PINZOLO (TN), frazione Sant’Antonio di Mavignola. Chiesa “nuova” di Sant’Antonio abate

 

Via Dosso del Sabion, 13 , nei pressi della Chiesa Vecchia, vedi scheda.
https://goo.gl/maps/eEzvuxw6NEikUQjH8

 

La nuova chiesa di Sant’Antonio di Mavignola fu eretta a poca distanza dall’antica nel corso degli anni Trenta del Novecento, su progetto degli architetti Pietro Marzani e Giovanni Tiella di Rovereto. La posa della prima pietra risale al 6 luglio 1930; la costruzione terminò nel 1933.
La chiesa, orientata a nord-ovest, fu eretta a parrocchia il 15 maggio 1967, cessando di dipendere da Pinzolo.
Nel biennio 2011-2012 la chiesa è stata interessata da un generale restauro dell’esterno.

La facciata a due spioventi è preceduta da un portico a pianta rettangolare, elevato di tre gradini rispetto al piano stradale, forato da aperture rettangolari. Lungo il fianco sinistro emerge il volume della sacrestia, anch’essa preceduta da un portico sorretto da un pilastro, e il campanile intonacato, aperto da quattro monofore centinate e concluso da tetto piramidale.

L’interno a navata unica è coperto da un soffitto piano a cassettoni; un’ampia arcata introduce al presbiterio, elevato di tre gradini e coperto da volta a botte. Quattro monofore centinate aperte sul fianco destro danno luce alla navata, una finestra rettangolare, sempre a destra, al presbiterio.
Nel 1947 e 1948, per volere di padre Ermete Rauzi, la Chiesa venne affrescata all’interno da Carlo Bonacina (1905 -2001) con: i Quattro evangelisti nel presbiterio; la Madonna con il Bambino  e alla sinistra la figura di sant’Antonio abate nell’abside; la Via crucis e Scene della vita di sant’Antonio lungo le pareti della navata; l’Ultima Cena in fondo alla Chiesa.
La Vita del Santo è raccontata in quattro affreschi. Il primo è La vocazione di Antonio che ascoltando la Messa vendette le sue ricchezze ai poveri; nel secondo è raffigurata La tentazione del diavolo che stringe nelle mani l’alloro simbolo di gloria, la borsa simbolo del denaro e la coppa del piacere. Nel terzo affresco, La visita di Costantino per preghiere e consigli, Antonio ha rifuggito il mondo ed ora è il mondo che, scosso dai suoi miracoli, viene a trovarlo con gli ambasciatori dell’Imperatore Costantino gli portano lettere e messaggi. Nel quarto affresco è raffigurata La beata morte di sant’Antonio all’età di 104 anni.

Di recente la chiesa è stata arricchita, grazie ad una donazione, di una preziosa tela dei primi anni del Seicento (Madonna con bambino e sant’Antonio abate) e di un Crocefisso in legno realizzato tra XVII e XVIII secolo.

 


Link:

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=6222

http://www.news.giudicarie.com/it/notizie-val-rendena/18-pinzolo/s-antonio-di-mavignola/1448-sant-antonio-di-mavignola-domenica-7-ottobre-si-inaugura-la-chiesa-parrocchiale-ristrutturata

Data compilazione scheda: 15-2-2022
Rilevatore: AC

PARLASCO (LC). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, con affreschi

Via Parlaschino, 159 (all’estremità ovest del centro abitato, isolata)
https://goo.gl/maps/xsUYhZKQdBBD636h8

 

L’esistenza dell’edificio è documentata dal XII secolo, forse ricostruita nel XIII.
Nella prima metà del XVI secolo vi fu il rifacimento della parte superiore del presbiterio e dell’arco trionfale. Nel XIX secolo fu ampliato con la costruzione della Cappella della Vergine e del portico antistante il fronte principale.
Il campanile fu costruito nel XVIII secolo.
Parrocchiale dal 1930.

