AUSTRIA – VIENNA. Kunsthistorisches Museum, “La tentazione di sant’Antonio abate” di F. o J. Verbeeck,1650-75

Tempera su tela di 67 x 108 cm, opera di Frans Verbeeck, (1510 circa – 1570) decano della corporazione dei pittori di Mechelen, e/o del figlio Jean Verbeek (attivo al 1548 al 1560 circa). Realizzata nel 1650-75.

Inventario numero: Pinacoteca, 3836 Non esposto
Provenienza: a Praga dopo il 1637 (?); nella Galleria del Museo nel 1884.

 

La Tentazione presenta anche scene di streghe e di folli, come in altre opere dei pittori della famiglia Verbeeck.

Il Kunsthistorisches Museum (Museo di Storia dell’Arte), spesso anche indicato come il “Museo di Belle Arti”, è un museo d’arte a Vienna

Link:
https://www.khm.at/objektdb/detail/2069/


 

Una copia o altra versione del dipinto è / era in SVIZZERA – GINEVRA presso la Galerie De Jonckheere, una storica galleria specializzata in arte fiamminga e fondata nel 1976.
Olio su tavola dipinto tra il 1640 e il 1650, misura 75 x 106,5 cm.
Immagini da Wikimedia.

GIAPPONE – TOKYO. Museo Nazionale d’Arte Occidentale. “Tentazioni di sant’Antonio abate” di H. Fantin-Latour, prima del 1904

Olio su tela di 63,5 x 83,5 cm
Opera di Ignace Henri Jean Théodore Fantin-Latour, meglio noto come Henri Fantin-Latour (1836 – 1904), pittore e litografo francese.

Raffigura la tentazione della lussurio: Antonio è circondato da varie figure femminili, più o meno discinte.

 

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fantin_Latour_The_Temptation_of_St_Anthony.jpg

 

 


 

Un’altra opera di Fantin-Latour con questo soggetto si trova in Collezione privata, collocazione ignota.
Olio su tela di 47 x 55,5 cm, firmato “Fantin”, dipinto entro il 1904
Venduto dalla casa d’Aste Dorotheum, Vienna

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Henri-Fantin_Latour_Versuchung_des_hl_Antonius.jpg

COLLOCAZIONE IGNOTA. Tre opere con “Tentazione di sant’Antonio abate” di D. Ryckaert III, seconda metà XVII secolo

Oltre alla tavola conservata a Firenze, vedi scheda, altre opere sono in collezioni private.

Il pittore di Anversa David Rykaert III o Rijckaert il Giovane (1612 – 1661), fu noto per la sua predilezione per la pittura di genere.

1) Olio di 56 x 73,5 cm Firmato e datato 1647

Nelle “Galerie Salomon Lilian”, Ginevra, in mostra nel 2015.

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:David_Rijckaert_(III)_-_Temptation_of_Saint_Anthony.jpg

https://artpassions.ch/galerie-salomon-lilian/


 

2) Olio su tela di 85 x 62 cm
Casa d’aste Dorotheum, Vienna, venduto il 9 giugno 2020, lotto 310

Link:
https://www.dorotheum.com/en/l/6719001/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

3) Olio su rame di 60,8 x 88,2 cm dipinto tra il 1628 e il 1660

Venduto dalla casa d’aste Christie’s, Amsterdam, venduto il 6 maggio 2008 lotto 85

Link:
https://www.christies.com/lotfinder/paintings/david-rijckaert-iii-the-temptation-of-saint-5070199-details.aspx?lid=1&sc_lang=en

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:David_Rijckaert_(III)_-_The_Temptation_of_Saint_Anthony.jpeg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Data compilazione scheda: 6-3-2022
Rilevatore: AC

FIRENZE. Palazzo Pitti – Galleria Palatina, “Tentazione di sant’Antonio abate” di D. Ryckaert III, 1650-60

Olio su tavola di 49 x 63 cm dipinto tra il 1650 e il 1660
Opera del pittore di Anversa David Rykaert III o Rijckaert il Giovane (1612 – 166), noto per la sua predilezione per la pittura di genere.
Inventario numero 1890, n°1144
Entrato nel Museo all’inizio del XVIII secolo.

 

 

Link:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:David_Rijckaert_(III)_-_The_Temptation_of_St._Anthony.jpg

 

Altre opere con lo stesso soggetto in collocazione ignota, vedi scheda

RUFFRE’ MENDOLA (TN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Fino al 2005 Il comune si chiamava solo Ruffré. La Chiesa sorge in località Maso Costa.
https://goo.gl/maps/dywxFLHs6UhtXKpd8

 

La chiesa ha probabilmente origine tardo-romanica, come testimoniano alcuni bassorilievi alla base del campanile. La prima menzione che attesta l’esistenza dell’edificio risale all’atto di consacrazione, avvenuta nel 1403. Circa cinquant’anni più tardi fu eretto il campanile ad opera del capomastro Stefan Murer di Termeno. Ampliata a metà XVIII, la chiesa subì corposi interventi nell’ultimo quarto del XIX secolo, quando la navata fu completamente ricostruita, acquisendo le forme odierne.
La facciata, a spioventi, è delimitata da lesene raccordate ad una cornice che profila le falde di copertura. Al centro è situato il portale lapideo d’ingresso, a tutto sesto e dotato di piedritti modanati. Al di sopra di questo, è presente un oculo strombato dotato di cornice. L’incontro delle falde di copertura è coronato da una croce apicale; un’iscrizione campeggia nel timpano e ricorda l’ultima ristrutturazione del 1880.
Una zoccolatura in lastre squadrate di materiale lapideo percorre il prospetto frontale, così come le fiancate; queste sono profilate da lesene e presentano un accesso laterale e tre finestre a tutto sesto a livello della navata. La fiancata sinistra presenta l’emergenza del volume della sacrestia a pianta quadrangolare tra la navata ed il presbiterio, seguito dal corpo della torre campanaria, aderente alla sacrestia e al presbiterio. Il prospetto posteriore è caratterizzato da lesene angolari e da finestre a tutto tondo aperte presso i lati obliqui dell’abside; le finiture sono ad intonaco tinteggiato. Il campanile presenta un fusto quadrangolare dotato di accesso indipendente ed elevato presso il prospetto orientale.

L’interno presenta una navata unica, scandita in tre campate da quattro coppie di pilastri semi addossati alle pareti laterali, a sostegno delle arcate a sesto acuto longitudinali e delle vele della volta a botte unghiata che copre l’ambiente. In controfacciata si impone il volume della cantoria, sostenuta da due colonne poligonali in materiale lapideo. La prima e la terza campata della navata presentano nicchie centinate a sesto ribassato lungo le pareti laterali; la seconda campata ospita gli ingressi laterali. L’arco santo, a sesto acuto, immette nell’ambiente, elevato da tre scalini, del presbiterio, dotato di accesso ai locali di sacrestia sul lato sinistro. Le pareti del presbiterio sono ornate da un rivestimento ligneo e sono ritmate da semicolonne aderenti alle pareti, le quali sostengono le nervature lapidee della volta reticolare che copre l’ambiente, dotata di serraglie ornate a bassorilievo. Le finiture sono ad intonaco tinteggiato ed elementi lapidei a vista. Le pareti e la volta della navata recano un impianto decorativo pittorico avente carattere ornamentale e figurativo; la volta del presbiterio presenta decorazioni pittoriche e a bassorilievo, aventi carattere ornamentale.

Gli affreschi interni della volta e del presbiterio furono realizzati nel 1938 dal pittore trentino Matteo Tevini (1869-1946). A sinistra dell’altare maggiore vi è la raffigurazione dell’Ultima Cena.

Il rosone in facciata è una vetrata policroma che raffigura sant’Antonio abate.

La pala della parete di fondo, seicentesca, raffigura la Madonna e i santi Antonio e Lorenzo. La Via Crucis è di Mattia Lampi (metà ‘700).

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Ruffré-Mendola)

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=25678

Data compilazione scheda: 6-3-2022

Rilevatore: AC