CASTIGLIONE DEL LAGO (PG), località Pozzuolo Umbro. Chiesetta di Sant’Antonio abate o del Romitorio

Viale Milano 29/31, Loc. Pozzuolo Umbro, Castiglione del Lago
https://maps.app.goo.gl/cfzDCJ75ZCK4iHPz6

Una piccola chiesa ricavata in un casale che conserva un affresco votivo dedicato a Sant’Antonio abate che raffigura una casa impossessata dal maligno e liberata per intercessione del Santo; mentre i demoni alati scappano, il fuoco la avvolge; ma non si tratta di un incendio, bensì di una salvezza. L’Eremita appare in primo piano, inginocchiato in preghiera, con il maiale ai suoi piedi.

 

La chiesina del Romitorio conserva anche una statua di legno dell’800, che raffigura il Santo benedicente che tien con la mano sinistra un alto bastone a tau cuin è appesa una campanella. Ia suoi piedi un maiale. La statua viene portata in processione in occasione della festa.

 

Link e immagini:
https://www.experiencetrasimeno.it/it/attrattore/chiesetta-di-santantonio-abate/

SAN GIMIGNANO (SI). Pieve – oggi Monastero – di Cellole, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

Di origini molto antiche, citata nel secolo XI; la chiesa subì degli interventi tra il XII e il XIII secolo. Consacrata nel 1238. Nel Duecento ebbe funzione di lebbrosario.
Oggi monastero della Comunità di Bose. Isolata, a nord ovest dell’abitato di San Gimignano.

Bella facciata con portale  racchiuso da due colonne e sovrastato da  un arco e da una bifora.

La sua struttura è tipicamente romanica e a pianta rettangolare. All’interno, tre navate sono divise da due file di undici colonne che sorreggono gli archi a doppio sesto, e nella parete di fondo si trova un’abside semicircolare.

Nell’edificio si conservano il fonte battesimale in travertino; frammenti di affreschi trecenteschi; su tre delle colonne della navata centrale, sul lato destro, affreschi del XV secolo raffiguranti immagini votive di santi, tra cui si riconoscono sant’Antonio abate, santa Caterina d’Alessandria e san Benedetto.
Sant’Antonio abate tiene con la mano destra un bastone; con la sinistra un libro rosso chiuso e una campanella.

 

Link:
https://monasterocellole.it/

https://selfguided-toscana.it/poi/pieve-di-cellole/

REDONDESCO (MN). Romitorio dei SS. Pietro e Paolo, affresco con s. Antonio abate

L’edificio è citato nel 1033, sito in un luogo isolato sulle rive del torrente Tartaro.
Nel XV secolo furono realizzati interventi di abbattimento della facciata e prolungamento dell’edificio, oltre che la realizzazione degli affreschi che decorano l’interno e che sono stati restaurati nel 1998-2000,

La facciata è molto semplice, con un portale ligneo centrale ad arco acuto, sormontato da una finesterella circolare. Il fronte termina con la copertura a due falde. La chiesa ha una sola navata che termina con un’abside semicircolare, a cui è accostato il campanile in stile romanico che sale leggermente rastremato.

L’abside e le pareti sono decorate con affreschi quattrocenteschi.
Sulle pareti sono figure devozionali e iscrizioni in lingua volgare, tedesco e francese risalenti al XV secolo, che rappresentano una documentazione murale rarissima.


Sulla parete destra, una scena del Battesimo di Gesù poi, centrale, una Madonna col Bambino con ai lati i Santi titolari, poi un’altra Madonna col Bambino con a destra la figura, presumibilmente, di sant’Antonio abate benedicente. Ha la barba bianca, indossa il saio con il mantello e tiene con la mano sinistra un bastone pastorale.

 

Foto da:
https://www.facebook.com/groups/560623126060862/permalink/1325873706202463

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/49889/Chiesa+Romitorio+dei+Santi+Pietro+e+Paolo

Segnalazione di Valter Bonello

ANGUILLARA SABAZIA (ROMA). Chiesa di San Francesco, statua s. Antonio abate

Sebbene l’origine venga datata intorno al XIII secolo, si stima che la chiesa sia stata completata dai frati Francescani dal 1468 – anno in cui vi si stabilirono per approvazione di papa Paolo II – e consacrata nel 1488. La sua storia abbraccia gli accadimenti degli ultimi secoli: nel corso del tempo è stata protagonista di abbandoni, rovine e crolli; in particolare, nel 1527 venne profanata e distrutta in occasione del sacco di Roma. Conserva pregevoli affreschi del XV secolo.

