Via Roma, 124
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Le prime notizie della chiesa risalgono al 1541, quando nella visita pastorale si dice che essa è proprietà della famiglia Lanzi, che vi fa spesso celebrare la messa. Questa potente famiglia ghibellina era la proprietaria dell’adiacente Castello delle Stanze, uno dei più importanti e ricchi della zona.
Nel 1575 risultava in cattivo stato e da tempo vi erano stata proibita le celebrazioni religiose, vi era anche un altare esterno e un piccolo cimitero. Si ordinò di restaurarla secondo le disposizioni del Concilio di Trento e, infatti, nel 1594 fu segnalata come ben tenuta, ma lo stato di abbandono continuò nei decenni successivi, anche perché l’unico reddito della chiesa era dato da due piante di moroni, che davano venti lire.
Nel 1693 il sacerdote Andrea Barboglio lasciò per testamento il reddito di cento scudi per la celebrazione di messe.
Nel 1750 fu ricostruita dalle fondamenta per volontà del notaio Cristino Barboglio. La visita vescovile del 1862 indica che era una delle chiese più belle della parrocchia.
Sottoposta ad un radicale restauro esterno ed interno nel 1985, la chiesa presenta le sue linee settecentesche molto luminose.
La facciata presenta due ordini architettonici: quello inferiore è suddiviso da quattro lesene in tre settori dei quali il centrale presenta l’ingresso dotato di elegante contorno in marmo di Zandobbio completo di coronamento. Sopra detta apertura, una finestra semicircolare, arieggia ed illumina internamente la chiesa. Le lesene hanno basamento rivestito in pietra. Sopra vi è la trabeazione completa di fregio e di cornicione che conclude quest’ordine inferiore.
Il secondo ordine è più semplice, suddiviso anch’esso da quattro lesene in tre ordini, dei quali il centrale è leggermente più alto e concluso da una cornice curva coperta con coppi a canale, i due settori laterali rimangono più bassi e si raccordano a quello centrale con due cornici rampanti. Unico elemento decorativo in questo secondo ordine è un ovale dotato di cornice sagomata nel quale ora è dipinta la figura di sant’Antonio abate.
All’interno, la piccola chiesa si presenta a navata unica, con pianta rettangolare, suddivisa in tre campate da due gruppi di lesene e contro lesene per lato, delle tre campate solo quella solo quella centrale è molto importante come ampiezza, avendo le rimanenti, con il loro andamento curvo, solo funzione di raccordo con i muri d’ambito della chiesa, a quelli della facciata e dell’arco trionfale. Le lesene e contro lesene con i loro capitelli reggono la fascia architettonica della trabeazione, fregio e cornicione che corrono lungo tutto il perimetro della navata e servono da imposta alla volta a botte che la copre. Anche la volta a botte della navata presenta un tratto di raccordo curvo sia alla parete dell’arco trionfale che a quello della contro facciata.
Il presbiterio è di poco più stretto della navata con pianta rettangolare, delimitato ai lati da gruppi di lesene e contro lesene e si completa nel coro a pianta semicircolare. La luce perviene alla chiesa attraverso finestre ricavate tutte sopra il cornicione e precisamente due nella navata, due nel presbiterio ed altre due nel coro. A sinistra del presbiterio si apre l’ingresso alla sagrestia che è un vano quadrato, dalla sagrestia si accede al piccolo campanile.
La pala dell’altare maggiore con il Santo titolare è di ignoto del secolo XVIII, come gli ovali sulle pareti.
Nella volta dell’abside un affresco di buona fattura rappresenta un barbuto Dio Padre.
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https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31963/Trescore+Balneario+%28BG%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate




