MONTEBUONO (RI), frazione Sargnano. Chiesa di San Pietro ad Muricentum, con affreschi di s. Antonio abate, XV secolo

La chiesa sorge poco al di fuori dell’abitato, presso il cimitero comunale. La sua fondazione risale al 1100 circa e fu costruita sul sito di una villa rustica romana. Nella Chiesa sono leggibili i segni dei vari interventi che l’edificio ha subito nei secoli.
La facciata della Chiesa presenta un profilo a capanna con spioventi asimmetrici, lo spiovente destro infatti risulta più lungo a causa della presenza della navata laterale. L’interno è a due navate con abside presbiteriale semicircolare; le navate sono divise da quattro campate composte da colonne e piloni rettangolari e archi ribassati che sostengono un muro su cui si aprono verso l’interno della navata tre monofore.
Conserva resti di affreschi del XV secolo nell’abside, nella parte inferiore della controfacciata, nel transetto e in una parte della navata laterale, mentre la parete della navata laterale destra presenta una muratura a vista composta da conci squadrati calcarei.

 

Nella conca dell‘abside maggiore, resti di un Giudizio Universale; nel cilindro affreschi di riquadri con molte figure di Santi, e di Madonne in trono col Bambino.
Nella parte sinistra del cilindro absidale, La Vergine in trono con il Bambino, a sinistra santa Lucia ed a destra sant’Antonio abate. La figura ben conservata di sant’Antonio  lo mostra con il saio, il mantello con la tau mentre tiene nella mano destra un bastone a stampella e nella sinistra una grossa campanella rivolta verso l’alto. A sinistra la piccola figura dell’offerente.  Vedere immagine in alto.

 

Gli affreschi presenti in controfacciata occupano la fascia medio bassa del prospetto. Sul lato sinistro, parte inferiore:  Sposalizio di santa Caterina; sant’Antonio abate; Madonna in trono col Bambino.

 

La cappella di destra che si apre dal presbiterio presenta nella facciata un’Annunciazione. Sulle vele della volta, i quattro Evangelisti. L’arco che immette alla Cappella è decorato da affreschi tra quali cinque figure di Apostoli, il Battista, una terza immagine di sant’Antonio abate e, in più piccole figure di epoca precedente, il Crocifisso fiancheggiato da Maria e Giovanni.


Info sulla Chiesa:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/76129/Montebuono+%28RI%29+%7C+Chiesa+di+San+Pietro

https://digilander.libero.it/MontebuonoOnLine/spietro.htm

 

 


 

In una chiesa del comune di Montebuono, forse la Parrocchiale, è conservato un olio su tela di 400 x 200 cm, opera di un ignoto pittore di ambito laziale, che raffigura sant’Antonio abate e san Giovanni evangelista. Un’iscrizione in basso segnala un restauro del 1908. “Mediocre dipinto riferibile a pittore di provincia operoso alla fine del XVI secolo o agli inizi del XVII con reminiscenze manieristiche. Analogo per fattura al quadro del primo altare a sinistra.”

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200007499


 

In una ignota chiesa di Montebuono vi è una pala d’altare, olio su tela di 220 x 125 cm, dell’ultimo decennio del XVII secolo, “modesto dipinto di un’artista laziale”.
Raffigura sant’Antonio abate con le braccia aperte, rivolto verso l’alto dove è la Trinità circondata da cherubini. Nel braccio sinistro regge un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200007388

MONTORIO ROMANO (ROMA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Sita all’ingresso del paese in Via Roma, la strada che collega Montorio Romano a Nerola.
https://maps.app.goo.gl/7DkVssWHPSDMsnEg9

 

Dal 1913 iniziarono i lavori per la costruzione della piccola chiesa che fu consacrata i 25 ottobre 1916, come riporta una lapide a destra dell’altare.
Tra il 2000 e il 2010 la chiesa è stata oggetto di una complessa campagna di restauri che ha interessato il tetto e l’intonaco delle pareti di tutto l’edificio.

La chiesa presenta un profilo a capanna con un piccolo campanile a vela a un fornice, posto a sinistra del tetto, Un portale con architrave e timpano triangolare; l’architrave presenta un incisione con la scritta “INOS S.ANTONIO MCMXIII ” ed è sorretto da due mensole dal profilo curvo a “cavetto”. Ai lati della facciata rivestita in pietra ci sono due lesene e due finestrelle quadrate.

L’interno, a navata unica con pianta rettangolare, si presenta intonacato e in un buono stato; l’edificio è coperto da un tetto a due falde sostenuto da due capriate lignee a vista.

