CITTÁ DEL VATICANO. Appartamenti Borgia, Sala dei Santi, s. Antonio abate e s. Paolo eremita del Pinturicchio

Nei Musei Vaticani, l’Appartamento Borgia conserva la “Sala dei Santi” la cui decorazione fu commissionata da papa Alessandro VI a Bernardino di Betto Betti detto il Pinturicchio (Perugia, 1452 circa – Siena, 1513) e alla sua bottega, che la eseguirono tra 1492 e 1494, prevalentemente con tecnica a secco.
Nelle scene vennero inseriti motivi paganeggianti, tratti dalla mitologia, volti a celebrare in modo allegorico il committente.

Nella seconda lunetta sono raffigurati sant’Antonio abate e san Paolo eremita mentre si dividono il pane portato dal corvo.
Non appartiene alla consueta iconografia dell’incontro tra i due Santi la presenza di figure ai lati: a sinistra tre figure femminili, diavolesse per la presenza di corna e ali, in riferimento alle tentazioni del Santo; a destra due figure di uomini senza aureola, in atteggiamento umile, il primo con una lunga barba porta un bastone a tau, probabilmente sono i compagni di sant’Antonio.  Da quel lato, anacronisticamente, è appesa la campana che in tempi posteriori non mancava negli eremitaggi.
Lo sfondo del dipinto è composto da rupi esprimenti la eremitica caverna di san Paolo.

 

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USA – LOS ANGELES. L.A. Country Museum of Arts, Trittico di Neri di Bicci con s. Antonio abate, 1440

Il LACMA è il “Los Angeles Country Museum of Arts”, fondato nel 1961.

Tempera su tavola, dimensioni totali: 73.5 x 89 cm. “Madonna col Bambino e Santi
Realizzato nel 1440 circa dal pittore fiorentino Neri di Bicci (1418/1420 – 1492).
Inventario numero M.91.15 Non esposto.
Dono al Museo di Varya e Hans Cohn in onore del venticinquesimo anniversario del museo

Il trittico presenta la presenta nella tavola centrale la Vergine col Bambino sulle ginocchia e ai lati due Sante martiri (per la palma che tengono in mano).
Nell’anta di destra sono raffigurati san Lorenzo (con la graticola del martirio) e un Santo cavaliere.
Nella parte superiore delle due ante l’Annunciata e l’arcangelo Gabriele.

Nell’anta di sinistra un Santo francescano (s. Bernardino da Siena?) e, all’estremità sinistra sant’Antonio abate riconoscibile per le caratteristiche iconografiche: saio scuro e mantello ocra, barba bianca e in mano il bastone a tau.
La figura presenta somiglianze con quelle dipinte da Neri di Bicci nelle opere conservate a: Barbarino TavernelleRadda in ChiantiMontespertoli; Montecatini Val di Cecina.

 

Link:
https://collections.lacma.org/node/171975

MONTECATINI VAL DI CECINA (PI). Chiesa di San Biagio, tavola di Neri di Bicci con s. Antonio abate e Santi, 1478

La chiesa fu edificata a meta del XIV secolo, modificata nel XVI.
Conserva una tavola che raffigura il Martirio di san Sebastiano tra i ss. Biagio e Antonio abate, opera del pittore fiorentino Neri di Bicci (1418/1420 – 1492).
All’estremità destra, sant’Antonio si appoggia la bastone a tau, indossa un saio nero con mantello beige con la tau. in basso un piccolo maiale nero.
Il Santo ha una inconsueta barba grigio-bionda come nei dipinti di Montespertoli; Barbarino Tavernelle; Radda in Chianti.

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BARBERINO TAVARNELLE (FI). Museo di arte sacra, tavola di Neri di Bicci con s. Antonio abate, 1473

Il comune fu istituito il 1º gennaio 2019 dalla fusione dei comuni di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa.
Il Museo fu allestito nel 1989 a Tavarnelle Val di Pesa, in Via della Pieve, 19

Nella sala 1 è esposta una tempera su tavola del pittore fiorentino Neri di Bicci (1418/1420 – 1492) raffigurante: Vergine col Bambino, san Nicola, l’angelo Raffaele e Tobia, sant’Antonio abate, san Donnino e san Giuliano, proveniente dalla chiesa di Santa Maria del Carmine al Morrocco, documentata nel 1473.

Sant’Antonio è inginocchiato a destra e appoggiato al bastone a tau, con abito nero e mantello ocra-beige con la tau. A terra, un libro rosso su cui è la campanella e un maialino della cinta senese che poggia sul bordo del dipinto in mezzo all’epigrafe.
Il Santo ha barba grigio bionda come nel dipinto di  Montecatini Val di Cecina; Montespertoli e Radda in Chianti.

 

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Link:
https://www.barberinotavarnelle.it/amministrazione/luoghi/museo-di-arte-sacra

RADDA IN CHIANTI (SI). Chiesa di S. Maria al Prato, tavola di Neri di Bicci con s. Antonio abate, 1474

All’interno della chiesa, sull’altar maggiore, una tavola del fiorentino Neri di Bicci (1418/1420 – 1492) raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Nicola di Bari, Giovanni Battista, la Maddalena e Antonio abate, commissionata nel 1474 dal fiorentino Mariotto Gondi e dal bastiere raddese Niccolò di Goro; la carpenteria fu eseguita da Zanobi di Domenico. L’opera è stata recentemente restaurata.
Il Santo è raffigurato in piedi all’estrema destra, iconografia simile a quelle delle tavole conservate a Montecatini Val di Cecina; Barbarino Tavernelle e Montespertoli.

Complesso di Santa Maria al/in Prato.
Il complesso di edifici ha origini antichissime, è infatti ricordato sin dal X secolo come meta di pellegrinaggi devozionali, dovuti alla presenza di un’immagine di Maria ritenuta miracolosa, collocata in un piccolo oratorio edificato sopra “un prato” nei pressi di Radda. Con il passare del tempo la piccola cappella assurse al titolo di chiesa e nel XV secolo è menzionata fra quelle che componevano l’antica Lega del Chianti. L’odierno complesso consiste in una costruzione raccolta attorno a una piccola chiesa preceduta da un portico aggiunto con la ristrutturazione del XVIII secolo che ha riguardato l’intero edificio adibito a monastero. Nel 1935 il complesso fu acquistato dalla Provincia Toscana delle Sacre Stimmate dell’ordine dei Frati Minori e i Francescani lo hanno abitato fino al 1974, attualmente la chiesa è di proprietà della Venerabile Confraternita di Misericordia di Radda in Chianti. L’ex-convento Settecentesco ospita la sede della Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico.

Link:
http://www.chiantiradda.it/itinerario2-il-convento-di-s-maria-al-prato.php

https://architettureepaesaggi.com/2015/03/31/rilievo-architettonico-della-chiesa-di-santa-maria-al-prato-radda-in-chianti/