbiterio. Una nuova consacrazione si ebbe nel 1950, dopo un ulteriore restauro.

La facciata con frontone triangolare è ripartita da cornici marcapiano. Il campanile in muratura è posto sulla fiancata settentrionale.
L’interno si articola in una navata unica con due cappelle speculari, conclusa da un presbiterio sopraelevato su alcuni gradini, dotato di abside.

Dietro l’altar maggiore è conservata la pala del 1928 con: Madonna Assunta con i santi Antonio e Battista, di Duilio Corompai/Korompay (Venezia, 1876 – Noventa Vicentina, 1952).
Interessante è il paliotto originale nell’altare laterale barocco di destra.

 

Immagine pala da:
Vania Gransinigh (a cura di), Duilio Corompai (Korompaÿ) – (1876-1952), Friuladria Credi Agricole – ZeL Edizioni,  Ponzano Veneto (TV) 2012, p. 36

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=6123
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Ledro)

Data compilazione scheda: 14-3-2022
Rilevatore: AC

GERMANIA – MONACO. Bayerische Staatsgemäldesammlungen, Storie del santo eremita Antonio del “Maestro della Sacra Famiglia il Giovane”, 1500

Olio su tavola di quercia di 108,2  x  190,1 cm.
Dipinto nel 1500 circa dal “Maestro della Sacra Famiglia, il Giovane”, in tedesco: “Jüngerer Meister der Heiligen Sippe”, attivo dal 1475/90 al 1510/15 (da non confondere con l’omonimo maestro, detto “il Vecchio” attivo in precedenza, come riportato in alcuni siti).

Inventario numero WAF 452. Esposto nella Sala III, piano primo
Nelle Collezioni di pittura statali bavaresi – Alte Pinakothek Monaco di Baviera (Bayerische Staatsgemäldesammlungen – Alte Pinakothek München).
Originariamente era a Colonia nella chiesa antoniana.

Nella tavola sono dipinti diversi episodi della Storia di sant’Antonio abate, dalle varie tentazioni alle torture subite dai diavoli e alla vicende dell’eremita Paolo, che è raffigurato al centro, di dimensioni maggiori insieme ad Antonio.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://www.sammlung.pinakothek.de/de/artwork/OrLb58Wx1V/meister-der-heiligen-sippe/legende-des-hl-eremiten-antonius

Rilevatore: AC

Monaco – SAA – Maestro sacra Famiglia

Monaco-Maestro-sacra-Famiglia-particolare-Antonio-tormentato-dai-diavoli

Monaco-Maestro sacra Famiglia-particolare del centauro