ASOLA (MN). Cattedrale di Sant’Andrea, Polittico della Misericordia con sant’Antonio abate, seconda metà XV secolo

L’intitolazione completa della chiesa è: “Parrocchiale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria e Sant’Andrea Apostolo”. Edificio iniziato nel 1472 su precedente chiesa. Conserva molte opere d’arte.

 

Nel presbiterio splende il polittico detto della “Madonna della Misericordia” realizzato nella seconda metà del quindicesimo secolo. Di controversa attribuzione, benché ormai si propenda per il cremonese Antonio Della Corna (1450/1455 – 1500 circa).

 

Articolato in 10 pannelli su due registri: in basso al centro la Madonna accoglie, difende e protegge la comunità cristiana, allargando il suo manto; a sinistra le figure dei santi Lorenzo e Andrea; a destra i santi Marco e Sebastiano.
Nel registro superiore, al centro la Crocifissione; a sinistra le figure a ¾ dei santi Antonio abate (a sinistra) e Giovanni Crisostomo vescovo (o sant’Erasmo); a destra sant’Agata e san Rocco.
Nella predella i 12 Apostoli ciascuno con un versetto del Credo.
Nelle cuspidi sono Dio Padre e quattro Dottori della Chiesa: Agostino, Gregorio Magno, Girolamo e Ambrogio.

Sant’Antonio abate è raffigurato con bastone a Tau con campanella mentre tiene tra le mani un libro aperto che sta leggendo.

 

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Sant%27Andrea_(Asola)

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry//work/29310/Corna%20Antonio%20della%2C%20Madonna%20della%20Misericordia%2C%20santi%

https://www.youtube.com/watch?v=t2ZCDXod2hY

BOMBA (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nel Borgo Sant’Antonio al Ponte, dove il fiume Sangro forma un guado e fu costruito un ponte a pedaggio; punto strategico e d’incontro di pellegrini, mercanti e pastori che percorrevano i tratturi che dall’Abruzzo conducevano in Puglia. La zona perse gradualmente importanza con lo sviluppo della rete stradale dopo l’Unità d´Italia.
https://goo.gl/maps/xrhSKNdE8vAL5y4f6

 

Nell’archivio storico del Comune del 1777, risulta edificata nel 1526 dal barone Antonio Annechino, anche se è probabile, come da uno studio sulle fondazioni, che precedentemente esistesse una cappella presso uno  stazzo per i molti viandanti dei tratturi della Valle del Sangro.
Un documento di Cassino risalente al 1339, cita uno “spedale di Sant’Antonio a Bomba” posto presso il ponte di Sant’Antonio. Anche la dedica a sant’Antonio abate si può giustificare il fatto che l’edificio era sito presso l’incrocio di vari rami di tratturo.
La storia della chiesa s’intreccia con i fatti antecedenti e seguenti la Controriforma. Il tentativo di controllare tutto ciò che apparteneva alla chiesa, senza tener in alcun conto le leggi che regolavano i rapporti economici e i diritti acquisiti in base alle norme esistenti, produsse molte liti con i feudatari. La chiesa, di Sant’Antonio rimase, infatti, coinvolta per ben due secoli in una di queste liti che sorse tra i feudatari di Bomba e gli Abati Commendatari di Sant’Antonio di Vienne di Napoli, per il diritto di nomina del prete. La chiesa perse così gradualmente la sua importanza e fu degradata, anche in seguito ad alterazioni, fino ad essere adibita a fienile.
L’ edificio fu ristrutturato nel 1777. Solo recentemente le è stata restituita la dignità di chiesa, ma chiusa al culto.

 

La facciata è in stile romanico ed ha un coronamento con timpano curvo con doppia fila di romanelle immerse nella muratura.
L’ingresso consta di un portale ligneo architravato con una decorazione al centro e due finestrelle votive con stipiti e architravi in pietra calcarea. Sopra l’ingresso vi sono una grande finestra con arco a sesto ribassato ed una finestrella-oblo circolare.
Ai presenta come una cappella di una sola stanza di 6 × 6 m. I quattro piedritti sorreggono la piccola e bassa calotta della cupola. Sui pennacchi sono rappresentati i simboli dei quattro Evangelisti. Di fronte alla porta d’ingresso si apre una nicchia, ora vuota, in cui era custodita la statua del Santo. La parete mostra residui di affreschi in pessimo stato di conservazione. Nella lunetta si intravvede l´immagine di un Santo (forse san Nicola vescovo).
Ai lati dell’abside due piccoli riquadri interessanti: a sinistra la Madonna del Sambuco, a destra san Rocco. Sulle pareti laterali sono visibili due pale con immagini di Maria Assunta e sant’Antonio di Padova. Sia la pala che la statua, posta alla sinistra dell’altare, non hanno niente a che vedere con il Santo abate titolare della chiesa.

 

Link:
https://www.comunedibomba.it/c069006/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/39

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Bomba)

TUFILLO (CH) Chiesa parrocchiale di Santa Giusta, statua lignea di sant’Antonio abate, 1758

La chiesa conserva una statua lignea dipinta e dorata di 118 x 67 x 50 cm.
Opera dello scultore Silvestro Iacobelli (Cerreto Sannita, 1724 – ?).

Sulla base a sinistra la scritta in corsivo: “Silvestro Iacobelli/ scolpì nell’anno 1758”.
Sulla base a destra l’iscrizione: “Restaurata dott. Battista/ Gatto di Tufillo/ anno 1852”.

Il Santo è raffigurato seduto, con il bastone a Tau nella mano destra e nella sinistra il libro su cui è una fiamma. Ai suoi piedi testine di angioletti (?) e un porcellino.

 

La chiesa di Santa Giusta sorge nel punto più alto del borgo, edificata nel 1279, conserva il magnifico portale gotico di pietra scolpita risalente al XIII secolo, di influenza pugliese e simile a quelli coevi di Vasto. Il portale è inserito nella facciata riadattata nelle forme barocche settecentesche e reca la scritta del restauro del 1758: “(is)tus fecit magister Lucas d(i) Tufill(i) / (re) stauratum A. Dom. MDCCLVIII”. Come per gran parte delle chiese abruzzesi, il riadattamento barocco si è sovrapposto a quello più antico, introducendo paraste, cornicioni e cantonali che arricchiscono la facciata, coronata da un cornicione curvilineo realizzato a tre file sporgenti di coppi (“romanelle”).
Un’attestazione certa dell’esistenza della comunità risale al 1324-25 quando a pagare le decime erano i “Clerici de Tufillis” che si aggregavano attorno alla chiesa di S. Giusta.
All’interno l’area presbiteriale è rimasta nel palinsesto medievale con volta ogivale. Vi si conservano dipinti settecenteschi e un altare ligneo dorato di pregevole fattura locale datato 1759.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300091780

TORNATA (CR). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate e Sant’Ambrogio vescovo

Via Chiesa
https://goo.gl/maps/S4EydFd92zb6vM7x7

 

Anticamente a Tornata esistevano due chiese, intitolate rispettivamente a Sant’Ambrogio (che era la chiesa madre, ubicata fuori dal centro abitato, sulla strada per Romprezzagno, quindi scomoda per i fedeli; demolita nel XIX secolo) e a Sant’Antonio abate, sorta come oratorio privato di casa Sommi, poi ceduta alla nobile famiglia Ripari, che fu eretta a parrocchiale nel 1675.
La chiesa di Sant’Antonio aggiunse l’intitolazione di Sant’Ambrogio vescovo nel 1805 quando vi fu traslato l’affresco della Madonna delle Grazie (vedi infra).
La parrocchiale fu interessata da un intervento di rifacimento nel 1929, dopo che erano state rilevate numerose infiltrazioni d’umidità e il cedimento di una trave. Furono riedificati la volta, la facciata e un terzo delle mura laterali; mentre si conservarono il campanile, il coro e il presbiterio (sec. XIV). L’interno, prima ripartito in tre navate, fu ripensato ad una unica navata su progetto dell’architetto Tancredi Venturini.
La parrocchia nel tempo subì vari spostamenti di vicariati e poi di zone pastorali.

La facciata a capanna della chiesa, rivolta a nordovest, di chiaro gusto romanico lombardo, rivestita in mattoni a faccia vista e coronata da tre pinnacoli, è scandita da due grosse paraste laterali e presenta due finestre a tutto sesto e il rosone; sotto gli spioventi corre una file di archetti pensili. Il portale maggiore è strombato; nella lunetta sovrastante vi è un mosaico raffigurante “il Buon Pastore”, opera eseguita su bozzetto dell’artista Misani (1969).
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora, affiancata da lesene, ed è coperta dal tetto a quattro falde.