 

Al centro della parete presbiteriale c’è l’altare a muro, sopra è presente una nicchia contenente la statua votiva di S. Antonio abate che indossa un saio, ha la mano destra nel gesto di benedizione; con la sinistra tiene un bastone cui è appeso un campanello. Un grosso maiale è davanti ai suoi piedi.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/42107/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

SPOLETO (PG), frazione San Brizio. Chiesa di San Brizio con quattro immagini di s. Antonio abate, XV – XVII secolo

L’antica pieve è uno straordinario edificio romanico.
La facciata attuale è caratterizzata da un elegante portale in pietra che ha sostituito la porta romanica.
L’interno è a pianta basilicale a tre navate, quella centrale più ampia ed elevata, separate da pilastri cilindrici in pietra faccia a vista provvisti di semplici capitelli scantonati e archi a tutto sesto verso il presbiterio, pilastri rettangolari e archi leggermente ogivali verso l’ingresso.
L’alto presbiterio con volta a botte è preceduto da arco-diaframma traforato da una bifora, vi si accede per un’ampia scalinata cinquecentesca, sugli ultimi gradini, due piccole aperture protette da inferriate, permettono di vedere sarcofago di pietra conservato nella sottostante cripta e danno luce alla stessa.
La vera rarità della chiesa è rappresentata dal meraviglioso pavimento di mattoncini in cotto  di varie forme e geometrie particolari che occupa tutta la navata.

 

Conserva quattro immagini di sant’Antonio abate.

1) Sulla parete sinistra un affresco raffigura Sant’Antonio abate e San Giacomo maggiore, alla maniera del Maestro di Eggi. Il Santo ha barba biforcata e tiene bastone e libro. Vedi fotografia in alto e particolare a sinistra.

 

 

2) Sempre sulla parete destra, si trova una piccola tela, di scuola guercinesca, (XVII secolo) raffigurante Sant’Antonio  abate, in preghiera che tiene nelle mani giunte la campanella. Immagine a destra.


 

 

 

3) Segue un frammento di affresco con la figura mutila del volto di sant’Antonio abate che tiene con la mano destra un libro e con la sinistra un bastone a tau cui è appesa una campanella. Immagine a sinistra.

 

 

4) Sulla controfacciata, un affresco raffigura la Madonna col Bambino sorreggente un cartiglio (Ego sum…) tra i santi Giovanni Evangelista e Antonio abate. In basso corre l’iscrizione: (E)REDES PASQUITTI FECIERUNT FIERI HOC OPUS SUB A(NNO)D(OMINI) MCCCCLXXVII (1478). Immagini in basso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini e info da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-brizio-spoleto/

SPOLETO (PG), frazione Madonna di Baiano. Ex chiesa di Sant’Antonio abate

Via Dell’Artificiere, 10
https://maps.app.goo.gl/c462qa5JWuLuzzHKA

 

Già esistente nel XV secolo, ora è utilizzata come sede dell’O.A.M.I., un’organizzazione di assistenza.
L’interno, che era completamente affrescato, oggi è in larga parte intonacato.
Sulla parete laterale destra sono leggibili un San Francesco, la raffigurazione di Santa Maria Egiziaca egiziaca e altri affreschi frammentari.

Sulla parete di fondo vi è un affresco di scuola dello Spagna che, in tre riquadri separati, raffigura sant’Antonio abate al centro del dipinto, la Madonna a destra e san Bernardino da Siena a sinistra.

Immagini e testo da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-s-antonio-abate-madonna-di-baiano-spoleto-pg/

FANO (PU). Museo archeologico e pinacoteca del Palazzo Malatestiano, dipinto “Madonna con s. Antonio abate”, prima metà XVIII secolo

Olio su tela di 65,3 x 49,5 cm, opera di ignoto di ambito romano, prima metà XVIII secolo.
Raffigura: “Madonna con il Bambino in trono, Sant’Antonio abate e San Isidoro Agricola
La fisionomia stilistica dell’opera non lascia dubbi circa una inequivocabile estrazione romana, denunciata, non soltanto dall’aspetto marattesco del gruppo con la Madonna e il Bambino ma soprattutto dalle affinità con le opere dipinte da Sebastiano Conca.
Sant’Antonio è raffigurato a sinistra, in ginocchio; tiene la mano sinistra sul cuore e con la testa regge un bastone cui è appesa una campanella e un libro su cui è il fuoco.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100140560

 

 

Il Museo Civico e la Pinacoteca furono istituiti nel 1898 ed allestiti nell’ala nord-orientale del Palazzo Malatestiano, fatto costruire da Pandolfo III tra il 1413 ed il 1421. Il Museo documenta gli insediamenti preistorici del territorio fanese e la civiltà della colonia e della città romana.
La Pinacoteca, oltre alla raccolta delle scenografie di Giacomo Torelli (1608-1678), alle collezioni di monete della zecca fanese, alle medaglie malatestiane di Matteo de’ Pasti e alle ceramiche dell’antica farmacia di Sant’Elena (inizi XIX secolo), presenta un’importante raccolta di quadri provenienti dagli edifici delle congregazioni religiose soppresse nel 1867, a cui si aggiunsero, nel tempo, numerosi dipinti, tra cui la raccolta donata dal collezionista Antonelli ed il lascito Vici Martelli. Vi è anche una sezione con ritratti, paesaggi, quadri con soggetti di genere del XIX e XX secolo. La pinacoteca è allestita al piano mezzano, mentre al piano nobile, nella Sala Grande e nella Sala del Caminetto, sono raccolti i dipinti a tempera e ad olio che vanno dal XIV al XVII secolo, di scuola veneta, umbra, marchigiana, bolognese e napoletana, con opere di Domenichino, Guido Reni, Simone Cantarini, Guercino, Guerrieri, Mattia Preti.

Sito Museo:
https://museocivico.comune.fano.pu.it/