Edificio in muratura a navata unica con copertura a volta, corpi laterali annessi per cappelle e sagrestia.
Nella visita pastorale di san Carlo Borromeo del 1566 risultava restaurata e con le pareti in parte intonacate e dipinte, in parte grezze. Nei decreti, il vescovo prescrisse di provvedere a dotare l’altare maggiore di una pala o di ornarlo con pitture. Sull’arco trionfale e sulla parete sinistra del presbiterio quadrangolare, probabilmente trecentesco e rimaneggiato superiormente intorno al 1580, compaiono affreschi appartenenti ad epoche diverse comprese tra il XIV e il XVI secolo, disposti in parte a strati sovrapposti e coperti da intonacature, riportati alla luce nel 1977 durante lavori di manutenzione.
Sulla parete destra del presbiterio si vede una Trinità commissionata da Francesco Busi di Valtorta nel 1351 (come risultava da una iscrizione oggi non più leggibile); di fronte si trova il Martirio san Sebastiano ascrivibile al XV secolo assieme ad uno stemma visconteo e altri frammenti.

Sul pilastro destro del presbiterio compare un ciclo di affreschi che risale al 1593: un Santo monaco, identificato con sant’Antonio abate o con sant’Antonio di Padova; sul pilastro sinistro sant’Antonio abate in una iconografia inconsueta per la Valsassina con il pastorale ed un diavolo raffigurato al guinzaglio in luogo del classico maiale; la Crocifissione sulla parete di fondo; sull’arco trionfale una mutila Annunciazione del pittore bresciano Aragonio Aragone (1543/1562 – 1611); due Sante sulla parete destra e due Santi su quella opposta, tra i quali si distingue san Pietro di fianco a un episodio della vita di sant’Antonio abate.

Sulla parete destra della navata è collocata una pala seicentesca raffigurante la Madonna Assunta tra i santi Antonio abate e Michele arcangelo, proveniente dall’imponente altare maggiore in stucco a colonne tortili e frontone spezzato sormontato da due angeli risalenti al tardo Seicento.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LC120-00861/

https://web.archive.org/web/20171010210432/http://www.valsassinacultura.it/scheda.php?idcontent=237&id=9

Data compilazione scheda: 15-2-2022
Rilevatore: AC

BLEGGIO SUPERIORE (TN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate a Bivedo

Località Bivedo
https://goo.gl/maps/AzQda2dBpMvH6t3E9
Bleggio era una delle “Sette Pievi delle Giudicarie” che per secoli hanno operato in sintonia con una certa autonomia dal Principe Vescovo di Trento.
Un’antica suddivisione amministrativo-giuridica diffusa nell’Italia settentrionale era detta “Quadra” e il riferimento locale riguarda l’insieme dei paesi di Bivedo (Buè), Larido (Larì), Marazzone (Maración) e Cavaione (Cavajón) tutti nell’attuale comune di Bleggio Superiore.

 

La Chiesa si trova in posizione elevata sull’abitato con ampia vista sulla valle. Le origini dell’edificio di Bivedo sono ignote. Comunemente si ritiene, tuttavia, che una prima chiesa dovesse esistere già nel XIII-XIV secolo. Nel 1512 venne eretto il campanile.
La chiesa fu ricostruita “a fundamentis” tra il 1529 e il 1535 e subito dopo gli interni vennero decorati; fu citata una prima volta nel 1537 in occasione di una visita del cardinale Bernardo Clesio.
A partire dalla metà del XIX secolo (1840 e 1860) l’edificio fu notevolmente ampliato con l’aggiunta di cappelle laterali.
Ebbe dignità di chiesa parrocchiale dal 1920 e nel 1931 l’edificio venne decorato da Carlo Donati, originario di Bivedo, nella facciata, nelle volte interne e nelle pareti delle cappelle laterali.
Tracce di una decorazione a fresco risalente al XVI secolo sono presenti sulla parete di fondo del presbiterio.

L’edificio è orientato a sud-est, ha una facciata a capanna a due spioventi caratterizzata da possenti pilastri angolari in granito. Il portale architravato ha una cornice lapidea con frontone triangolare superiore e subito sopra, in asse, la grande finestra a lunetta che porta luce alla sala. Alla sua destra l’affresco protetto da una piccola tettoia a due spioventi.