All’interno vi è una statua, di ignota datazione, raffigurante sant’Antonio  abate benedicente che tiene con la mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi un maialino.

 

Immagini da:
https://www.facebook.com/groups/560623126060862/permalink/1324819456307888
Segnalazione di Valter Bonello

PONDERANO (BI). Chiesa di San Lorenzo martire, con altare dedicato a sant’Antonio abate

Di antica origine, la chiesa sorse come Rettoria della Pieve di Santo Stefano e, come tale, figurava già nella Bolla di Papa Innocenzo III del 2 maggio 1207.
Ricostruita in forma rinascimentale, fra la fine del sec. XV e la fine del sec. XVI, sui resti di quella medioevale che doveva trovarsi sull’area attuale ma di forme più modeste come tutte le chiese romaniche, aveva caratteristiche proprie dell’arte rinascimentale biellese della fine del quattrocento e dell’inizio del cinquecento.
La chiesa rinascimentale, le cui prime descrizioni sono contenute nelle relazioni delle Visite Pastorali della seconda metà del sec. XVI, era suddivisa in tre navate lungo le quali si trovavano addossati ai muri delle pareti laterali, otto altari (l’Altare Maggiore, che conservava il SS. Sacramento; nella navata sinistra, partendo dall’ingresso, l’altare dedicato a San Rocco, l’altare dedicato alla Madonna del Rosario, che si estendeva fuori dal perimetro delle mura dell’edificio, e l’altare dedicato alla Madonna delle Grazie; nella navata destra, l’altare dedicato a Sant’Eligio, l’altare dedicato ai Santi Bovo, Giulio e Nicola, l’altare dedicato a Santa Caterina, e poi a Sant’Antonio Abate, e l’altare dedicato a San Giorgio), un presbiterio più piccolo dell’attuale, che serviva anche da sacrestia, una facciata dotata di due porte e di grande rosone ma, priva di portico, un campanile ed un cimitero esterno che occupava l’area davanti la facciata e sul lato sud della chiesa.
Nel 1959, durante la creazione della cappella dedicata alla Madonna d’Oropa, furono scoperti affreschi di Gaspare da Ponderano, fine XV secolo, che rappresentano l’incoronazione della Vergine e San Bernardo.
A partire dalla seconda metà del sec. XVII la chiesa prese l’aspetto attuale. Delle tre navate divise da snelle colonne di pietra con ampio cornicione in cotto lavorato restano il corpo principale della navata centrale e alcuni muri perimetrali, su cui sono venuti alla luce affreschi della stessa epoca. La pianta si presenta irregolare a causa dei numerosi ampliamenti e delle modifiche avvenuti nel tempo. Le strutture verticali sono in muratura continua. L’aula è coperta da volta a botte rinforzata da quattro grandi chiavarde che la attraversano diametralmente mentre il coro è a pianta rettangolare coperta con volta a padiglione mediante l’interposizione, fra la pianta rettangolare dell’ambiente e la pianta poligonale di imposta, di elementi di raccordo (pennacchi).

Il campanile, ricostruito nel 1660, incorpora alcuni muri dei primi tre piani dell’edificio romanico. Di queste parti medioevali la muratura è molto ben curata e regolare, costituita da ciottoli disposti a spina di pesce e da scapoli di pietra. Resti di una cornice ad archetti pensili disposti in modo regolare e formati da pezzi di mattone messi di punta, poggiati su mensoline dello stesso materiale (probabilmente sette per ogni lato) costituiscono la decorazione che corre all’altezza del secondo del terzo piano. Le aperture originali (feritoie rettangolari al primo e secondo piano e monofore terminanti ad arco con la centina in pietra al terzo piano) sono state quasi tutte murate.

Fonte:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=36852