L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano due cappelle per ogni lato e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti la trabeazione, sopra la quale s’imposta la volta a botte ribassata; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, chiuso dalla parete di fondo.
Le decorazioni pittoriche sono opera del restauratore e decoratore Silvio Lanfredini (1992) che sostituì la precedente tinteggiatura color avorio antico risalente al 1960 del pittore Palmiro Vezzosi.
Prima Cappella a sinistra: la cancellata di ferro battuto realizzata nel 1940 dai fratelli Nicolini, fabbri ferrai del paese, riproduce l’immagine stilizzata del fonte battesimale e chiude il battistero. Nel 1946 fu posto nella parete sopra il fonte battesimale, una tela a olio, donato alla chiesa dal pittore bergamasco Ernesto Quarti Marchiò (1907 – 1982) che rappresenta Il Battesimo di Gesù.
Seconda Cappella a sinistra:  si trova una statua lignea rappresentante il Sacro Cuore della fine del 1700. Sull’altare sono posti quattro reliquari lignei settecenteschi e altri quattro in bronzo argentato, d’artigianato napoletano moderno.
Prima Cappella a destra:  sull’altare la statua di gesso di sant’Antonio di Padova della fine del 1800. Sulla parete un quadro rappresentante san Rocco in primo piano, mentre sullo sfondo compare l’immagine della chiesa parrocchiale di Tornata opera della pittrice Silvia Lanfredini (2011).
Seconda Cappella a destra: racchiude l’opera più significativa e preziosa sia per motivo di devozione sia per l’aspetto storico-artistico. Alla parete l’affresco della Madonna col Bambino del XIII sec., “Beata Vergine delle Grazie-Madonna di Sant’Ambrogio” che in origine era conservato nell’antichissima Chiesa di Sant’Ambrogio (sec. X -XI) che fu demolita agli inizi del XIX secolo. Per salvare l’immagine venerata dai fedeli, il 18 aprile 1805 l’affresco fu staccato dalla parete e traslato alla parrocchiale di Tornata. All’esterno della chiesa sul lato destro vi è una lapide murata che ricorda l’evento. Nel 1976 l’allora parroco don Renzo Sbernini, costatando le cattive condizioni di conservazione dell’affresco, dovute all’umidità, al fumo delle candele, alla generale usura del tempo, si fece promotore del restauro della veneratissima effigie. Sotto il dipinto cinquecentesco comparve una regale e materna figura di Madonna, di scuola bizantina, databile intorno al XIII – XIV secolo, che era quello autentico della Beata Vergine delle Grazie, la Madonna di Sant’Ambrogio, ritenuta miracolosa perché la tradizione dice che apparve a un bambino il 07 maggio 1521.

Lungo tutte le pareti dell’edificio sacro si trovano antiche stampe della Via Crucis risalenti alla fine del 1700, inizio 1800.
Notevoli modifiche si sono succedute nel corso degli ultimi decenni nella zona del presbiterio. L’altare maggiore su disegno del Misani fu abbattuto nel 1994 e sostituito da un altare a mensa di marmo prezioso. Sulle pareti laterali, ci sono due quadri rappresentanti due Crocifissioni in stile neorealista moderno, dono del Maestro Giulio Salvatori di Mosio (1980). Nell’angolo di sinistra, la statua lignea della Madonna del Rosario, fine del 1700, che collocata su un carretto è trasportata nelle vie del paese in occasione della solenne celebrazione dell’apparizione della Madonna, il 7 maggio.


Nell’abside, imponente nella sua dimensione e bellezza, la pala d’altare dipinto a olio, Madonna e Santi, è un’opera del 1710 di Bernardino Dehò (1675 – 1729). Nel 1820 la fabbriceria di Tornata l’acquistò da una chiesa di Cremona. Nel dipinto la Vergine con il bambino è contornata da un gruppo di angeli tra nubi plumbee. Nella parte bassa, sant’Antonio abate, sant’Agostino e san Gaetano da Thiene. In primo piano un’incudine con maglio a testimonianza del fatto che il quadro fu commissionato dalla corporazione dei fabbri di Cremona, sopra, sul trono, la firma de pittore. Sant’Antonio è a sinistra, seduto sul basamento del trono, con saio rosso e mantello nero, tiene il bastone a Tau con la mano destra; ai piedi si vede il muso di un maiale zannuto.

 

A sinistra dell’abside, vi è una tela a olio di pittore ignoto raffigurante sant’Antonio abate dell’inizio del 1700, un tempo pala d’altare prima dell’acquisto del quadro del Dehò. Il Santo, in piedi in un paesaggio roccioso, tiene con la destra un bastone a “L” con appesa una campanella; la sinistra regge un libro aperto appoggiato al ginocchio; una fiamma è sul terreno a sinistra; a destra della figura, spunta un maiale.
Sul lato opposto dell’abside, vi è una tela a olio di pittore ignoto, raffigurante Santa Teresa d’Avila in estasi della seconda metà del 1700.

 

 

 

Immagini e link:
https://www.unitapastoralectr.it/tornata/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_e_Sant%27Ambrogio_Vescovo

PALAZZO PIGNANO (CR), frazione Cascine Capri. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Torlino, 40
https://goo.gl/maps/Y67ERzQo2bAbkfQD8

 

La chiesa è sita nel borgo agricolo di antica origine ed è intitolata a Sant’Antonio abate.
Consacrata nel 1557 da Leonardo Lana, vescovo di Bida e ausiliare della Diocesi di Piacenza.

Facciata a capanna con finestra sopra il portone. Campanile a sinistra.
All’interno conserva dipinti e affreschi.

 

Link:
http://www.palazzopignano.info/index.php?section=capri&m=territorio&ln=it