 

Link:
https://www.cultura.trentino.it/archivistorici/soggettiproduttori/2073139;jsessionid=AAA28E3D40E7D83A83FB9C74F7BDCC1D

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=26433&Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abat%E2%80%A6

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Bleggio_Superiore)


Data compilazione scheda:
14-2-2022
Rilevatore: AC

DOLCECQUA (IM). Chiesa di Sant’Antonio abate

Parrocchia di S. ANTONIO ABATE
P.zza Giovanni Mauro, 1 , 18035 Dolceacqua
Tel.: 0184/206155
https://goo.gl/maps/h4XUSgvvQ1BYpSYX7

Forse già presente in epoca ben più antica, la parrocchiale di Dolceacqua venne completamente ricostruita nel corso del 1471 nella sottostante e grande piazza del borgo antico.
Subì un ampliamento tra il 1860 e il 1865 che portò la struttura a tre navate e nelle attuali forme architettoniche barocche e classiche.
Sopra il portale, statua di sant’Antonio abate.

Al suo interno, riccamente ornato da stucchi in oro d’epoca barocca, custodisce importanti opere d’arte:
– il polittico a tempera su legno raffigurante Santa Devota (commissionata da Francesca Grimaldi, moglie di Stefano Doria, recentemente restaurato ed esposto a Monaco di cui la Santa è patrona), formato da dodici scomparti, realizzata dal pittore nizzardo Ludovico Brea nel 1515;
– due formelle laterali dei Misteri del Rosario, nella cappella in fondo alla navata sinistra, realizzate nel 1582 dal genovese Bernardo Castello;
– un Crocefisso XIV – XV secolo.

La tela sopra l’altare maggiore ritrae Sant’Antonio abate, databile all’inizio del XVII secolo, opera del pittore Giuseppe Vermiglio (1587 circa – 1635 circa).

L’attiguo campanile è stato realizzato nel 1621 sopraelevando una due delle torri dell’antica cinta muraria.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Dolceacqua)

https://www.rivieratime.news/santantonio-abate-dolceacqua-la-storia-incontra-larte/

Data compilazione scheda: 14-2-2022
Rilevatore: AC

BORGOMARO (IM).Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Felipe Cascione
https://goo.gl/maps/yhReP1jJWDo8KF456

 

Già sede di un edificio religioso del XIV-XV secolo (di cui rimangono tracce solo nel campanile) ubicato nella piazza principale della città, l’attuale struttura fu edificata nel XVII secolo su un progetto degli architetti locali Marvaldi; l’inizio dei lavori è datato al 1674.
Solo nel 1842 la chiesa di Borgomaro ereditò il titolo di parrocchiale della comunità dalla pieve dei Santi Nazario e Celso (prima chiesa matrice di Borgomaro, fondata nell’VIII-IX secolo), come da decreto vescovile di monsignor Raffaele Biale della diocesi di Albenga.

L’attuale struttura si presenta in stile architettonico barocco, ad unica navata e con due cappelle laterali dedicate alla Madonna delle Grazie e alla Madonna del Suffragio; la facciata esterna, invece, dopo il rifacimento nel 1847 ad opera dell’architetto Giuseppe Lalley è in stile neoclassico.
Gli affreschi della volta raffigurano la Fede e le quattro virtù cardinali, mentre ai lati della stessa vi sono i quattro Evangelisti: Matteo,  Marco, Luca e Giovanni.
L’altar maggiore, in marmo, è decorato da un crocifisso ligneo e sulla parete di fondo dell’abside una tela rappresenta la Gloria di Sant’Antonio abate.

Tra le opere di pregio artistico e architettonico si conservano: il dipinto settecentesco della Madonna con Bambino e i santi Giuseppe, Antonio di Padova, Carlo Borromeo e Francesco Saverio; il polittico dei Santi Nazario e Celso del pittore Pietro Guidi da Ranzo nella parete a destra dell’altare maggiore (XVI secolo); il polittico di Raffaele e Giulio De Rossi raffigurante L’incontro di Gesù con la Veronica; il quadro della Trasfigurazione nell’archivolto (XVI secolo); un ostensorio attribuito ad Anton Maria Maragliano (XVII secolo).

Le statue lignee di San Rocco e di Sant’Antonio abate sono opera dello scultore Giambattista Drago del XIX secolo.


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Borgomaro)


Data compilazione scheda:
14-2-2022
Rilevatore: AC